Idee e notizie per Angera 2015 ed oltre. Insieme ad ABC - Angera Bene Comune

giovedì 14 dicembre 2017

Ospedale "C. Ondoli" Angera


 Del breve discorso che il Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni ha tenuto ad Angera in occasione dell’apertura del parcheggio dell’ospedale, abbiamo colto due aspetti fondamentali: revisione del collocamento amministrativo dell’ospedale stesso e prosecuzione dell’attività del punto nascite.
            Per quanto riguarda il primo punto prendiamo positivamente atto di questo cambio di vedute, visto che la proposta di inquadrare l’Ospedale di Angera nell’ambito dell’ASST dei Laghi, facente capo all’ospedale di Varese, era già stata presentata in Regione Lombardia dal Partito Democratico attraverso il Consigliere Regionale Alessandro Alfieri più di un anno fa. Speriamo vivamente che quanto annunciato trovi rapidamente pieno compimento, visto che il lungo periodo di tempo in cui la proposta è rimasta inascoltata, nonostante l’impegno profuso in modo encomiabile dagli operatori sanitari, ha portato e sta tuttora portando al costante ed implacabile ridimensionamento di servizi a tutti i Cittadini del distretto.
            In merito al punto nascite riteniamo invece che il suo mantenimento debba essere parte di un più generale rilancio delle attività di base che l’ospedale dovrebbe garantire in qualità di struttura di prossimità. A tal proposito il nostro Circolo del Partito Democratico ritiene che per garantire un futuro al presidio ospedaliero di Angera e riportarlo a quella dignità che lo ha sempre caratterizzato negli anni occorra, da subito:
Ø  assicurare i servizi specialistici per tutte le fasce di età ed in tempi brevi, con il potenziamento dei poliambulatori divisionali e della diagnostica per immagini e di laboratorio;
Ø  garantire la copertura necessaria del personale medico, paramedico e tecnico, che attualmente è fortemente sotto organico, al fine di assicurare il corretto funzionamento dei reparti ospedalieri e dei servizi;
Ø  potenziare la rete dell’emergenza-urgenza;
Ø  facilitare il rapporto di rete con l’ospedale del bambino di Varese nell'ambito del Dipartimento Materno infantile, anche e soprattutto ricollocando il Presidio ospedaliero nella sua storica area distrettuale e quindi nell’area di influenza della ASST dei Sette Laghi, come già indicato in precedenza;
Ø ascoltare le Amministrazioni Locali, dando risposte concrete alle loro proposte e richieste, con particolare riferimento a quelle presentate in un documento a firma dei Sindaci del Piano di Zona, redatto ad inizio 2017.

lunedì 27 novembre 2017

Assemblea Provinciale degli iscritti


Vi informiamo che il 2 DICEMBRE dalle 10.30 presso la Biblioteca Civica Aliverti Via Marconi – Somma Lombardo si svolgerà l’assemblea degli Iscritti del Partito Democratico di Varese.
Saranno con noi il Coordinatore della Segreteria Nazionale On. Lorenzo GUERINI e il segretario regionale Alessandro ALFIERI

martedì 14 novembre 2017

Opere di Alp-Transit Angera - Taino

            In mezzo a tutte le voci che si stanno sollevando a vario titolo e con varie idee sugli interventi di Alptransit, prevale un silenzio assordante, cioè quello dell’Amministrazione Comunale di Angera. Per questo e per fare chiarezza di fronte ai cittadini, ovvero coloro che vivranno quotidianamente i cambiamenti, chiediamo al Sindaco di convocare con la massima sollecitudine un incontro aperto al pubblico, con la partecipazione di Provincia di Varese, Regione Lombardia e RFI, in orario comodo per tutti ed ampiamente pubblicizzato in modo da garantire un’ampia partecipazione, durante il quale, oltre a fare il punto reale della situazione, ci si potrà confrontare.  

In questi giorni si susseguono prese di posizione che indicano proposte alternative al progetto “ufficiale” attualmente in discussione. Sorprende che le prese di posizione vengano da quei partiti politici che in Regione governano da vent’anni e che hanno contribuito a definire il progetto complessivo insieme a RFI.
Come abbiamo appreso dai media, il progetto è noto da tempo alle Amministrazioni Locali di Angera e Taino, chiamate a lavorare in sinergia con Provincia, Regione, RFI.
Alla luce di ciò prima di tutto ci chiediamo come mai, in tutto questo tempo, il nostro Sindaco e la giunta non abbiano mai espresso alcuna perplessità. In secondo luogo, ci chiediamo per quale motivo a ripetute richieste di chiarimenti fatte dai nostri Consiglieri Comunali (con interrogazioni consiliari e proposte in sede di discussione del Piano di Governo del Territorio) l’Amministrazione Comunale di Angera non abbia mai comunicato che vi fosse una progettualità talmente concreta da vedere i progetti pronti per essere inseriti nella convenzione da stipulare fra i vari attori in campo.
Alp-Transit è una realtà che porterà inevitabilmente al nostro territorio importanti mutazioni. Crediamo che il trasferimento del trasporto merci da gomma a rotaia sia cosa essenziale, non rinviabile e seria. Detto questo, però, sappiamo anche che il potenziamento della linea avrà ricadute importanti soprattutto a livello viabilistico e urbanistico, situazioni che vanno programmate, ponderate e governate perché hanno una diretta ricaduta sulla vita quotidiana delle persone.

Il progetto “ufficiale” che sarebbe da approvare entro dicembre 2017, mostra sicuramente delle criticità. Il progetto alternativo, che sta circolando in questi giorni, che prevede un unico sottopasso in località Prati Bassi, presenta comunque punti critici, in primis il rischio di isolamento dal centro cittadino di Angera delle sue due frazioni, Capronno e Barzola.

Proprio per questi motivi è con forza che chiediamo un incontro pubblico per fare definitiva chiarezza di fronte ai cittadini.

                                                                                                              Giorgio Broggi

martedì 26 settembre 2017

lunedì 24 aprile 2017

PRIMARIE PD DOMENICA 30 APRILE AD ANGERA E ISPRA


Domenica 30 Aprile dalle 08.00 alle 20.00, primarie nazionali PD aperte a tutti.
Ad Angera, centro ricreativo Grossi (piazza Parrocchiale).
A Ispra, sala Serra (via milite ignoto 31).
I residenti a Ranco potranno votare ad Angera o Ispra.
Vi aspettiamo!

martedì 7 febbraio 2017

ALESSANDRO ALFIERI AD ANGERA

Sabato 11 febbraio mattina il nostro segretario regionale PD Alessandro Alfieri, visiterà l'ospedale di Angera, proseguendo il suo tour della sanità provinciale


giovedì 2 febbraio 2017

Un partito maggioritario: 10 ANNI FA...MAI COME AD ORA ATTUALE PER IL PD




L'articolo è tratto dalla prefazione al libro "La nuova stagione" (Rizzoli), in cui è pubblicato il discorso pronunciato a Torino il 27 giugno scorso per annunciare la candidatura alla leadership del Partito Democratico 

(24 agosto 2007)



di WALTER VELTRONI 
L'Italia ha bisogno di un partito che si proponga di dare cultura di governo al bipolarismo italiano. Se le parole hanno un senso, questo significa che il Partito democratico nasce per superare l'idea che quel che conta è vincere le elezioni. Ovvero battere lo schieramento avversario mettendo in campo la coalizione più ampia possibile, a prescindere dalla sua coerenza interna e dalla sua effettiva capacità di governare il Paese. 

Il Partito democratico nasce per affermare un'idea diversa e nuova: quel che conta è governare bene, sulla base di un programma realistico e serio. E lo schieramento che si mette in campo deve essere coerente con questo obiettivo. Non si tratta solo di un ribaltamento dello schema tattico che ha dominato il bipolarismo italiano in questa lunga transizione. Si tratta di una rivoluzione culturale e morale. Si tratta di restituire moralità alla politica. Si potrebbe dire che si tratta di affermare una visione "antimachiavellica" della politica stessa: scopo della politica non è organizzare la forza necessaria alla conquista e alla conservazione del potere. Questo è semmai un vincolo strumentale, che non può e non deve essere trascurato. Ma il fine della politica deve essere un altro: deve essere il perseguimento dell'interesse del Paese, attraverso la costruzione del necessario consenso attorno a un programma di governo. 

È precisamente questo che intendiamo, quando diciamo che il Partito democratico è un partito "a vocazione maggioritaria": un partito che punta non a rappresentare questa o quella componente identitaria o sociale, per quanto ampia possa essere, ma a porsi l'obiettivo di carattere generale di conquistare nel Paese i consensi necessari a portare avanti un programma di governo, incisivamente riformatore. Non per questo, un partito a vocazione maggioritaria, quale il Pd deve essere, è una forza che si pensa come autosufficiente: al contrario, è un partito che intende valorizzare l'alleanza di centrosinistra. E intende farlo sulla base del principio fondamentale della democrazia dell'alternanza, per il quale le alleanze di governo si fanno e si disfano davanti agli elettori, prima del voto. Ma il Pd nasce per riordinare, nel bipolarismo, la gerarchia dei valori tra la coalizione e il programma: è il programma comune, un programma di governo e non genericamente elettorale, che fonda la coalizione, non viceversa: non si può giustificare la vaghezza o l'ambiguità del programma, in nome del feticcio dell'unità della coalizione. Sarebbe come considerare la parte più importante del tutto, il partito (o la coalizione) più importante del Paese. 



Del resto, in nessuna grande democrazia europea sarebbe immaginabile presentarsi agli elettori con una coalizione priva dei requisiti minimi di coesione interna, tali da rendere credibile la sua proposta di governo: un'operazione politico-elettorale siffatta non avrebbe alcuna possibilità di vittoria, perché sarebbe inesorabilmente bocciata dagli elettori. In Gran Bretagna come in Spagna, in Germania come in Francia, i partiti che intendono candidarsi a governare non possono dar adito ad alcun dubbio circa la loro affidabilità. Memorabile è la lezione di moralità politica di Jacques Delors, che preferì rinunciare alla candidatura alle presidenziali del 1995, perché non avrebbe potuto dar vita, alle successive elezioni legislative, a una maggioranza parlamentare coerente. 

Quasi quindici anni di bipolarismo immaturo hanno ormai reso assai sensibile anche l'elettorato italiano su questo punto: non solo per propria scelta dunque, ma anche per una precisa esigenza di sintonia con il Paese, qualunque sarà il sistema elettorale che avremo in futuro, il Pd non potrà presentarsi alle elezioni all'interno di coalizioni disomogenee sul piano programmatico. Piuttosto, dovrà accettare il rischio, o sperimentare l'opportunità, di correre da solo. 

Il Partito democratico nasce anche per rompere una falsa alternativa: quella tra governabilità e democrazia. Come non ha senso considerare la sfida del governo come un limite alla partecipazione democratica, allo stesso modo è un errore pensare di poter affrontare le resistenze che si oppongono alle riforme riducendo, anziché allargando, gli spazi di esercizio della cittadinanza. Il Pd al quale penso è un partito che intende mettere al servizio di un incisivo programma riformatore tutta la forza della partecipazione democratica, la mobilitazione delle energie intellettuali e morali, civili e politiche, delle quali dispone una società viva come quella italiana. Non c'è altra strada per fare le riforme: non si può immaginare di dare alla politica la forza necessaria a far prevalere gli interessi generali sulla tirannia di quelli particolari, corporativi, microsettoriali, senza conferirle una nuova legittimazione democratica. 

Per questo il Partito democratico dovrà essere un partito davvero nuovo. Perché dovrà pensarsi non più come un bene privato, di proprietà della comunità chiusa, per quanto larga possa essere, dei suoi fondatori, dei suoi dirigenti, dei suoi militanti. Ma al contrario come una istituzione civile, che svolge una funzione pubblica e che come tale appartiene a tutti i cittadini che intendono abitarlo. Questo è del resto il modo di intendere i partiti proprio delle grandi democrazie: le quali, non a caso, dispongono di pochi, grandi partiti politici, il ciclo di vita dei quali si misura in svariati decenni, quando non in secoli. Uno dei sintomi più preoccupanti della grave malattia che affligge la democrazia italiana è invece proprio la proliferazione di tanti, piccoli ed effimeri soggetti politici, che è perfino improprio definire partiti, almeno nel senso europeo (per non dire nordamericano) del termine, e che per la loro spiccata vocazione oligarchica, quando non familistica, è ancor più difficile descrivere come democratici. 

Il Partito democratico nasce per segnare una discontinuità profonda con questo stato di cose. Non a caso si è deciso di fondare il partito nuovo, non sulla base del semplice mandato dei partiti preesistenti e neppure a partire da un appello di uno o più leader, bensì attraverso un vero e proprio "big-bang" democratico: l'elezione di un'assemblea costituente e di un segretario da parte di tutti i cittadini che si dichiarano interessati a contribuire a questa straordinaria impresa collettiva. Di conseguenza, il prossimo 14 ottobre, giorno stabilito per le elezioni costituenti, nascerà un partito che non sarà di proprietà privata di qualcuno, ma si proporrà come un'istituzione della democrazia italiana, a disposizione di tutti i cittadini che, riconoscendosi nei suoi orientamenti di fondo, vogliano utilizzarlo "per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale", come recita l'articolo 49 della Costituzione. 

Il codice genetico col quale nasce il Pd determina necessarie coerenze rispetto allo sviluppo della sua forma-partito, del suo modello politico-organizzativo. Innanzi tutto, il "big-bang" democratico non potrà restare un unicum irripetibile, ma dovrà diventare la regola generale con la quale saranno prese le decisioni più importanti, a cominciare da quelle che riguardano la selezione della leadership, a tutti i livelli, e più in generale delle candidature, in modo da garantirne la effettiva contendibilità. In secondo luogo, e in coerenza con la natura di partito "a vocazione maggioritaria", a regime la leadership di partito dovrà coincidere con la premiership, o con la candidatura a premier, come avviene in tutte le grandi democrazie europee. Terza, necessaria coerenza, il Pd dovrà essere un partito federale, in grado di dare espressione alla diversità delle realtà territoriali: non ci dovranno essere sezioni "periferiche" di un partito centralizzato, ma una rete di partiti territoriali federati, profondamente radicati nelle società locali, anche se culturalmente aperti a una prospettiva nazionale, europea e globale. Infine, le modalità di associazione e di militanza dovranno essere le più varie e flessibili, secondo un modello a rete, che valorizzi le sezioni territoriali come i circoli di ambiente, le associazioni culturali come le forme più innovative di contatto telematico: è anche in questo modo che il Partito democratico potrà contribuire a portare all'impegno e all'assunzione di responsabilità politiche più donne e più giovani. 

Valorizzazione del Borgo

Vuoto pneumatico!
E' l'unica definizione possibile per la serata di ieri sera, definita pomposamente "Tavola rotonda sul Tema "Via Mario Greppi: verifica di un piano di azione e proposte per il rilancio del Borgo" con la partecipazione di tutti i Consiglieri Comunali.
A parte il fatto che la maggioranza era presente a ranghi ridotti, la serata si è caratterizzata per la mancanza di idee concrete ed efficaci. Deluso chi si aspettava di ascoltare una progettualità a lungo termine, deluso chi si aspettava un'analisi dettagliata dei problemi, deluso chi si aspettava il contributo di esperti del settore.
Il rilancio del Borgo sembra passerà dalla riduzione/eliminazione della TARI delle nuove attività, e dal museo diffuso. Come dire: ad un malato terminale diamo aspirina e un bicchiere d'acqua. Non ci siamo proprio!
Un po' a sorpresa, infine, l'Assessore Marzetta ha ammesso che i mercatini che ci hanno allietato in questi anni sono poco efficaci, ed è parsa su posizioni piuttosto critiche verso la sua stessa maggioranza.
Penso, ed ho detto l'altra sera, che Angera manchi di una caratterizzazione forte, precisa. Per emergere rispetto alle altre cittadine belle o anche solo 'carine', bisogna puntare su una nicchia del mercato turistico, e intorno a questa costruire una progettualità. Il turismo enogastronimico è inflazionato, e molto stagionale. Il museo diffuso è interessante, ma, lasciatemelo dire, ancora 'insipido' e comunque già visto in altri posti con nomi diversi. Per vivere le attività commerciali hanno bisogno di lavorare in maniera continua per 11 mesi all'anno, come mi ha suggerito il Consigliere Flavio Barelli. Per questo ho sempre trovato le proposte di Massimo Dotta, riguardanti il museo del vinile, interessanti.

Bisogna, in altre parole, costruire una proposta turistica originale e che copra un'ampia parte dell'anno. Le altre cose verranno di conseguenza, a partire dalla riqualificazione delle case e l'afflusso di investimenti angeresi e non. 
O almeno bisogna provarci! Forza, rimboccarsi le maniche!

lunedì 30 gennaio 2017

Mozione - censura del D.G. dell'ATS

A conclusione di questa giornata di ottime notizie (per ora solo promesse, speriamo siano mantenute), ci sembra il momento di chiedere una condanna dei comportamenti assolutamente inadeguati al ruolo del D.G. dell'ATS.
Per questo abbiamo presentato una mozione per chiedere che l'intero Consiglio Comunale condanni gli atteggiamenti arroganti visti negli scorsi mesi, e che l'Amministrazione Comunale chieda a Regione Lombardia una netta presa di posizione.
I cittadini non possono essere in balia del sistema burocratico, anche i manager pubblici devono rispondere delle loro azioni e comportamenti.
Crediamo che una proposta di questo tipo non possa che ottenere la più ampia approvazione.

venerdì 6 gennaio 2017

"Ospedale di Angera: un patrimonio comune da valorizzare"

COMUNICATO STAMPA
"Ospedale di Angera: un patrimonio comune da valorizzare" 
nota del Circolo del Partito Democratico di Ispra-Angera-Ranco che parteciperà alla fiaccolata di sabato 7 gennaio

Il Circolo del Partito Democratico di Ispra-Angera-Ranco parteciperà alla fiaccolata per la difesa dell'ospedale di Angera, in programma sabato 7 gennaio, nella speranza che le esigenze e richieste del territorio, espresse in varie forme nelle ultime settimane, siano finalmente ascoltate e recepite.
L'ospedale di Angera è un importantissimo punto di riferimento per gli abitanti di tutto il distretto socio-sanitario di Sesto Calende, sia per la presenza di un Pronto Soccorso qualificato sia per tutti i servizi diagnostici, ambulatoriali, di day hospital e di ricovero che permettono di trattare in prossimità tutta una serie di malattie che necessitano di cure di intensità e complessità medio-basse.
Per questi motivi crediamo che, nell'ambito della riforma del servizio sanitario regionale, l'ospedale di Angera debba essere valorizzato e diventare un vero cardine tra il territorio, i grandi ospedali ed i centri specialistici.
L'ospedale di Angera deve essere una prima interfaccia a cui possa rivolgersi chi è in difficoltà, in grado di trattare le problematiche più comuni ed indirizzare verso le strutture specializzate.
In questi ultime dovranno necessariamente essere trattate le malattie più gravi e complesse, che richiedono elevate competenze ed attrezzature costose.
Crediamo quindi sia necessaria una programmazione sanitaria accurata, che individui e riconosca le esigenze ed i bisogni del territorio, anche quelli emergenti, sulla base di dati epidemiologici e socio-sanitari.
Chiediamo quindi con forza che, nell'ambito della riforma, si garantiscano presso l'ospedale di Angera servizi e prestazioni di qualità e in sicurezza che diano risposte alle necessità dei cittadini.
In questo processo di riorganizzazione sarà di conseguenza necessario continuare a garantire l'unità operativa di Pronto soccorso attiva 24h/24h (con la presenza continua garantita anche del pediatra), investire sui servizi per le cronicità e per le patologie a bassa intensità, sulle attività ambulatoriali e di day hospital (per la cura delle malattie oncologiche, per esempio), implementare nuovi reparti per garantire prossimità di cura alle categorie più fragili.

Il mantenimento ed il potenziamento di un ospedale territoriale è sicuramente conforme allo spirito della riforma sanitaria che sancisce il principio della centralità della persona.
Infine i processi di efficientamento e di innovazione, se correttamente gestiti, hanno una ricaduta positiva in termini di sostenibilità economica.
L'approvazione unanime in consiglio provinciale della mozione a difesa dei piccoli ospedali presentata dai consiglieri del Partito Democratico dimostra che l'ospedale di Angera è un bene comune da valorizzare e rafforzare; ora ciascuno faccia la propria 
parte nell'interesse delle nostre comunità.

Il Circolo del Partito Democratico di Ispra-Angera-Ranco

ABC INFORMA EP. 3