Idee e notizie per Angera 2015 ed oltre. Insieme ad ABC - Angera Bene Comune

giovedì 22 dicembre 2016

lunedì 19 dicembre 2016

È tempo di rimettersi in cammino come comunità


Il segretario Matteo Renzi apre l’Assemblea nazionale del PD del 18 dicembre 2016: “Invito tutti a chiedere la tessera del PD per portare entusiasmo al partito e al Congresso che faremo a scadenza statutaria”

giovedì 15 dicembre 2016

L’ospedale Ondoli è alla ricerca di un’identità precisa

Vorrei qui proporre alcune riflessioni in merito alle vicende di questi giorni riguardanti l’Ospedale di Angera, ma che hanno anche valenza più generale, per i presidi medio-piccoli del nostro territorio.
L’Ospedale di Angera è una struttura che ha avuto grande importanza per le comunità di Angera e dei Comuni circostanti. E’ il risultato di significativi lasciti economici da parte di cittadini che hanno riconosciuto la necessità e l’urgenza di dotarsi di una struttura che fosse al passo con i tempi. E’ però anche una struttura che è invecchiata, ha subito gli assalti della peggior politica e in alcuni casi la mancanza di progettualità. Sono stati però fatti anche interventi di grande importanza, su tutti la ristrutturazione e potenziamento del Pronto Soccorso.
Ad oggi, l’Ospedale di Angera è una struttura con un buon potenziale, ma alla ricerca di una identità precisa. Personalmente, mi sembra che il suo ruolo non possa che essere quello di una struttura di secondo livello, che faccia da cardine tra i grandi ospedali specialistici ed le esigenze del territorio. A fronte di una popolazione che invecchia, all’età media che si allunga, con nascite in fortissimo calo, le sfide che abbiamo di fronte sono nuove e molteplici. Ben vengano quindi interventi che vadano nella direzione di dare al nostro presidio sanitario una nuova, forte e vincente identità!
E’ purtroppo finita l’era in cui tutti i presidi sanitari potevano essere dotati di servizi e funzionalità complesse. Non solo sono finiti i soldi, ma anche la tecnologia ha avuto una enorme evoluzione e le competenze necessarie per usarla sono diventate sempre maggiori. Meglio quindi, per certe necessità, rivolgersi a strutture in cui si può ottenere il miglior trattamento possibile, anche a costo di fare qualche tratto di strada in più. A patto però di trovare un trattamento di grande qualità, anche da un punto di vista umano. Attese prolungate di ore ed ore, in situazioni di grande fragilità come quelle imposte da una malattia, non devono esistere.
Le polemiche di questi giorni intorno alla rimodulazione del funzionamento dell’Ospedale e della chiusura del punto nascite sollevano fortissime perplessità. La chiusura del punto nascite è la conclusione, purtroppo, di un percorso durante il quale sono stati fatti tanti annunci e pochi fatti. Da anni si sa che il punto nascite è (era, a questo punto) osservato speciale, e in questi anni non si è riusciti ad aumentare la sua attrattività. Si sono sentite parecchie proposte, anche bislacche, che a poco hanno giovato. Quello che lascia esterefatti non è tanto la chiusura, da lungo annunciata, ma le sue tempistiche e modalità. L’annuncio è stato dato in una serata organizzata da un partito politico, senza informare prima il personale, la dirigenza, i tecnici e le Amministrazioni Comunali, con cui avrebbe dovuto essere concordata una strategia per modulare tempi e modi. Il risultato è lo sbando, con parti programmati che non possono essere eseguiti, personale che non conosce il proprio futuro, future mamme in enorme e giustificata ansia, che non conoscono come dovranno comportarsi. Un modo di procedere veramente dilettantesco.
Un aspetto gravissimo, a mio avviso, è stata la partecipazione del direttore dell’ASST ad una serata monocolore organizzata e condotta dallo stesso partito che governa Regione Lombardia. Il direttore dell’ASST è (dovrebbe essere?) una tecnico super-partes, scelto (così ci han detto) al termine di un percorso di valutazione basato su criteri puramente meritocratici.
L’altro grande tema di discussione, quello della rimodulazione delle funzionalità del presidio sanitario, solleva altre, ed altrettanto serie critiche.La maggiore perplessità riguarda la mancanza di un percorso di dialogo e confronto serio tra le Amministrazioni Comunali del territorio e l’ASST, con colpe, mi sembra, da ambo le parti. Personalismi, attaccamento alle logiche di partito e difesa strenua di piccoli feudi non hanno giovato. Un aspetto tra i tanti: la chiusura della pediatria, in contemporanea a quello del punto nascite. Questo non è a mio avviso accettabile: per certi tipi di patologie di medio-bassa gravità, i piccoli ospedali possono e devono essere il punto di riferimento del territorio, sgravando il compito dei grandi ospedali e garantendo condizioni di ricovero veramente a misura dei piccoli pazienti e dei loro genitori! E’ qui la valenza non solo sanitaria, ma anche e soprattutto sociale dei presidi medio-piccoli, che vale immutata anche in altre condizioni: gli anziani, le malattie croniche e quelle purtroppo incurabili.
Grazie per l’attenzione
Alessandro Brovelli
Angera, Gruppo Consiliare
ABC – Angera Bene Comune

sabato 10 dicembre 2016

Ospedale di Angera: la responsabilità è di Regione Lombardia

Il circolo del Partito Democratico di Ispra-Angera-Ranco  ha partecipato al presidio in difesa dell’Ospedale di Angeraorganizzato dalle mamme, manifestazione alla quale hanno partecipato tutti i sindaci della zona. «Come PD vogliamo affrontare con concretezza e responsabilità il tema della riorganizzazione della sanità – spiega il segretario Simone Franceschetto -.  Per questo non ci appassiona il teatrino dello scaricacolpe iniziato da altri partiti. Per noi è chiaramente evidente la responsabilità di Regione Lombardia ma non ci limitiamo ad urlare perchè ci interessa la soluzione del problema. I nostri rappresentanti istituzionali in questi giorni si sono mossi con atti ufficiali per chiedere spiegazioni alla Regione: il presidente dei Sindaci dell’Ats Insubria, Samuele Astuti, ha chiesto che nelle Assemblee dei Sindaci delle Asst, in programma la prossima settimana, sia affrontato con la massima urgenza il tema dei piani strategici triennali, per definire le priorità e raccogliere le richieste del territorio. Inoltre i consiglieri provinciali del Pd hanno depositato una mozione urgente per chiedere a Regione Lombardia di tutelare gli ospedali decentrati condividendo tutte le azioni con i Sindaci».
«Questo è fare politica seriamente – conclude Franceschetto –  con l’obiettivo di risolvere i problemi. Questo è quello che farà il PD che nelle sedi opportune regionali continuerà a combattere duramente la riforma sanitaria della Lega Nord e i suoi nefasti effetti che si cominciano a vedere sul campo».

giovedì 8 dicembre 2016

Venerdì 9 dicembre, ore 10.00

Domani mattina il PD locale di Angera, Ispra, Ranco parteciperà alla manifestazione pubblica a difesa dell'Ospedale di Angera

martedì 6 dicembre 2016

Martedi 6 dicembre

Questa sera ci troviamo alle 21.00 nella nostra sede PD (via Podgora, 1 Ispra) per parlare del dimensionamento dell'Ospedale di Angera (chiusura punto nascite e pediatria) e analisi voto post referendum.
Tutti gli iscritti e simpatizzanti PD dei nostri 3 Comuni sono invitati a partecipare!
Sarà possibile anche iscriversi al PD (utile per il Congresso del prossimo anno).

Simone Franceschetto
Segretario PD Angera, Ispra, Ranco

martedì 22 novembre 2016

INCONTRO GIOVANILE SUL REFERENDUM


Renzi: “Un Sì anti sistema”

Intervista a Matteo Renzi di Antonella Coppari – Il Giorno


«Non è in discussione l’Euro». Un po’ a sorpresa, il premier Matteo Renzi butta acqua sul fuoco dell’incendio appiccato dal Financial Times: se pure vincesse il No, dice, non c’è il rischio di una Italexit. «Piuttosto – rilancia provocatoriamente – sono in discussione i tanti euro che si prendono i politici a cominciare dai fondi del Senato che servono ai Cinque Stelle per pagare affitti e bollette». Ma in gioco il 4 dicembre c’è molto altro: la sua poltrona («se perdo mi tiro fuori»), la credibilità del Paese («il Sì serve per contare di più a Bruxelles), la semplificazione di un sistema. «Non riesco a immaginare una riforma più ‘rottamatrice’ di questa», sottolinea.
 
Come rottamatrice? Presidente Renzi, non è diventato un custode dell’establishment? In fin dei conti Confindustria, Banca d’Italia e Goldman Sachs sono schierati per il Sì.
 
«Questa riforma cambia le cose, semplifica, riduce la burocrazia. Dunque è contro la Casta, contro il sistema vigente: non a caso la proponevamo dai tempi della Leopolda».
 
Ritiene che i grillini, entrando nei palazzi, siano diventati Casta?
 
«Sì. Ormai è ovvio. Firme false, difesa degli indagati, affitti pagati con fondi del Senato. Grillo alza i toni parlando di serial killer perché si rende conto che in questo momento i suoi elettori iniziano a farsi domande: molti Cinque Stelle vorrebbero votare i tagli alla Casta e non capiscono perché Grillo li stia portando con D’Alema e Cirino Pomicino, con De Mita e Mario Monti. Ma la nostra strategia dev’essere semplice: non accettare provocazioni e restare nel merito».
 
La sostanza appunto: secondo i suoi avversari, la riforma cambia l’Italia ma in peggio. Perché non spiega quali benefici ci saranno per il Paese in concreto sul piano internazionale se vincerà il Sì? E sul piano interno che cosa cambierà?
 
«Più credibilità a livello internazionale: utilissima per cambiare la politica dell’Europa sull’immigrazione. Noi vogliamo cambiare ma abbiamo bisogno di un governo forte, non di un governo tecnico che dice sempre sì ai voleri di Bruxelles. Sul piano interno: più semplicità. Così potremo continuare nella riduzione delle tasse: dopo Imu, Ires, Irap, tasse agricole e 80 euro toccherà finalmente all’Irpef. E regole uguali in tutte le regioni per chi perde lavoro, così da aiutare i disoccupati. Si parla di cose concrete, non di concetti astratti».
 
Angela Merkel si ricandida per la quarta volta in Germania contro i populisti: il populismo è davvero il rischio di questo referendum?
 
«No, il populismo non è il problema di questo referendum. Anzi: chi è contro il sistema secondo me voterà per il Sì. Scusi: ma lei ce li vede i cittadini mettersi in fila al seggio per votare contro la riduzione degli sprechi, delle poltrone, degli enti inutili? La gente sa come votare. E la domanda è chiara: io sono molto fiducioso».
 
Pensa davvero che la partita sia ancora aperta?
 
«Penso che il referendum si giocherà sul filo dei voti. E che Toscana e Emilia saranno decisive. Per questo passerò anche da Bologna e Firenze. Ma prima mi sembrava giusto salutare gli amici di Piombino, Livorno, Pisa, Reggio Emilia, Modena. Gente tosta, decisiva. La vittoria del Sì dipende dall’impegno e dall’affluenza di questi territori».
 
Sinceramente: quanto ha complicato questa battaglia la rottura del Nazareno?
 
«Molto. Berlusconi è stato per me incomprensibile. Penso che molti dei suoi elettori, però, voteranno Sì. Perché non hanno voglia di fare vincere gli estremisti nel centrodestra, né di ridare la sinistra alla vecchia guardia né di dare il potere a Grillo. Ho molta fiducia negli elettori del centrodestra italiano. Magari non mi voteranno mai alle politiche, ma vedrete che al referendum saranno in maggioranza per il Sì. Del resto questa riforma l’ha scritta anche Forza Italia prima di cambiare idea».
 
A proposito: qual è il No che l’ha ferita di più, quello che non si aspettava? Il No di Berlusconi? Dell’Anpi? Della Cgil? Della minoranza Pd?
 
«Nessun No mi ferisce. Rispettare il voto degli altri è la prima strada per essere democratici davvero. Dunque se qualcuno vota No non mi ferisce, ma esercita il suo dovere di cittadino come chi vota Sì».
 
Negli ultimi giorni, lei ha attaccato frontalmente il variegato schieramento del No: criticarlo per la sua eterogeneità non è un argomento strettamente politico, che gira attorno a una possibile maggioranza di governo alternativa alla sua?
 
«Io non attacco nessuno. Dico solo che i leader del fronte del No non hanno un’alternativa. Ma sono tutti bravi ad andare contro. Per me la politica si fa per qualcosa, non contro qualcuno».
 
Presidente, lei ha prima personalizzato il referendum, poi ha tentato di spersonalizzarlo ma, di fatto, è l’unico testimonial del Sì. Non pensa che il tentativo di fare marcia indietro non sia stato percepito dagli elettori?
 
«Nessuna marcia indietro. È ovvio che io sono in campagna. Ho 41 anni e sono stato chiamato a governare il Paese per cambiarlo. Non sono aggrappato alla poltrona, non ho nulla da chiedere: nel caso in cui le cose vadano male non sarò della partita, dico no agli inciuci. Se metto in gioco tutto è perché penso che l’Italia possa finalmente cambiare. E se cambia le cose vanno meglio per tutti. Detto questo, ci sono centinaia di testimonial per il Sì in questo referendum: sindaci, imprenditori, operai, attori, cantanti, uomini dello sport, gente comune. Siamo quasi a diecimila comitati, migliaia di iniziative. Ma davvero vogliamo lasciare l’Italia ferma al palo anche stavolta? Davvero vogliamo buttar via la possibilità di fare del nostro Paese il punto di forza del cambiamento europeo?».
 
Intanto, da Palazzo Chigi partono messaggi contraddittori. Lei sostiene che un voto contrario alle riforme non è l’Apocalisse. però il ministro dell’Economia, Padoan continua a dire che lo è: può chiarire una volta per tutte quali saranno gli effetti di un voto negativo?
 
«Padoan non parla dell’Apocalisse. Dice che ci saranno ripercussioni. E se lo dice lui mi fido perché è persona saggia e razionale. A me non preoccupano i mercati finanziari: quelli se la cavano sempre. Ma i mercati rionali, sì. La gente semplice. Le famiglie che fanno fatica. Mi attaccano per gli 80 euro agli operai e agli impiegati e poi vogliono tenersi i superstipendi del Senato: a me sembra una grande contraddizione. La crisi l’hanno pagata le famiglie, non i finanzieri. Voglio che vinca il Sì anche per evitare l’aumento dello spread e per permettere all’Italia di essere più forte».
 
Indipendentemente dal fatto che sarà lei a guidarlo, permetterà la nascita di un governo che faccia la legge elettorale e poi porti alle elezioni se vince il No?
 
«Non tocca a me decidere. Il Parlamento è sovrano».
 
Tra quelli che dovranno dire la propria opinione, dopo il referendum, c’è pure il Pd. A proposito: quali scenari si apriranno nel partito? Se lei batte il No il 4 dicembre, andrà alla resa dei conti? In caso contrario, resterà segretario del Pd?
 
«Non credo che serva parlare ancora di dibattito interno al Pd. Nessuno ne può più. Questo referendum non è il congresso del Pd. Questo referendum ormai riguarda i cittadini, non i politici. E io ho fiducia nei miei connazionali. La matita in mano ce l’hanno loro. Io credo nella possibilità di cambiare. Dopo due anni a Palazzo Chigi le dico che l’Italia può davvero svoltare. Ma per farlo basta con le burocrazie e i soliti noti, bisogna cambiare. Se non vogliono cambiare e vogliono tenersi la palude, io non sono più quello adatto».
 
Mettiamo che vinca il Sì: terrà fede alle promesse fatte sulla legge elettorale? Gianni Cuperlo deve stare sereno?
 
«Abbiamo fatto un accordo, lo rispetteremo. Poi naturalmente dovremo coinvolgere gli altri partiti. Ma rispetteremo gli accordi».
 

1000 giorni di Governo



Nella storia della Repubblica “ci sono stati 63 governi in 70 anni: solo i governi Berlusconi e Craxi sono durati più del nostro, che è il quarto per longevità”. Lo dice il premier Matteo Renzi nella conferenza stampa per i 1000 giorni di governo.

“Questo governo è nato per fare le riforme costituzionali, le abbiamo fatte e deciderà il cittadino se vanno bene o no. Nostro compito era anche portare a casa la ripartenza che va ancora piano ma e’ molto più forte di prima”.

Questo è il governo che ha messo al primo posto della sua agenda la crescita e il lavoro e i numeri parlano chiaro. “La crescita non è soddisfacente ma decisamente migliora: dal febbraio 2014 a oggi il Pil è cresciuto dell’1,6%” ed è tornato il segno più dopo che il segno era meno con i governi Letta e Monti. Inoltre “è diminuito il rapporto deficit Pil” e migliorano gli altri indicatori economici, dal debito che scende ai consumi che salgono. “Siamo soddisfatti? No, abbiamo fame di futuro, ancora voglia di crescere. Ma i numeri dimostrano” che l’economia migliora”.

“Questi sono numeri che non hanno alcuna possibilità di essere discussi, sono dati Istat, non ci rendono ancora soddisfatti ma è un dato rilevante, prima c’era un’ecatombe di posti di lavori, ora non andiamo ancora bene ma chi nega la relazione con il Jobs Act nega la verità”.

“I consumi delle famiglie sono saliti dal 3%: un clamoroso abbraccio agli economisti che dicono che gli 80 euro non hanno avuto effetto. La Banca d’Italia stima che abbiano inciso per il 40%, anche se da umile profano di economia, non capisco come facciano a essere così precisi”.

“Possiamo dire che nei mille giorni il lavoro fatto sui piani per le città metropolitane e Regioni ha funzionato molto bene. All’inizio qualcuno storceva un po’ il naso, poi hanno firmato tutti. Lasciatemi ringraziare Saviano, questo lavoro è partito da un suo appello-denuncia, da una sua critica secondo me anche troppo forte”.

“Credo che sia fisiologico – ha continuato il premier – che davanti ad una possibile novità politica ci sia una fibrillazione maggiore dei mercati, personalmente reputo ovvio l’assioma riforme-Pil su e al contrario che lo spread salga se non si fanno. Detto questo però chiarisco che il compito di chi sostiene il “Sì” non è usare la carta della paura ma cercare di riempire di motivazioni le ragioni del “Sì”.

Sul referendum costituzionale, Renzi ribadisce “tutti i sondaggi danno il “no” al referendum in testa. Si potrebbe buttarla sul ridere dal momento che nel 2016 non ne hanno azzeccato una sola, non è che devono iniziare questa volta. Ma vedo la partita referendaria totalmente aperta in ragione degli indecisi. E le buone ragioni che ci spingono a lottare per il “Sì” sono più forti che mai. Sono convinto che la maggioranza silenziosa degli italiani sappia scegliere sulla base del quesito poi potranno scegliere Sì o no”.

Se vince il “No” “cosa accadrà al governo lo scopriremo solo vivendo….Seriamente io penso che questo referendum possa segnare davvero il cambiamento, questo governo è nato per cambiare e fare le riforme. Ove i cittadini bocciassero le riforme, verificheremo la situazione politica”.

“Sono 25-30 milioni le persone che andranno a votare e devono decidere se vogliono un’Italia che cambia o mantenere le regole di oggi. Ma ho girato tantissimo l’Italia e avverto forte che c’è un popolo che ha voglia di cambiare e continuo a pensare che, con buona pace degli istituti di sondaggi, ci sia lo spazio perché prevalga il Sì. Vedremo quanti saranno i votanti, i Sì o i no: sarà la democrazia a parlare. Ma questo non toglie niente ai 1000 giorni di governo”.

“Io continuo a pensare che la pancia profonda del Paese abbia una voglia di cambiamento straordinaria e tutto dipende da come si farà quest’ultimo miglio di campagna elettorale. Gli italiani sceglieranno sulla base del quesito. Spero che votino Sì, magari voteranno no, vedremo. Ma per come conosco italiani sono certo secondo me andranno a votare in tanti e il fatto che siano in tanti porta a dire che è difficilissimo capire dove si svilupperà il consenso finale”, prosegue il capo del governo assicurando che “vivremo i 15 giorni” che mancano alle urne “con grande rispetto per chi vota, con grande decisione e anche con gioia: sono 15 giorni che aspettiamo da decenni”.

“Ci sono tantissime cose che ho da rimproverarmi ma finalmente c’è un Paese che le cose le fa. Poi mi domando sempre come abbiamo fatto mettendo tre miliardi nella scuola a fare arrabbiare tutti. Evidentemente qualcosa non ha funzionato”. Ora “nessuno mette in dubbio il fatto che oggettivamente l’Italia si è rimessa in moto”, ha concluso il capo del governo.

lunedì 12 settembre 2016

Il Pd vuole prendersi la Lombardia. Obiettivo: essere pronti per il 2018

Il segretario regionale dem, Alessandro Alfieri, spiega la strategia del partito che punta a togliere al centrodestra la guida della Regione. Al centro il lavoro e un vero federalismo.



Nel corso della Festa dell'Unità di Milano il Partito democratico della Lombardia ha tenuto la sua assemblea regionale.
Il segretario Alessandro Alfieri, che è anche consigliere dem al Pirellone, punta sulla strategia che il partito del premier Renzi sta mettendo in campo in vista della scadenza naturale della consiliatura e dell'amministrazione della Lombardia nel 2018.
Il Pd punta con decisione a scalzare il centrodestra a trazione leghista alla guida della Regione. Per farlo, spiega Alfieri, "bisognerà evitare gli errori del passato e puntare forte sui temi che riguardano la società lombarda, come il lavoro, l'internazionalizzazione e l'autonomia, per l'applicazione di un vero federalismo, non quello sbandierato solo a fini propagandistici e ideologici dall'attuale governatore Maroni"

venerdì 2 settembre 2016

IL SETTEMBRE ANGERESE

Una bellissima manifestazione, ripresa dopo tanti (troppi) anni.
Complimenti a tutti gli organizzatori e al Comune di Angera!



giovedì 1 settembre 2016

COMITATO "BASTA UN SI" DEI LAGHI



Costituzione del Comitato "Basta un Sì dei Laghi", avvenuta nella serata del 31 Agosto ad Angera.
Presidente: 
Adriano Magetta (Travedona Monate)

Coordinamento: 
Simone Franceschetto (Angera)
Manuela Zambenedetti (Sesto Calende)
Alessio Colombo (Brebbia)
Noemi Cauzzo (Cocquio Trevisago)

Comitato "Basta un Sì" dei Laghi per il supporto alla riforma costituzionale che avverrà tramite referendum nel mese di Novembre 2016.


Raggruppa i Comuni del Sud Verbano della Provincia di Varese, da Sesto Calende a Leveno Mombello, passando per Angera, Ispra, Besozzo, Brebbia, Biandronno, Gavirate, Coquio Trevisago, Casciago, Comerio, Travedona Monate ecc...

TRENTA MESI VINCENTI DEL GOVERNO RENZI


Trenta mesi di Governo Renzi di grandi successi!
I numeri parlano chiaro :-)

mercoledì 3 agosto 2016

Passa la legge contro lo spreco alimentare promossa dalla varesina Gadda

Anche nel nostro piccolo, come circolo locale PD, abbiamo contribuito ad informare la cittadinanza ad Angera in una serata pubblica sui contenuti della legge nello scorso Febbraio 2016 , con la Deputata PD di Fagnano Olona. Ora che la legge è stata approvata da Camera e Senato - e che porta il nome di Maria Chiara Gadda- possiamo dire che anche la buona politica può essere efficace e di valore aggiunto per l'Italia intera!

La deputata Pd: "con il voto di oggi al Senato l’Italia si è dotata di una legge organica sul recupero delle eccedenze e sulla loro donazione per solidarietà sociale"




lunedì 4 luglio 2016

FRECCE E ........ FRECCIATINE

Stando con il naso all'insù, venerdì e sabato scorsi, è stato possibile ammirare le bellissime evoluzioni che gli MB339 PAN, manovrati con maestria dai piloti dell'Aeronautica Militare Italiana hanno disegnato nei cieli di casa nostra.
Oggi, abbassando il naso per portarlo ad altezza dei giornali distribuiti in edicola, ci si può invece accorgere di come le Frecce Tricolori abbiano fatto spazio anche alle "frecciatine" che il Sindaco di Arona lancia all'amministrazione della ns. città. Sui giornali (La Prealpina ad esempio) si può leggere infatti di come Gusmeroli elogi, per la collaborazione ricevuta nell'organizzazione dell'evento di settimana scorsa, il Comune di Sesto Calende e i commercianti di Angera, escludendo di fatto l'amministrazione comunale Angerese.
D'altronde come dare torto al sindaco della città Piemontese se visti i lusinghieri risultati della manifestazione oggi si toglie qualche sassolino dalla scarpa?
La sua amministrazione aveva cercato di coinvolgere Angera nell'organizzazione dell'evento ma, tale invito, da parte dell'amministrazione di maggioranza della ns. città, è stato in un primo tempo rimandato al mittente per poi, viste le sollecitazioni ricevute sia dalle compagini di minoranza sia dalle associazioni di categoria cittadine, fare (fortunatamente) dietro-front e cercare di rimediare alla possibile occasione persa per riuscire, una volta tanto, a togliere Angera dalla "sponda magra" del lago Maggiore.


giovedì 16 giugno 2016

Giù le tasse



“Il 16 giugno si pagano le tasse. Non un giorno di festa, quindi. Ma quest’anno se ne pagano meno. Quasi venti milioni di famiglie non pagano la Tasi prima casa. Abbiamo eliminato anche l’Imu imbullonati, irap e IMU agricola e oggi si vedono anche gli effetti della cancellazione della componente costo del lavoro dall’Irap. Altro che annunci, questi sono soldi, veri, risparmiati.
Grazie al lavoro di militanti e volontari, centinaia di tavolini del Pd in queste ore accolgono i cittadini per illustrare le nostre iniziative. Non solo ‪#‎giùletasse‬ ma anche il licenziamento dei furbetti della pubblica amministrazione, la legge sul dopo di noi, quella sul terzo settore e sui diritti civili. Dopo anni di parole vuote, viviamo nella stagione delle cose che finalmente si fanno. È il segno che l’Italia può cambiare con i progetti concreti.
Per la prima volta le tasse vanno giù. Le chiacchiere stanno a zero, qui non si parla di promesse ma di risultati verificabili. Ci sarà chi fa polemica anche oggi, ovvio. Ma noi siamo fieri di essere italiani che ci provano e non ci stancheremo mai di fare del nostro meglio perché la nostra terra sia una miniera di opportunità”. Così Matteo Renzi dal suo profilo Facebook.

Giovedì 16 giugno, milioni di italiani non pagheranno la Tasi sulla prima casa così come non pagheranno Imu e Irap agricola e Imu su imbullonati.
Nello stesso giorno le imprese che hanno assunto lavoratori a tempo indeterminato vedranno una riduzione dell’Irap come mai prima.

E’ una riduzione di tasse senza precedenti negli ultimi vent’anni. Lo abbiamo fatto e continueremo a farlo per colmare il deficit di futuro che l’Italia ha accumulato e che ha una misura molto concreta: il livello degli investimenti, pubblici e privati, sceso drammaticamente dal 2011 al 2014.
Il 2015 è stato l’anno dell’inversione di tendenza, con il recupero dell’1% di PIL: il 2016 dovrà essere l’anno della ripresa consolidata.

Per questo il Pd scende in piazza, per incontrare i cittadini e raccontare tutto quanto si è fatto per tagliare le tasse a chi vuole cambiare il Paese, dagli 80 euro alla decontribuzione sui neoassunti al super ammortamento, dalla fine dell’Imu agricola e sugli imbullonati al nuovo regime dei minimi per le partite Iva. Ma non solo: accanto alla partita economica c’è quella legata ai diritti civili, alla pubblica amministrazione, alle riforme istituzionali, agli investimenti su scuola, ricerca, cultura, settori sui quali fino ad ora si era abbattuta più di tutti la scure dei tagli.
Stiamo colmando il deficit economico ma soprattutto quello di futuro che il nostro Paese ha accumulato in questi anni. E vogliamo farlo insieme a tutti quelli che hanno a cuore il cambiamento necessario perché l’Italia riparta.
*****
La segreteria nazionale del PD parteciperà con i vice segretari Lorenzo Guerini, che sarà a Milano nel pomeriggio, mentre Debora Serracchiani sarà in mattinata a Trieste. A Bologna si daranno appuntamento Filippo Taddei, Francesca Puglisi, Sandra Zampa e Andrea De Maria, che sarà anche al mercato di Marzabotto. Giorgio Tonini invece si troverà a Trento, Emanuele Fiano a Milano,  Matteo Ricci a Pesaro.

Roma vedrà la presenza di Chiara Braga, Alessia Rotta, Lorenza Bonaccorsi, Micaela Campana e del presidente del Pd Matteo Orfini.

Il tesoriere del Pd Francesco Bonifazi sarà a Firenze, David Ermini a San Francesco di Pelagio, Ernesto Carbone a Gallipoli e a Nardò, Stefania Covello a Cosenza, e Sabrina Capozzolo ad Agropoli.

All’iniziativa prenderanno parte anche i presidenti dei senatori e dei deputati Pd, Luigi Zanda ed Ettore Rosato, che saranno rispettivamente a Roma e a Trieste.

martedì 7 giugno 2016

Amministrative, Renzi: il PD vuole di più


“Non si sono ancora chiusi i seggi e già si torna al solito teatrino della prima Repubblica per cui hanno vinto tutti. Io non sono così e noi abituati a vincere, non siamo tra quelli che dicono di aver  vinto. E’ un dato molto difficile da commentare”. Così Matteo Renzi, aprendo la conferenza stampa sull’esito del primo turno delle comunali.
E aggiunge: “Io non ho detto che il risultato è negativo, e non lo penso” e avverte: “Occhio ai numeri. Perchè quasi dappertutto il Pd sta sopra il 40 per cento nelle varie città. Il Pd ha dei problemi che deve affrontare e noi ci impegneremo”.
Il premier ha poi commentato i risultati di RomaNapoli e Milano.
“A Roma Giachetti ha fatto un mezzo miracolo. Onore e merito a lui. La partita se la giocherà.  Volevamo – dice – fare meglio soprattutto a Napoli, dove il risultato è il peggiore del Pd. Per la città di Napoli abbiamo un grande problema, da qualche anno lì non riusciamo ad esprimerci. Vinciamo a Salerno e a Caserta, non esiste un problema Campania ma un problema Napoli.  Sulla città di Napoli la prossima Direzione nazionale farà una proposta, credo che sarà responsabilità politica del segretario di partito proporre una soluzione commissariale della città per ripartire da zero”.
“Sala a Milano è un ottimo candidato, credo che il ballottaggio sarà bello e Sala ha tutte le condizioni per farcela, segnalo che sta al 41,9 non al 30-25%. E’ uno dei risultati migliori. Come governo collaboreremo con chiunque vinca, ma con segretario Pd segnalo ottimo primo turno”.
Renzi commenta il risultato elettorale del centrodestra: “Se guardate il centrodestra, a Roma la destra è andata male, divisa. A Milano e Trieste c’è, a Torino no. E’ molto difficile dare un quadro chiaro e uniforme del centrodestra, Berlusconi doppia la Lega a Milano: è merito di Parisi? Probabile. La destra per come l’abbiamo conosciuta è profondamente in fibrillazione ma continua a essere presente”.
 Il M5S, dice Renzi “ottiene un risultato molto buono a Roma, un risultato buono a Torino anche se 11 punti sotto a Fassino. Il M5s credo vada in vantaggio a Carbonia ma poi fallisce clamorosamente la prova a Milano, Bologna, Trieste Napoli e in molte altre città”.
 Alla domanda se il voto delle comunali avrà un’influenza al voto per il Referedum costituzionale il segretario risponde: “No, sono partite profondamente diverse. Ho detto che non avrei considerato valore nazionale delle elezioni amministrative e mi pare di essere stato un buon profeta nel dirlo per come sono andate”.
 “A chi se la gioca per il ballottaggio il mio augurio è di farlo a testa alta, divertendosi. Tutti i messaggi in politichese puro fanno a pugni con la realtà. Quindi – conclude – il mio augurio è poco politichese, pancia a terra e testa alta”.

giovedì 2 giugno 2016

BUON COMPLEANNO

Settant'anni, qualche acciacco congenito, ma ancora bellissima e pronta a sprigionare vitalità da tutti i pori

mercoledì 25 maggio 2016

BASTA UN SI' - CAMPAGNA REFERENDARIA




A proposito di incompiute...


Data presunta inizio lavori: 25-11-2015
Data presunta fine lavori: 25-01-2016
Data consegna cantiere: 20-12-2015
Più di 6 mesi per un'opera di nemmeno 50mila euro!
... e speriamo venga completata per il 2 luglio!

lunedì 23 maggio 2016

DEMOCRAZIA

Settimana scorsa, a Brebbia, la cronaca ha fatto registrare un deprecabile atto. In prossimità dell'abitazione di Alessandro Porrini, candidato consigliere di una delle liste in corsa per le prossime elezioni amministrative comunali, è stato fatto esplodere un grosso petardo.
Sebbene Il sig. Porrini faccia parte di una coalizione politica con idee diametralmente opposte alle nostre a nome di Angera Democratica e di tutto il circolo PD di Ispra-Angera-Ranco nel condannare l'atto vogliamo idealmente inviare la ns. solidarietà a tutti i destinatari del deprecabile atto.

giovedì 12 maggio 2016

CTU

ATTENZIONE: La CTU è stata rinviata per un disguido nella convocazione.

Commissione tecnico-urbanistica venerdì 13 alle ore 15. Ordine del giorno:


  • aggiornamento sulle attività relative alla revisione del PGT
  • aggiornamento sulla situazione del parcheggio dell'ospedale
  • aggiornamento sulla situazione del cantiere di via Arena
  • eventuali sviluppi su progetti portati avanti dalla Fondazione Vedani per la realizzazione di un asilo
  • informazioni sugli sviluppi delle opere realizzate dalle Ferrovie (sovrappassi, sottopassi, rotatorie, etc) nel territorio tra Taino ed Angera, al fine di eliminare i passaggi a livello.