Idee e notizie per Angera 2015 ed oltre. Insieme ad ABC - Angera Bene Comune

martedì 10 novembre 2015

Ex cinema Roma


Riporto di seguito, per chiarezza, la risposta di Massimo Dotta, apparsa in seguito ad una richiesta di informazioni riguardante un possibile progetto di recupero dell'ex-cinema Roma. Non è brevissimo, ma vale la pena di leggerlo.

ATTENZIONE testo modificato il 10/11 alle 20:20. Ho aggiunto la parte in grassetto su indicazione di Massimo Dotta.

Per Massimo Dotta 9 novembre 2015 13:20
Buongiorno, ieri al mercatino in centro l'ho sentita parlare con un signore di qualcosa da fare nel vecchio cinema di via Cavour, ma non ho potuto fermarmi a chiedere di cosa si trattava e quando sono tornato non l'ho più vista. In effetti quando vado in piazza passo spesso da quella via e mi chiedevo sempre perché un edificio come quello è sempre chiuso e tenuto come un rudere con le porte tenute assieme dal filo di ferro e le finestzre rotte. Mi sa dire qualcosa di più?




Non capisco perché a novembre 2015 sia saltata fuori ancora questa storia che sinceramente mi ha lasciato molto deluso o amareggiato. Questo fine settimana due persone simpatizzanti dei due movimenti che formano la coalizione che governa Angera mi hanno chiesto del vecchio Cinema Roma e mi hanno detto che questa domanda era stata fatta da qualcuno durante una riunione o conferenza o consiglio (non so quale fosse stata questa occasione, non l'ho chiesto, non ho partecipato ad alcuna riunione di sorta perché come ho già scritto altre volte ho tirato i remi in barca, a causa tra l'altro di questo fatto del cinema Roma). Orbene queste due persone mi hanno detto che dopo la domanda un esponente della maggioranza ha risposto che l'offerta di questo era stata giudicata troppo bassa.

Bene, Io invece vi dico che questa è una BUGIA, CHI L'HA DETTO È UN MENTITORE!

Già lo scorso anno io avevo presentato al sindaco una persona che era interessata all'acquisto di quell'edifico, interesse che durava già da tempo come risulta da una lettera da lui indirizzata anni prima al sindaco Ponti, lettera che non aveva ottenuto risposta, dove si proponeva l'acquisto per farne la propria abitazione e nel contempo per dedicare una fetta importante dello spazio per contenere una grande collezione di dischi in vinile, di video musicali e di libri dello stesso argomento (si parlava di migliaia di dischi e libri) che avrebbero potuto fare da base per uno spazio pubblico, tipo museo laboratorio, aperto naturalmente al pubblico, uno spazio che non esiste ad oggi in Italia e che forse in Europa esiste tuttora solo a Londra. Dopo vari incontri siamo rimasti al fatto che si continuava a chiedere il prezzo di una eventuale vendita senza ottenere una risposta definitiva e circostanziata. Avevamo ottenuto una perizia risalente a qualche anno fa che indicava un valore non particolarmente elevato, perizia fatta da un architetto della provincia di Novara e a disposizione nel dossier del comune. Questa perizia veniva ritenuta vecchia, infatti anche io ritenevo che una perizia immobiliare fatta prima delle crisi immobiliari del 2008 e degli ultimi due/tre anni in quanto i valori delle costruzioni sono scesi almeno del trenta per cento. Una riunione della maggioranza consiliare aveva comunque accettato l'idea di vendere o almeno di fare una trattativa ma il tempo passava e di una nuova perizia da parte del comune non si vedeva traccia per le più svariate ragioni. Dopo un paio di mesi mi è stata presentata una stima molto informale da un geometra amico di alcuni consiglieri che su un foglio e mezzo ci faceva conoscere che l'edificio aveva un valore più alto facendo solamente un calcolo del prezzo di acquisto negli anni 90 rivalutandolo solamente per l'indice ISTAT dei prezzi al consumo e aggiungendo il costo di quella porzione di tetto rifatta due anni orsono. A me sembrava che una perizia deve essere fatta prendendo misure, facendo visite sul luogo, controllando lo stato di conservazione eccetera, non facendo una mera operazione matematica del prezzo di acquisto. Ribadisco che naturalmente l'unica perizia che io e anche l'ipotetico compratore ritenevamo e riteniamo valida è quella presente agli atti in comune e che comunque definisce il prezzo di acquisto punto e basta, non tiene in conto di uno spazio che poteva essere pubblico e museale, ceduto completamente ristrutturato e in ordine, ma che eventualmente poteva essere sfruttato dal comune come meglio avrebbero ritenuto.

Noi siamo ancora nell'attesa di avere una convocazione da parte di questa amministrazione per sapere a che prezzo ritenevano di poter vendere, se intendevano avere uno spazio pubblico in contropartita di parte o tutto il costo. D'altronde mi sembra che il concetto di DO UT DES non sia sconosciuto dal nostro sindaco in quanto il posteggio dell'ospedale immagino che sarà frutto di una trattativa nella quale il privato proprietario del terreno costruirà posteggio e strada di accesso ottenendo uno sgravio di oneri e magari un diverso computo della capacità edificatoria del terreno ora a prato su cui verranno costruite ville e case a schiera di pregio. Sono d'accordo che il posteggio dell'ospedale possa essere considerato dai più come necessario e più importante di un museo ma non vedo una preclusione nel poter ottenere altre cose diverse dall'asfalto e dalla vernice e che possono considerarsi cultura.

Il risultato attuale è che il vecchio cinema Roma, che era stato di proprietà della parrocchia per tanto tempo e poi acquistato dal comune ora versa in uno stato pietoso, rovinato, anche il soffitto alto dieci metri, anche i capitelli, con i muri su cui si vedono scritte vandaliche, senza impianti elettrico e idraulico e rimane della nostra comunità che non lo può utilizzare in quanto non è accessibile senza rischiare nella sicurezza di chi vi entra. Il tempo passa e il tetto ora rappezzato per un quarto potrebbe creare problemi in un breve futuro.

Vorrei ribadire che la persona che voleva comperare è un giornalista musicale notissimo, critico e scrittore (ha scritto libri sui Beatles, su De André, sul rock Italiano e altri, è stato giudice di festival importantissimi e di programmi televisivi seguitissimi, ha una testata on line), insomma non uno scalzacani ma il nostro sindaco era scettico sulla sua capacità economica salvo però chiedere lo scorso anno aiuto o consulenza per una manifestazione musicale da tenersi in primavera, poi saltata per difficoltà economiche del comune e per una programmazione di una partita di calcio la sera stessa del concerto. Naturalmente tutto quanto da me detto è ben suffragato da documenti e mail, non mi sono inventato nulla. L'avevo fatto perché mi faceva piacere pensare di dare una mano importante per dotare Angera di un museo un po' così, fru fru, di qualcosa che sta ottenendo una rinascita di interesse, ma per il turismo e la cultura si pensa poco, salvo fare qualche, anche carina e seguita, manifestazione domenicale. 

6 commenti:

  1. Non ho alcun interesse ad avviare né a rinfocolare polemiche, ma ci terrei a chiarire, per quanto possibile, la mia posizione in merito alla questione del Cinema Roma, anche se per farlo sarò costretto a chiedere la vostra pazienza.
    Come tutti sapete, ero interessato a trasformare il cinema Roma parzialmente in abitazione e parzialmente in spazio ad uso pubblico, e in questo senso mi ero incontrato con il Sindaco, nel 2014, e avevo anche fatto preparare, a mie spese, un progetto di ristrutturazione dall’architetto Bonin; il tutto basandomi, all’incirca, su una perizia asseverata del 21 settembre 2007 che assegnava all’immobile un valore commerciale di 165.000 euro.
    Il progetto prevedeva la destinazione a uso pubblico di un’ampia porzione del fabbricato, che avrei adibito ad archivio/museo visitabile dal pubblico conferendovi la mia collezione di dischi, libri, videocassette e DVD.
    Dopo una lunga attesa, necessaria – secondo quanto mi era stato detto – a far preparare una nuova valutazione, nel febbraio del 2015 mi è stata inoltrata, in maniera del tutto informale, copia di una perizia stilata dal geometra Calderato che assegnava all’immobile un valore di 220.000 euro. Contemporaneamente sono stato avvisato che la vendita sarebbe stata comunque subordinata all’indizione di una gara.
    Benché il valore degli immobili dal 2007 al 2015 sia sceso, e non si sia incrementato, ho fatto notare che – anche accettando per buona una valutazione di 220.000 euro per l’immobile - questa si riferiva evidentemente a un valore per destinazione ad uso privato, e non teneva conto del fatto che la ristrutturazione, da farsi completamente a mie spese, avrebbe riguardato anche una parte dell’immobile da lasciarsi ad uso pubblico.
    Avevo fatto in proposito alcune considerazioni, che riporto qui:

    “Per puro gioco, facciamo una proporzione su quanto dell’immobile, nel progetto del mio architetto, resterebbe ad accesso al pubblico. Diciamo a occhio che sia il 40%: a quel punto, il Comune dovrebbe detrarre il 40% dalla cifra di vendita, e accollarsi il 40% delle spese di ristrutturazione.
    Sempre a occhio: 220.000 – 40% = 132.000 euro, che diventerebbero la mia spesa per l’acquisto; e il Comune dovrebbe sostenere il 40% delle spese di ristrutturazione, che sono circa 400.000 euro: il 40% di 400.000 euro sono 160.000 euro. Quindi alla fine, se finanziassi io la ristrutturazione, sarebbe il Comune a dover dare a me la differenza - 28.000 euro -, non dovrei essere io a dare dei soldi al Comune (il rifacimento del tetto non lo tengo nemmeno in considerazione, perché comunque l’architetto mi ha già detto che quel versante andrebbe rifatto).
    Perché grazie a me il Comune avrebbe a disposizione uno spazio ristrutturato con accesso al pubblico, senza dover spendere un euro, e non rischierebbe di essere costretto ad interventi di consolidamento nel caso l’immobile rimanga inutilizzato.
    L’utilizzo pubblico sarebbe una mia gentile concessione, in cambio della gentile concessione, da parte del Comune, del parziale cambio d’uso dell’immobile.
    E non sto mettendo nel conto né il valore di attrattiva turistico-culturale del Museo né il conferimento dei miei dischi e dei miei libri, che renderebbero possibile la creazione del Museo”.
    (segue)

    RispondiElimina
  2. Sempre in attesa di comunicazioni ufficiali da parte del Comune, avevo poi avanzato un’altra ipotesi, questa molto più semplice, comunicata al Sindaco l’1 marzo 2015:

    “Il Comune mi assegna a costo zero l’edificio, con il (parziale) cambio di destinazione d’uso, e mi dà il permesso di pareggiare il tetto; io ristrutturo tutto e lascio ad uso completamente pubblico il piano terreno - ad esclusione di un vano per accesso al secondo piano, scale e ascensore - che resterà di proprietà del Comune, il quale lo utilizzerà a proprio piacimento.
    Il Comune si ritrova così, senza alcuna spesa, 300 metri quadri risanati – fate voi un calcolo del valore commerciale – in cambio di un dente cariato in pieno centro paese.
    Niente promiscuità, niente musei privati o semiprivati, niente impegni sulla parola, niente ricadute culturali e turistiche delle quali tener conto: un semplice do ut des di reciproca utilità”.

    E infine avevo fatto comunicare la mia disponibilità ad acquistare l’immobile al prezzo della stima (spannometrica, direi…) del geometra Calderato, cioè 220.000 euro, purché ne venisse cambiata la destinazione d’uso ad uso abitativo – dato che la perizia Calderato è una perizia del valore commerciale dell’immobile, non dell’immobile con vincolo di destinazione d’uso. Un semplice acquisto, senza impegni a destinare una parte dell’immobile a uso pubblico; né si vede perché mai dovrei cedere una parte dell’immobile gratuitamente, e oltretutto post-ristrutturazione, giacché l’acquisto avverrebbe a prezzo di mercato.


    Leggo sul vostro blog che il Sindaco avrebbe dubbi sulle mie possibilità economiche; non vedo su cosa si fondino tali dubbi, visto che mai e in nessun momento mi è stata fatta una proposta d’acquisto – come ho segnalato al Sindaco in questa mail del 17 giugno 2015,

    Buongiorno Sindaco,
    non ho più avuto sue notizie in merito alla questione del cinema Roma.
    Del resto, non ho mai ricevuto nemmeno una proposta (semi)ufficiale dal Comune in merito all’acquisto dell’edificio.
    Conoscendo la sua abituale cortesia, temo che sia andata perduta qualche email.
    Prima di considerare chiusa la partita, non pensa che dovremmo rivederci o almeno scriverci?
    Cordialmente
    Franco Zanetti

    mail alla quale non ho mai ricevuto risposta.

    Capisco bene che l’amministrazione comunale di Angera ha problemi più urgenti di cui occuparsi, ma mi dispiace un po’ venire a sapere che circolano in città voci poco lusinghiere sulla serietà dei miei intenti e sulle mie disponibilità economiche, soprattutto perché non si è mai, e ripeto mai, iniziata una seria trattativa sull’eventuale vendita del Cinema Roma.
    Per quanto mi concerne, sono sempre reperibile per tornare ad affrontare il discorso.
    Grazie per l’ospitalità.
    Franco Zanetti

    RispondiElimina
  3. Do ut des? per l'asilo dietro l'altinada ci sono patti del genere? Cosa otterrebbe in cambio il donatore del terreno?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. No. Massimo Dotta fa riferimento al nuovo parcheggio dell'ospedale. L'area dell'altinada che viene proposta per il nuovo asilo è un discorso molto diverso.

      Elimina
    2. Io per principio non sono contrario al concetto di DO UT DES, in fondo il baratto fu la prima forma di commercio e di rapporto tra persone con interessi diversi ma eventualmente convergenti nell'avere un profitto (non solo economico) vicendevole. Già diversi comuni in Italia usufruiscono di tempo e lavoro di alcuni loro concittadini affinché questi possano saldare tasse e imposte comunali. Dunque se non si ledono diritti particolari della comunità io dico: PERCHÈ NO? Con un po' di apertura mentale, e naturalmente casualità e fortuna, si possono avere servizi e realizzazioni che con le finanze comunali che il governo centrale taglieggiatore ci impone mai e poi mai ci potremmo neanche sognare. Sull'Altinada occorre aspettare la conferenza stampa prospettata dove chi avrà dubbi potrà fare tutte le domande che vuole, perché ora dire A in Piazza Parrocchiale significa sentire Z già all'altezza del palazzo Sama. Un gioco che per i bambini va bene ma............ Per avere un asilo nuovo e non potessi realizzarlo sarei disposto a sedermi ad un tavolo con il privato e discutere, alla luce del sole.

      Elimina
    3. Discorso diverso? Di questi periodi è merce rara trovare qualcuno che fa e dona alla comunità qualcosa del valore di svariate centinaia di migliaia di euro. Magari c'è dietro qualcosa che non conosciamo. Un asilo che senza il costo del terreno costerà quasi un milione di euro e poi il costo delle strade, dei marciapiedi, dei lampioni dei posteggi che oggi non esistono porterà alla fine una spesa non indifferente. E non sappiamo ancora chi pagherà.

      Elimina

I commenti sono liberi ma è attiva la moderazione preventiva.

Chi avesse da fare delle segnalazioni, e volesse mantenere l'anonimato, è pregato di utilizzare l'email angerademocratica@gmail.com. Grazie.