Idee e notizie per Angera 2015 ed oltre. Insieme ad ABC - Angera Bene Comune

giovedì 28 aprile 2016

Il futuro dell'Ospedale?

Martedì 26 aprile, insieme alle altre minoranze (Angera DOC e AngeraFutura), abbiamo incontrato il Dott. Brazzoli, direttore generale dell'ASST della Valle Olona (di cui fa parte il nostro Ospedale a partire dal 01/01/2016). Si è trattato di un incontro da richiesto dai gruppi di minoranza in Consiglio Comunale per conoscere il direttore generale, le sue idee in merito all'organizzazione dell'ASST, in particolare ovviamente rispetto all'ospedale di Angera.

L'impressione che abbiamo avuto del Dr. Brazzoli è sicuramente positiva, ci è apparso una persona ragionevole e competente. In breve, la sua idea è quella di mantenere i servizi alla persona offerti dall'Ospedale di Angera, senza depotenziarlo, eventualmente integrando alcuni aspetti o sostituendo alcuni servizi che dovessero risultare non più sostenibili.

Nella progettualità che ci ha proposto e che intende sviluppare, l'Ospedale di Angera dovrebbe diventare un centro sanitario di livello intermedio, nel senso di un centro sanitario in cui di certo non verranno fatti interventi chirurgici e trattamenti complessi, ma che sia in grado di trattare tutta una serie di patologie comuni ed effettuare interventi chirurgici di routine. Il nostro ospedale dovrà anche servire a fare un primo screening per identificare pazienti che necessitano di cure ed interventi più complessi, che saranno effettuati in centri adeguati (come strutture ed esperienza del personale). Un altro aspetto che il D.G. ha sottolineato più volte è l'attenzione alle necessità del territorio, quindi ad una popolazione che invecchia sempre più ed anche all'afflusso turistico nei mesi estivi.

Qualche aspetto in dettaglio:
  • Pronto soccorso: l'intenzione è quella di mantenere in toto la funzionalità attuale, anche per sgravare gli altri grandi ospedali che spesso sono in difficoltà;
  • Ambulatorio di urologia: una delle principali problematiche delle fasce più anziane, che al momento ad Angera non è trattato. Poichè i reparti di Busto e Gallarate andranno in breve incontro ad una fusione, sarà possibile, a parità di personale, liberare delle risorse che potranno essere usate ad Angera. Nel nostro Ospedale non verranno effettuati interventi chirurgici, ma si creerà un ambulatorio per effettuare un primo screening, evitando che i pazienti debbano andare ogni volta nei grandi ospedali anche solo per una breve visita.
  • Laboratorio analisi: sembra plausibile che il laboratorio sarà accorpato agli altri. Ad Angera verranno effettuati i prelievi e consegnati i referti, in modo tale che per le persone non cambi nulla.
  • Punto nascite: sono state richieste 2 deroghe al ministero ed a regione Lombardia, per mantenere aperto il punto nascite, ma al momento è difficile prevedere l'esito delle richieste. Ad avviso del D.G., la speranza di sopravvivenza del punto nascite è legata al fatto che Angera offre un servizio sovra-regionale, essendo tutta la sponda piemontese sguarnita. In ogni caso, è stato molto chiaro nel dire che sarà già un successo se si riuscisse a mantenere il punto nascite attivo; a questo riguardo ci ha chiaramente detto che tutte le richieste di potenziamento (terapia intensiva neonatale, culle speciali, etc) sono uno spreco di energie.
  • Viabilità interna e collegamenti: il D.G. si è detto molto disponibile a rivedere la viabilità pedonale, e ad aprire uno sbocco pedonale per accedere al parcheggio, quando questo sarà realizzato.

In conclusione, possiamo solo dire che quanto prospettato ci sembra molto positivo per Angera e tutto il territorio, e se si realizzerà così come ci è stato raccontato il nostro Ospedale sembra essere al sicuro dai molteplici rischi che erano stati prospettati. Incrociamo le dita, e speriamo che al ministero capiscano l'importanza del punto nascite!

DOMANI SERA INCONTRO PUBBLICO AD ANGERA!


sabato 23 aprile 2016

Frecce tricolori ad Arona

L'evento organizzato dal comune di Arona, con esibizione delle Frecce Tricolori, può piacere o meno. Da un lato, è un evento di enorme importanza turistico-commerciale, occasione di visibilità per tutto il territorio. D'altra parte, ha un ovvio ed altrettanto significativo impatto ambientale (acustico, qualità dell'aria, etc). Per questo non si può scegliere di non scegliere, lasciare che il Comune di Arona organizzi, e godere/subire solamente delle ricadute, positive e negative.
A maggior ragione quando con il Comune di Arona si vorrebbero attivare importanti collaborazioni.

Per questo ABC ha aderito all'iniziativa promossa da AngeraDoc:

"Il 2 Luglio il Lago Maggiore sarà protagonista con la venuta delle Frecce Tricolori ad Arona. Si stima che tale evento possa portare in Arona e dintorni fino a 150.000 persone. Un’occasione unica per portare alla ribalta il nostro Lago, un’occasione di grande promozione turistico-commerciale.
E’ una iniziativa organizzata dall’Amministrazione Comunale di Arona, di cui però beneficerà tutto il Lago Maggiore, in particolare i Comuni limitrofi. Il Sindaco di Arona ha chiesto a tali Comuni una piccola collaborazione economica, di importo contenuto rispetto alla portata dell’evento.  All’amministrazione di Angera, Comune che è tra coloro che maggiormente beneficeranno di tale evento, è stato chiesto un contributo di 3.000 euro.
Ci auguriamo che l’Amministrazione non abbia esitazioni e collabori al riguardo. In caso contrario i Gruppi Consiliari di minoranza Angera DOC, Angera Bene Comune e AngeraFutura si adopereranno per organizzare una raccolta fondi dedicata, così da non far mancare all’evento il doveroso sostegno da parte della popolazione angerese. Angera vuole dimostrare coi fatti che vi è la volontà di collaborare al meglio per la promozione del nostro Lago. Uniti si vince."


Si tratta di un evento unico per i nostri territori, della durata di un giorno. Disagi ci saranno, ma per una durata limitata nel tempo. In ogni caso, l'evento è ormai organizzato, ed in ogni caso i disagi ci saranno.
Cerchiamo quindi di massimizzare i vantaggi per Angera, e per i nostri commercianti.

Il rilancio del territorio passa anche per iniziative come queste, che danno grande visibilità. Certo, non devono essere iniziative spot, e devono essere inserite in una più ampia strategia, che non può che essere “Insieme si vince”.

Insieme ad Arona, che organizza questo evento, ma anche insieme ad Ispra e Ranco ed al loro 'Parco della Quassa', un'iniziativa che ci piace decisamente di più delle frecce tricolori.

venerdì 8 aprile 2016

LIBEROOOOOO







E' LIBERO!
ROLANDO DEL TORCHIO E' LIBERO!!!!



Ci uniamo alla gioia dei famigliari in particolare di Giandomenico!














giovedì 7 aprile 2016

Referendum 17 aprile - La MIA opinione

Piattaforma Paguro -
http://www.associazionepaguro.org/
Il referendum del 17 aprile affronta un argomento solo all'apparenza semplice.
Entrambi gli schieramenti, del 'si' e del 'no' hanno alcuni buoni argomenti dalla loro, che però sono piuttosto tecnici e richiedono informazione.

In poche parole, nel referendum del 17 aprile si chiede se possa essere esteso il periodo di concessione (periodo cioè durante il quale le compagnie concessionarie possono continuare le attività) per le sole piattaforme poste entro una certa distanza dalla costa (12miglia, circa 20Km) e già in produzione. 
Da aggiungere che esiste già un divieto a mettere in produzione nuovi giacimenti entro le 12 miglia dalla costa.

Se vincessero i SI', la produzione dai giacimenti entro la linea delle 12miglia cesserebbe nel momento in cui le concessioni esistenti arrivano alla loro naturale conclusione. Viceveresa, con la vittoria del NO, la concessione potrebbe essere estesa, e la produzione cesserebbe nel momento in cui non sarebbe più economico continuare l'estrazione.

A me non sembra un quesito dalla risposta semplice e scontata, anzi. Il referendum pone anche indirettamente una domanda che coinvolge in maniera importante le scelte di politica energetica ed industriale del nostro paese.


Purtroppo il fronte del sì insiste con il messaggio "estrazione di idrocarburi = inquinamento di aria ed acqua = morte" da cui segue facilmente l'invito a votare sì al referendum.
Un messaggio, anche in parte condivisibile, purtroppo estremamente semplicistico, spesso supportato da grafiche (foto, video) di grande impatto visivo ed emotivo, che però non affronta le mille sfaccettature del problema.

La cosa che mi lascia senza parole è la quantità di bugie usate da chi suggerisce di votare 'SI'. Eccone alcune:

1. E' un referendum controllo le trivelle. NON è vero, è un referendum che si occupa di pozzi già esistenti, perforati da tempo e già in produzione. Chi voterà SI non impedirà nessuna nuova perforazione.

2. Le tecniche di esplorazione usate per trovare i giacimenti sotto il mare (airgun) sono dannose per la fauna marina. Non esistono solide evidenze scientiche in questo senso, ma anche se ciò fosse vero, il referendum non ha nulla a che vedere con l'esplorazione. Anche se vincesse il SI', l'esplorazione per la ricerca di nuovi giacimenti non sarebbe impedita.

3. L'incidente alla piattaforma del Golfo del Messico (Deep Horizon) ha dimostrato che le piattaforme marine sono pericolose ed inquinano. Non è vero, si tratta di situazioni estremamente diverse, e nel golfo del Messico si tratta di condizioni estreme.
Una cosa su tutte: nel golfo del Messico la profondità del fondo mare è di alcune MIGLIAIA di di metri, nell'Adriatico spesso non raggiunge i 100m, e comunque non supera le poche centinaia di metri. E' abbastanza evidente anche ad un profano che le condizioni tecniche per operare sono completamente diverse. Anche le profondità dei giacimenti e le formazioni geologiche lo sono.
Da aggiungere che in Italia c'è stato un solo incidente serio sulle piattaforme a mare (piattaforma di Paguro), avvenuto nel 1965.
Ironia della sorte, le strutture sottomarine collassate sono diventate un paradiso per la fauna marina.

Concludo con 2 domande provocatorie:
1. Cosa usiamo per muoverci, scaldarci, cucinare? Quanti oggetti in plastica avete intorno a voi o indossate?
2. La dipendenza dell'Italia dall'approvvigionamento estero di idrocarburi è fortissima ed innegabile. Da un lato, è ovvio che chiudere in anticipo qualche giacimento non rappresenterebbe un dramma. D'altra parte però, significa anche chiudere gli occhi sugli stessi problemi ambientali altrove, magari in paesi privi di una cultura di attenzione per l'ambiente. Che valore hanno questi 2 aspetti?