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mercoledì 30 marzo 2016

Un altro partigiano ci ha lasciato

Mi è giunta la notizia che un altro ns. partigiano ci ha lasciato, PIETRO SIGNORELLI (BANDITO) di Taino.
Le ns sentite condoglianze a tutti i suoi cari
ONORE E GLORIA A LUI
i funerali ci saranno domani 31 Marzo 2016 a Taino


Di seguito pubblichiamo quanto ricevuto dalla Sezione A.N.P.I. "Oreste Pajetta" di Taino





 Il partigiano   Pietro Signorelli, " il bandito" è andato avanti!
Militò in Val Pellice nella 105° Brigata Garibaldi “ Carlo Pisacane”

I suoi ricordi nell’intervista del 07 dicembre 2006 per la raccolta “Il fiore meraviglioso”

Data di nascita: 10-11-1920,  Angera
Età durante la Resistenza: 24 anni
Professione: chimico, cuoco.


Prima ero nell'esercito, nell'Aviazione, mi hanno preso e mi hanno portato in Germania, in Germania ho trovato un ufficiale...ha cominciato a dirmi "guarda che in Italia, c'è la Resistenza...."
"Possibile?"
"Te lo dico io.....perché vuoi andare?"
"Beh se c'ho l'occasione de andà..."
" Allora ti dico solo una cosa...adesso vengono quelli che vogliono andare in Russia, prigionieri, e dopo, te stai calmo, la prossima volta che ti vedono, ti portano verso il confine con l'Italia."
Così siamo arrivati a Bologna, poi da Bologna ci hanno spostati, siamo arrivati a Pinerolo, e lì cercavano da mangiare, per loro, per i ragazzi che erano su in montagna... lì vado in un paesino, ma proprio piccolo piccolo piccolo,  lì loro hanno sbagliato a sparare, erano italiani, ha sbagliato un compagno, noi avevamo ancora le divise dell'esercito, dovevano sparare a noi e hanno sbagliato...  poi abbiamo visto il segnale dei partigiani, era una signora che passava, voleva dire che ci stavano aspettando su, allora siamo andati dietro alla signora, e siamo arrivati da loro, che adesso diventano i nostri!.....eravamo in otto, tutti e otto partigiani ...

Ho fatto subito amicizia perché in quattro e quattr'otto...lì c'era un distillatore, era amico della grappa di Angera....
"Ma é vero che sei di Angera?"
"Eh sì!"
E lì ho capito l'andazzo, ho cominciato con un altro amico, siamo andati là adagio adagio...sono arrivato là, c'era dentro una staffetta....staffetta rossa eh!...E allora lì....subito!...Mi ha fatto alcune domande..."che armi avete?"..... E tutte quelle storie lì, e allora gli ho spiegato le armi.

Era la Quarta Garibaldi, era il mese di settembredel' 44, e allora lì i vecchi sono andati in pianura per fare la divisione, poi siamo andati nella Brigata Pisacane, comandante Nanni Riccardo, era della Giustizia e Libertà, lì vicino, era passato a comandare noi, noi eravamo verso il Po, invece Giustizia e Libertà era verso Torre Pellice...noi eravamo a Bagnolo.

Da settembre in poi, io facevo la staffetta dal mio comando, scendevo e prendevo ordini da un'altra staffetta, una ragazza italiana ebrea....per non far arrivare lei fin su in cima...la salita.....io scendevo per i boschi.....al 20 settembre comincia il rastrellamento...... la staffetta mi disse "guarda che domani vengono i tuoi amici, saranno una ventina, pochi uomini"... e poi sono arrivati davvero, con le armi caro mio!
Allora noi abbiamo deciso di fare un cerchio intorno alla strada e aspettare il gruppo....e allora lì saltiamo giù.....i cani abbaiavano tutti....erano i nostri compagni....i tedeschi arrivavano e a volte sparavano, noi lì calmi....."ragazzi, mi raccomando un colpo ciascuno perché qui le armi se le facciamo fuori, domani non ce ne sono più!”
Abbiamo visto che scendevano piano piano, erano una ventina, venticinque, noi abbiamo fatto un cerchio, così è partito il primo colpo, poi il secondo, poi il terzo.........noi chiudevamo il cerchio........dopo dieci minuti vediamo finito tutto, tutto calmo, vediamo.......bandiera bianca......io gli dissi "l'è la prima volta che fan el rastrellament...t'ho già purtà fortuna!"
Prigionieri.
Quattro austriaci, quattro slavi e un russo, che era il più bravo di tutti 'sto ragazzo...e così il vecchio partigiano gli ha detto tutto.....abbiamo portato su tutte le armi.....ci siamo rifugiati in una pineta.....temevamo l'attacco, poi abbiamo trovato i pastori e tutta quella gente lì.....ci davano chilate di roba....."a  mezzanotte partiamo..." siamo scesi sotto un temporale nella notte....poi abbiamo visto da lontano che bruciavano le nostre baite...erano arrivati i tedeschi!
Noi eravamo già da un'altra parte! Li abbiamo visti!
Ad un certo punto eravamo sotto tiro eh!

Il mio amico era ferito, si era sparato una pallottola addosso, eravamo dal pastore e l'abbiamo tolta noi! Poi la mattina dopo siamo andati a Barze, c'era il dottore, poi lì arrivano due staffette....poi è andata bene....
Poi abbiamo cercato le baite più pulite che trovavamo....eravamo 75...e poi anche quei sette lì, restarono con noi, vùn fasea il cuoco!
Dopo lì é comiciato....c'erano i fascisti che ti venivano a cercare, ma avevano paura anche loro, venivano a prenderti se proprio sapevano ......mi hanno cercato tante volte....non mi hanno mai preso!

Poi era il 30 aprile, questa brigata doveva salire a recuperare i viveri su, e ci hanno attaccati! I fascisti! Mi son salvato io e una staffetta, strisciando per terra! Io sono saltato giù!  Gli altri erano dentro la macchina....... quando ho visto la macchina lì fuori dalla strada ferma ho capito... "siamo fritti"....ho visto i prati e ho detto "via!".
Eravamo lì a Stupinigi, vicino a Torino, strisciavamo....
"tieni la testa bassa!" dissi alla ragazza, "perché?"..."te la sparano!"... ci hanno sparato dei colpi prima una volta poi un'altra, poi per fortuna, ghera el bùsc!
La ragazza perdeva sangue dal naso, siamo arrivati da un contadino, "ciapa 'stà tusa qui e va in casa a vedé se la g'ha un quaicoss...e mi vo a cercà i mè!”
Gho truà prima il prete, poi arriva lì un giovane, mi ha guardato e ha capito subito, mi ha guardato e mi ha detto " tredici!", tredici ne avevano ammazzati di noi!
Gli americani sono arrivati il giorno 2!
Poi sono andato da un medico, giovane, con le punture, con le famose punture!

Mio cugino, Merzagora, è stato ucciso nella strage di Fondotoce, c'è la foto...è l'ultimo in fondo...




UN EPISODIO PARTICOLARE....

Una è quella della morte che ho detto, del 30 aprile... che mi hanno detto..."va la...che è finita la guerra..." ,  " vai a dormire" g'ho dì,"... vai a dormire....e state qui voi...io vado".
Era meglio morire colpendosi che non andare in mano ai fascisti che lì.......erano toscani anchesì......

Poi un'altra bella.....non lo dico mai eh!....Ha! Ha!  Ha! (Ride)
I signori americani sono arrivati al dì 2, al dì 3 hanno messo i manifesti "partigiani consegnate le armi!" e allora lì ...il nostro comando generale mette fuori i suoi...." se volete la roba dei partigiani...andate a prenderla in montagna!"...c'era uno che si chiamava Lupo, era di Domodossola, e el m'ha dì, "prendiamo la lettiga...ti te set el vuluntari", io facevo il morto!    
C'erano gli americani...
Il generale mi ha visto e mi ha detto "stai meglio adesso?"   " sun mai stai mal!" No, non l'ho mica detto a loro...

E poi l'entrata a Torino liberata, il 27 nella periferia a aspettare...il 28 siamo entrati a Torino alla Casa del Popolo....tutta la gente ci veniva a trovare e ci faceva festa, sono spariti tutti i fascisti...il 1° maggio nevicava, che dio la mandava!


QUAL'È SECONDO TE IL RUOLO DELL'ANPI OGGI? DEVE FARE POLITICA?

Mandà via tùch chei lì che mangiun e beun a gratis! Chei che fan i dané, senza fare niente....
Orca se la deve fare la politica! E tanta eh!

VICINO AD UN PARTITO O IN MODO INDIPENDENTE?

Ah beh no, il partito è importante!
È logico, in montagna c'erano i partiti eh!
Adesso non se ne vedono più però.... sono i giovani che mancano.....lavorano più le donne che gli uomini!
Ricordatevi ragazzi!

1 commento:

  1. in risposta alle scritte di questi giorni comparse nelle nostre zone:
    ORA E SEMPRE RESISTENZA.
    GRAZIE BANDITO!

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