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giovedì 7 aprile 2016

Referendum 17 aprile - La MIA opinione

Piattaforma Paguro -
http://www.associazionepaguro.org/
Il referendum del 17 aprile affronta un argomento solo all'apparenza semplice.
Entrambi gli schieramenti, del 'si' e del 'no' hanno alcuni buoni argomenti dalla loro, che però sono piuttosto tecnici e richiedono informazione.

In poche parole, nel referendum del 17 aprile si chiede se possa essere esteso il periodo di concessione (periodo cioè durante il quale le compagnie concessionarie possono continuare le attività) per le sole piattaforme poste entro una certa distanza dalla costa (12miglia, circa 20Km) e già in produzione. 
Da aggiungere che esiste già un divieto a mettere in produzione nuovi giacimenti entro le 12 miglia dalla costa.

Se vincessero i SI', la produzione dai giacimenti entro la linea delle 12miglia cesserebbe nel momento in cui le concessioni esistenti arrivano alla loro naturale conclusione. Viceveresa, con la vittoria del NO, la concessione potrebbe essere estesa, e la produzione cesserebbe nel momento in cui non sarebbe più economico continuare l'estrazione.

A me non sembra un quesito dalla risposta semplice e scontata, anzi. Il referendum pone anche indirettamente una domanda che coinvolge in maniera importante le scelte di politica energetica ed industriale del nostro paese.


Purtroppo il fronte del sì insiste con il messaggio "estrazione di idrocarburi = inquinamento di aria ed acqua = morte" da cui segue facilmente l'invito a votare sì al referendum.
Un messaggio, anche in parte condivisibile, purtroppo estremamente semplicistico, spesso supportato da grafiche (foto, video) di grande impatto visivo ed emotivo, che però non affronta le mille sfaccettature del problema.

La cosa che mi lascia senza parole è la quantità di bugie usate da chi suggerisce di votare 'SI'. Eccone alcune:

1. E' un referendum controllo le trivelle. NON è vero, è un referendum che si occupa di pozzi già esistenti, perforati da tempo e già in produzione. Chi voterà SI non impedirà nessuna nuova perforazione.

2. Le tecniche di esplorazione usate per trovare i giacimenti sotto il mare (airgun) sono dannose per la fauna marina. Non esistono solide evidenze scientiche in questo senso, ma anche se ciò fosse vero, il referendum non ha nulla a che vedere con l'esplorazione. Anche se vincesse il SI', l'esplorazione per la ricerca di nuovi giacimenti non sarebbe impedita.

3. L'incidente alla piattaforma del Golfo del Messico (Deep Horizon) ha dimostrato che le piattaforme marine sono pericolose ed inquinano. Non è vero, si tratta di situazioni estremamente diverse, e nel golfo del Messico si tratta di condizioni estreme.
Una cosa su tutte: nel golfo del Messico la profondità del fondo mare è di alcune MIGLIAIA di di metri, nell'Adriatico spesso non raggiunge i 100m, e comunque non supera le poche centinaia di metri. E' abbastanza evidente anche ad un profano che le condizioni tecniche per operare sono completamente diverse. Anche le profondità dei giacimenti e le formazioni geologiche lo sono.
Da aggiungere che in Italia c'è stato un solo incidente serio sulle piattaforme a mare (piattaforma di Paguro), avvenuto nel 1965.
Ironia della sorte, le strutture sottomarine collassate sono diventate un paradiso per la fauna marina.

Concludo con 2 domande provocatorie:
1. Cosa usiamo per muoverci, scaldarci, cucinare? Quanti oggetti in plastica avete intorno a voi o indossate?
2. La dipendenza dell'Italia dall'approvvigionamento estero di idrocarburi è fortissima ed innegabile. Da un lato, è ovvio che chiudere in anticipo qualche giacimento non rappresenterebbe un dramma. D'altra parte però, significa anche chiudere gli occhi sugli stessi problemi ambientali altrove, magari in paesi privi di una cultura di attenzione per l'ambiente. Che valore hanno questi 2 aspetti?

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