Idee e notizie per Angera 2015 ed oltre. Insieme ad ABC - Angera Bene Comune

lunedì 31 agosto 2015

Nasce Angera Futura

Riceviamo con richiesta di pubblicazione la lettera con cui il Sig. Flavio Barelli comunica la sua uscita dalla maggioranza consiliare e la nascita di un nuovo gruppo.


FESTA PD A SOMMA LOMBARDO


Dal 27 Agosto al 06 Settembre
Presso il parco di Corso Europa

Durante tutta la durata della festa sarà presente uno stand dedicato ai libri: SCAMBIO-LIBRO: metti in circolo la cultura! Regalaci un tuo libro e prendine uno in cambio

PROGRAMMA:

Giovedì 27 Agosto – Apertura festa alle ore 19.00
Venerdì 28 Agosto – NO LIES DUO musica soul-funky-blues alle ore 21.00
https://www.facebook.com/events/405898379605284/
Sabato 29 Agosto – DUO MARCO MICHELETTI Ballo liscio alle ore 21.00

Domenica 30 Agosto – BATON ROUGE musica Blues ore 21.00
https://www.facebook.com/events/1710783049150436/
Martedì 1 Settembre – A COLPI DI CORTI – RASSEGNA DI CORTOMETRAGGI ore 21.00
https://www.facebook.com/events/857537427671728/
Mercoledì 2 Settembre – VIAGGIO NELL’ASTRONOMIA MODERNA Giuseppe Macalli ore 21.00
https://www.facebook.com/events/109376636079580/
Giovedì 3 Settembre – INCONTRO CON GLI AMMINISTRATORI COMUNALI
Venerdì 4 Settembre – REAZIONE A CATENA Michela Prando ore 21.00
https://www.facebook.com/events/1600354380229738/
Sabato 5 Settembre – CUORI VAGABONDI Ballo lisci e latino alle 21.00
Domenica 6 Settembre – MASCARA serata Rock ore 21.00
https://www.facebook.com/events/1047361255276519/

martedì 11 agosto 2015

FERRAGOSTO A RANCO!


FERRAGOSTO ISPRESE!


STAINO: «Compagno Cuperlo, così uccidete la sinistra»


La lettera aperta del papà di Bobo: «Costruite un’alternativa a Renzi ma senza distruggere il Pd. Su De Bortoli avete commesso un grave errore»
Fin dal primo giorno della nuova uscita de l’Unità ho cominciato a ricevere, oltre a tantissime testimonianze di affetto e apprezzamento, messaggi, tweet o commenti sui social network molto critici nei miei confronti, fino al limite dell’offensivo. Al di là delle diverse argomentazioni la sostanza che li caratterizza è comunque la stessa e, in soldoni, la possiamo sintetizzare così: se lavori su l’Unità vuol dire che ti sei venduto a Renzi, quindi sei un traditore della Sinistra. Tra questi anche molti sms di Gianni Cuperlo, un amico fraterno che stimo tantissimo e su cui ho sperato e operato per averlo come segretario. Con lui ho scambiato tantissimi sms con l’impressione, purtroppo, di trovarmi in un dialogo tra sordi. Alcuni giorni fa gli ho spedita questa lettera a cui non ho ancora ricevuto risposta. Ho deciso di pubblicarla non per attizzare ancor più le polemiche tra di noi ma perché i temi che si affrontano sono presenti e laceranti nell’animo di tantissimi compagni ed elettori dentro e fuori del Pd. So di non avere la verità in tasca e so anche che nel passato ho sbagliato tantissime volte: aspetto quindi, con gratitudine, ogni forma di commento e di aiuto costruttivo alla comprensione del difficile momento politico che stiamo attraversando.
Caro Gianni, ti rispondo per email perché per sms mi ci vorrebbe troppo tempo e troppo spazio. È vero che ho contestato Berlusconi per anni e continuerò a farlo fino a quando Berlusconi continuerà a stare sulla scena politica. Ma insieme a lui ho contestato spessissimo anche Prodi e ancor più D’Alema e ancor più Veltroni, o comunque tutta una mia sinistra di cui mi sento parte e di cui mi sembra doveroso segnalare le cose che secondo me sono brutte e dannose. Anzi, direi che in tutta la mia storia la preferenza a fustigare quel che ho considerato errori e malefatte della nostra parte, ha sempre fatto la parte del leone in tutto il mio lavoro: ho sempre trovato più utile e gratificante aiutare il mio schieramento a migliorarsi piuttosto che perdere troppo tempo a ripetere denunce abbastanza diffuse e condivise sulle malefatte della destra.
Tanti le denunciano in modo egregio, meglio che io le dia per scontate e mi rivolga di più ad un lavoro di semina nel nostro orto. È con questo spirito che faccio le vignette sulla Sinistra Dem e ne faccio tante perché mi sembra, in tutta sincerità, che vi stiate sempre più comportando secondo criteri e linee che ben poco hanno a che vedere con la prassi a cui siamo stati abituati, da Gramsci a Togliatti, da Berlinguer a Reichlin a Macaluso e ai tanti compagni che tu stesso riconosci come maestri. Già il fatto che tu metta sullo stesso piano le mie critiche a Berlusconi con le mie mancate critiche a Renzi, dimostra per l’ennesima volta un errore di valutazione in cui mi sembra tu sia caduto in pieno: considerare simili Berlusconi e Renzi. A mio avviso è lo stesso errore che facemmo negli anni ‘20 quando accusammo i dirigenti socialisti di socialfascismo e che abbiamo ripetuto negli anni ‘80- ’90 quando abbiamo trattato Craxi come un avversario totale e dannosissimo. Un errore talmente grosso che sicuramente ha contribuito poi alla vittoria di Berlusconi. Oggi, così come vi comportate con Renzi, a mio avviso state pericolosamente aiutando una futura tragica vittoria di un Salvini o di un Grillo. Io considero Renzi un frutto amaro del nostro partito, un frutto che ci pone ogni giorno problemi difficili e non sempre positivi.
Ma detto questo, non mi riconosco certo in chi vede in lui il rappresentante di una feroce destra neoliberista totalmente asservita al capitale finanziario. Un rappresentante che, per chissà quale magia, si è appropriato del nostro partito e che bisogna quindi combattere ed annullare con tutti i mezzi possibili, i più scorretti compresi. Renzi invece, è per noi, tu ed io, il risultato di una nostra politica e di un nostro atteggiamento etico e morale. Dico “noi” perché sei stato l’unico, alla prima assemblea della Sinistra Dem all’Eliseo, che ha saputo fare un’analisi sul perché abbiamo adesso Renzi segretario e premier e su quanta responsabilità hanno, su questo, i nostri vecchi dirigenti. Loro, invece, non hanno mai fatto questa analisi e, al contrario, si autoassolvono pensando che Renzi non c’entri niente con loro, che sia come un fungo nato dal nulla, un fungo malefico che va estirpato in modo che il partito ritorni nelle loro mani.
Quale sogno demenziale e quale cecità politica nel rinunciare caparbiamente ad una verità dura ma realistica: tutti loro, Gianni, sono ormai fuori dalla storia, nel bene e nel male hanno fatto il loro tempo e sono, come capita a tutti, finiti. Un sano atteggiamento riformista deve quindi, oggi, partire da questa constatazione: il lavoro fatto fino a ieri dai nostri dirigenti ha portato Renzi alla segreteria del partito e al governo e quindi, fino a prova contraria, non esistendo altre forze alternative di sinistra, Renzi è quanto di più progressista si possa avere in Italia in questo momento storico. Non esiste altro, non è pensabile che pattuglie sparute di compagni indignati e incazzati fino allo stravolgimento dei sensi, se ne escano autoproclamandosi “alternativa”. Quale alternativa? Che analisi hanno fatto? Che progetto hanno? Quanti compagni hanno dietro? Quanto l’immagine di loro è credibile e radicata tra le masse popolari italiane? È la solita infima minoranza che gira le loro assemblee, cambiano nomi ma son sempre quelli. Allora, ti chiedo, che senso ha fare una guerriglia interna al Pd quando non si hanno obbiettivi su cui spostare l’opinione, le speranze e la forza dei nostri militanti e dei nostri elettori? Cosa stai offrendo di concreto al loro smarrimento? Nulla. Solo la coscienza che Renzi è una merda. E allora? È chiaro che questo genera scoramento, amarezza e anche al miglior compagno viene la voglia di dire “ma andate a fare in culo tutti quanti”, e non va a votare, o vota grillino, o comincia ad ascoltare Salvini, o tenta la carta disperata di Cofferati, accumulando delusioni su delusioni e aprendo pericolosissime porte. Allora, un compagno serio e io, te lo giuro, ti considero un grande compagno e una persona onesta, seria e generosa, deve farsi carico di questa sofferenza generale e collettiva e lavorare per costruire un’alternativa.
Ma questa senza distruggere il partito, anzi, prendendo atto che Renzi è il nostro segretario e il nostro premier e quindi lavorando con lui, incalzandolo, sottolineando gli aspetti negativi delle sue scelte, aiutandolo quando le scelte sono giuste, offrendogli proposte concrete per migliorarle, accettando gli incarichi che vengono offerti e non rifiutandoli altezzosamente come tu hai fatto. Tu dai di continuo dell’arrogante a Renzi ma nel caso de l’Unità, chi è stato il più arrogante tra voi due: lui che ti ha offerto la direzione del giornale in piena autonomia per costruire uno strumento unitario o tu che gli hai risposto di no a prescindere? Ma pensa a compagni come Martina od Orlando che tentano disperatamente di elaborare dei progetti buoni nel loro settore, tanto da guadagnarsi l’elogio di Petrini da una parte o di validi giuristi dall’altra.
Ma quanto sarebbe più utile che tu li aiutassi, questi compagni, invece di star lì ad attaccarvi ad ogni cosa pur di sparare sul premier? In questo modo state uccidendo la sinistra, date un’immagine di voi stessi come degli estremisti disperati che urlano su tutto e tutti senza sapere cosa proporre. Addirittura state rincorrendo le spinte più corporative che sempre sono state presenti nella nostra società, nella scuola, nell’apparato pubblico, nelle fabbriche. Quando le vostre parole d’ordine coincidono con quelle dei Cobas o dei tanti sindacati autonomi, non vi vengono dei dubbi? Dovete smetterla con questa strategia suicida. Vai fra la gente, esci fuori dal gruppetto della Sinistra Dem e dai quattro vecchi marpioni che vi sovrastano. Vai fra la gente, come ho fatto io in varie situazioni, in un cinema affollato, in una trattoria, in un autobus e urla: “questa Sinistra Dem ci sta veramente scassando i coglioni”. Avrai come risposta una standing ovation, non vi sopporta più nessuno tranne, ovviamente, Renzi il quale con il vostro atteggiamento così assurdo e fuori dalla storia del nostro partito, si può permettere di twittare “Tanti auguri ai gufi”.
E allora, se si accetta questo atteggiamento sanamente costruttivo, riformista, responsabile, quanto sbagliata risulta la vostra scelta su De Bortoli: lo sapevate che in questo momento era una sfida, una provocazione, e a che cosa serviva? Perché non proporre un Bray ad esempio, o una Berlinguer, o un Sandro Veronesi, o un qualunque nome di personalità amata, stimata, brava che poteva costituire un ponte fra voi e Renzi? In modo infantile avete preferito la rottura. Sinceramente, non è lo stesso atteggiamento dei populisti più imbecilli? Questo è tutto quello che mi allontana da te e da quel che rappresentate politicamente. Io mi sento sempre di sinistra e cerco di portare le idee di sinistra dove posso, a cominciare dal giornale. Un grande abbraccio, Sergio

venerdì 7 agosto 2015

Daniele Marantelli: "Senza Unità a rimetterci sarà la povera gente"



 Da oltre un secolo il popolo della sinistra italiana chiede ai suoi dirigenti di essere uniti. Da oltre un secolo accade il contrario. Nelle cronache di questi giorni non c’è, dunque, purtroppo, alcuna novità. Non per questo va sottovalutato lo sconcerto tra militanti ed elettori del Partito democratico, il più grande partito del socialismo europeo, per le sue ricorrenti divisioni. Sei anni consecutivi di recessione hanno scosso profondamente il nostro apparato produttivo, anche se resta il più forte d’Europa dopo quello tedesco. Si è tuttavia dilapidato un patrimonio di centinaia di piccole e medie imprese e, con esso, un enorme numero di posti di lavoro. I dati sull’occupazione giovanile, specie al Sud, sono ancora preoccupanti. In un contesto di crisi etica e di valori, di diffusi individualismi e rancori, la crisi sociale può sfociare in una drammatica crisi democratica. Questa è l’Italia che osservo da deputato eletto in una delle aree più ricche e dinamiche del Paese, quale è la pedemontana lombarda. Il grado di fiducia degli italiani nei confronti del Parlamento, secondo ripetuti sondaggi, è del 7% e dei Partiti del 5%. Mi chiedo se abbiamo sufficiente umiltà per leggere consapevolmente questa cruda realtà, sedimentata da anni.
Non uso i social. Niente Facebook o Twitter. In compenso vado al supermercato, faccio la coda in posta o dal panettiere, chiedo agli artigiani quanto costa il denaro in banca e se glielo danno, uso qualche volta i mezzi pubblici. Quindi, ascolto. Non sopporto il culto della personalità. Non credo ai miracoli. È impossibile tuttavia ignorare alcune scelte di fondo fatte dal Governo Renzi nell’ultimo anno in Italia e in Europa. La più grande redistribuzione sociale, con il bonus di 80 euro. Solo chi non ha mai fatto il lavoratore dipendente si permette aristocratiche ironie. Le misure a sostegno del lavoro e delle imprese cominciano a dare risultati incoraggianti, ancorché insufficienti sul piano dell’occupazione. Ma in generale l’azione riformista si è sviluppata in più settori, a partire da quello delicato della giustizia. I dati dell’export, di Expo, fino a quelli del turismo, aiutano a guardare al futuro con una certa fiducia.
In Europa la linea di Schauble è stata battuta. È stato certo decisivo il ruolo di Mario Draghi e se il Partito Socialista Europeo non ha dato grandi prove, il Governo Italiano e il Gruppo Socialists & Democrats, guidato da Pittella, hanno contribuito concretamente a stoppare la linea di coloro che puntavano al fallimento della Grecia. Questi i fatti. La loro deformazione, così come la propaganda, non aiuta. Chi non appartiene al club dei musi lunghi e, anzi, è contagiato dall’ottimismo della volontà, si chiede se nel Pd la normale dialettica, per alcuni compagni, non sia ormai diventata conflitto permanente.
La riforma del Senato approvata alla Camera, per esempio, non è perfetta. Io l’ho votata perché penso faccia fare un passo avanti al nostro Paese, pur non condividendo alcune spinte neo centraliste contenute nel nuovo titolo V. Ai compagni senatori, che annunciano battaglie campali sulla riforma, propongo di consultare gli elettori di centrosinistra nei loro collegi. Dubito che la stragrande maggioranza sia disposta a fare la rivoluzione nel nome del Senato elettivo.
I dati di Svimez sul Sud, che non sono certo un fulmine a ciel sereno, sono drammatici. C’è chi sostiene che il Governo non avrebbe fatto nulla per invertire la rotta. Mi domando se hanno letto l’originario piano industriale di Whirlpool e quello sottoscritto pochi giorni fa da azienda e sindacati a Palazzo Chigi. Chiedano informazione agli operai di Carinaro. Tutti sappiamo che senza una riscossa del Sud e la ripresa dei consumi interni, l’Italia non avrà un futuro roseo. Giusta, pertanto, la richiesta di dedicarvi una Direzione ad hoc, tempestiva e condivisibile la risposta positiva del segretario e del presidente del partito. Mi auguro si voglia discutere di Mezzogiorno senza reticenza e senza tornare agli schemi degli anni 60.
Giovedì scorso diversi senatori del Partito democratico hanno votato insieme a Lega, Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Verdini, Gasparri, mettendo in minoranza il governo. Erano in ballo valori di fondo, questioni di coscienza? Macché. Un emendamento sulla riforma della Rai. Uno di questi senatori, Paolo Corsini, ricorderà che nel 1998 mi impegnai nella campagna elettorale che lo portò a diventare sindaco di Brescia contribuendo ad aprire, durante il ballottaggio, un varco nell’elettorato leghista che probabilmente diede una mano alla sua meritata elezione. Per chi viene dal Pci di Enrico Berlinguer, ha fatto il segretario di sezione, montava gli stand alle feste de l’Unità, la diffondeva alla domenica mattina suonando il campanello nelle case dei quartieri di Varese, non proprio una capitale della sinistra, risulta difficile interpretare quel voto pensando alla nostra comune storia.
Vedo i limiti del nostro partito e della sua funzione nella società. Resto tuttavia convinto che tutti devono contribuire a ritrovare nel Pd il senso di comunità e, grazie ad esso, il senso più profondo della missione che abbiamo nei confronti del Paese. Se non ci sarà rapidamente una svolta temo che pagheremo un prezzo molto alto. Il prezzo più salato, è sicuro, però lo pagherà quella che un prestigioso capo della Resistenza, Luigi Longo, chiamava «la povera gente». Di questo dovrebbero essere consapevoli innanzitutto coloro che si propongono di rappresentare la migliore cultura riformista e popolare della sinistra italiana.
Mi auguro che il confronto sui contenuti della prossima legge di stabilità sia ancorato ai nodi irrisolti del nostro Paese. Nella recente assemblea di Milano il Pd ha lanciato una sfida impegnativa. Stati Uniti d’Europa, lotta al terrorismo, rivoluzione fiscale. Potrò sbagliarmi, ma è su questi temi, vi aggiungerei politiche industriali, superamento del bicameralismo, Mezzogiorno, che si giocherà non solo la funzione e il futuro di una moderna sinistra riformista, ma il destino dell’Italia.
On. Daniele Marantelli
Parlamentare PD di Varese
Articolo apparso sull'Unità del 6 Agosto

Riforma della sanità: anche per l'Ospedale di Angera


Carissimi e carissime,

nella riforma della sanità lombarda, approvata ieri in Consiglio regionale dopo un lungo confronto, il Partito Democratico ha ottenuto ben sette delle dieci richieste di modifica avanzate alla vigilia della discussione in Aula. Il duro ostruzionismo delle opposizioni, che hanno presentato 25mila ordini del giorno e quasi tremila emendamenti, ha portato Maroni ad accettare di intavolare una trattativa che ha portato numerosi risultati. La riforma dei ticket, che saranno finalmente più equi, l’agenzia di controllo che sarà indipendente e più efficace, le nomine che saranno sottratte alla lottizzazione, e la eliminazione della legge Daccò. 
A questo link trovate nel dettaglio quanto abbiamo ottenuto nell'interesse dei cittadini lombardihttp://www.blogdem.it/blog/2015/08/06/riforma-sanita-i-miglioramenti-introdotti-dal-pd-e-dalle-opposizioni/

Ciò detto abbiamo votato no alla riforma perchè ci troviamo di fronte ad una grande incompiuta, che non asseconda la grande ambizione, da cui era partita, di affrontare i mutamenti nella società. È una legge dimezzata perché affronta solo la governance, timida perché non porta a termine l’ integrazione tra servizi sanitari e sociosanitari mantenendo la duplicazione tra ATS e ASST che impallerà il sistema, e, infine, senza copertura finanziaria, soprattutto sulle parti più innovative. Rimane poi il grosso problema delle aggregazioni degli ospedali, soprattutto per quel che riguarda la città metropolitana, che verrà discusso in Consiglio Regionale a partire da settembre nella seconda parte della riforma.

Il nuovo assetto del territorio di Varese è molto più razionale rispetto alla prima proposta di legge presentata dal consigliere Rizzi (Lega Nord), e rivendico di aver lavorato per riportare un certo ordine. Aver riunificato i distretti sociosanitari di Gallarate e dell’ area di Malpensa, così come riportare Tradate su Varese sono state precise richieste degli amministratori locali. Per quanto riguarda Somma Lombardo e Angera, che devono restare unite, si imporrà una riflessione in autunno, visto che appartengono a distretti sociosanitari diversi (a questo link trovate la suddivisione delle ATS e delle ASST del nostro territoriohttp://www.varesenews.it/2015/08/riforma-della-sanita-ecco-come-cambia-varese/391961/). 


Alessandro Alfieri
Consigliere Regionale Lombardia
Segretario PD Lombardia

giovedì 6 agosto 2015

Renzi ai parlamentari di maggioranza: “l’Italia sta meglio di un anno fa”



La lettera del premier prima della ferie. L’elenco delle cose fatte e gli impegni per la ripresa: “mai il Parlamento italiano in 70 anni di storia aveva lavorato così tanto e così intensamente. L’auto si è rimessa in moto e adesso tocca a noi guidarla, con prudenza ma anche con determinazione”


Carissimi, tra qualche ora sarete in vacanza, per una breve pausa. Mi permetto di dire, sfidando le ire dei benpensanti: vacanza molto meritata. Sì, meritata. Perché se vi voltate un attimo indietro e provate a ripercorrere il cammino di questo anno, resterete stupiti pensando alle cose che abbiamo portato a casa.

Lo dico senza giri di parole: avete fatto un lavoro straordinario ed è giusto rendervi merito. Mai il Parlamento italiano in 70 anni di storia aveva lavorato così tanto e così intensamente. E nessun Paese europeo ha mai fatto – tutte insieme – così tante riforme.
Provate per un istante, per un solo istante, a metterle in fila.

Approvate in via definitiva la legge elettorale, il JobsAct, la riforma della scuola, la riforma della pubblica amministrazione, la riduzione delle tasse con gli 80 euro e con l’abbattimento della componente lavoro dall’Irap, il bonus bebè e il divorzio breve, il pacchetto anti corruzione, la prima legge sui reati ambientali, legge sulla cooperazione internazionale, la responsabilità civile dei magistrati, la riforma della custodia cautelare, la fatturazione elettronica, i primi decreti sulla riforma fiscale, l’intervento pubblico per salvare Ilva, le quarantatré crisi aziendali risolte, lo sblocco degli stipendi delle forze dell’ordine, gli accordi fiscali con Svizzera, Liechtenstein e Vaticano, l’art-bonus, le banche popolari, lo sblocca Italia, l’aumento del fondo per il sociale, la portabilità dei conti correnti. É un elenco buttato giù a memoria e da subito voglio scusarmi con quelli che tra voi hanno seguito altri provvedimenti che non ho citato.

Inutile ribadire che avete anche superato con grande visione e senso dello stato il passaggio, molto difficile per i motivi che tutti ricordiamo, dell’elezione del Presidente della Repubblica. Se quello era un esame di maturità, il Parlamento lo ha superato con la lode.

E in corso di approvazione ci sono la fondamentale riforma costituzionale, il terzo settore, le unioni civili, l’omicidio stradale, la riforma della Rai, il codice dei contratti, la legge sul dopo di noi, quella sull’autismo, il conflitto d’interessi, la cittadinanza. Elenco anche questo parziale.

Dopo che la legislatura si era aperta nel segno dell’immobilismo, perché tutti sappiamo (anche quelli che fingono di essersene dimenticati) che se si è cambiato Governo è perché la palude aveva bloccato l’azione dell’esecutivo, quest’anno – grazie a voi, a ciascuno di voi – ha visto una svolta impressionante.
E vorrei essere chiaro: i risultati si vedono.

L’Italia non è più il problema dell’Europa ma contribuisce a risolvere i problemi dell’Europa: la comunicazione sulla flessibilità permette margini di manovra fino a un punto di PIL e la recente vicenda greca ci ha visto come protagonisti di una mediazione cruciale per la Grecia ma forse anche per l’intera area Euro. Dopo undici trimestri negativi il Pil è tornato a crescere. Il turismo cresce soprattutto al sud, come dimostrano anche i dati di oggi. Gli investimenti diretti esteri nel 2014 crollano in Europa (-17%) e aumentano in Italia (+31%) segno che il nostro Paese è finalmente di nuovo attrattivo. I consumi tornano finalmente a crescere, i posti di lavoro aumentano anche se ancora non con l’intensità che vorremmo, i mutui e i movimenti bancari dimostrano che la ripresa non è una chimera.

Detta in modo semplice: l’Italia sta meglio di un anno fa. Gli italiani lo devono anche grazie al vostro impegno.

Io debbo e voglio dirvi grazie: mi avete onorato della vostra fiducia (personale e parlamentare) e se abbiamo riacceso la macchina della speranza è perché voi ci avete creduto quando non era semplice farlo.

Ma non possiamo accontentarci. Se abbiamo fatto tutta questa strada in dodici mesi, vi immaginate dove potremo essere ad agosto 2016? Allora, godetevi queste vacanze. Perché alla ripresa ci sarà da correre ancora più forte. Per concretizzare tutti i nostri sogni – che già stanno diventando realtà – dovremo completare le riforme. Ma soprattutto sbloccare le tante opere pubbliche incagliate, le tante energie scoraggiate, i tanti talenti inespressi. Vi scrivo di ritorno dal Giappone: noi non ci rendiamo conto di quanto il mondo ci ami e si aspetti da noi il meglio. I milioni di nuovi consumatori del villaggio globale chiedono Made in Italy, prodotti di design, esperienze culturali e turistiche, le emozioni che il nostro popolo riesce a regalare dal cibo all’alta ingegneria. L’Africa che abbiamo visitato in più di una circostanza, dedicandole un’attenzione che purtroppo è stata troppo a lungo negata, chiede al nostro Paese di essere un faro di civiltà e gentilezza. E la prossima Conferenza di Parigi sul clima ci vedrà protagonisti con proposte puntuali e concrete.

Pensate ai vostri figli, vi prego. Per un decennio ci hanno raccontato che l’Italia era finita, spacciata, esaurita. E ancora oggi nel racconto comune a tutte le opposizioni va tutto male, c’è solo crisi, il Paese è a rotoli. Non è così, naturalmente. Abbiamo molto da fare, ma l’auto si è rimessa in moto e adesso tocca a noi guidarla: con prudenza ma anche con determinazione verso il futuro che la sta già aspettando.
Il futuro dei nostri figli è nelle nostre mani, care parlamentari, cari parlamentari. Possiamo fare come fanno i nostri oppositori: urlare soltanto, abbaiare alla luna, gridare nei talk show. Oppure rimboccarci le maniche, non cedere al piagnisteo e cambiare ciò che va cambiato, restituendo fiducia, trasmettendo speranza.
Siete voi il cambiamento che l’Italia stava aspettando. Tutti ci dicevano che sarebbe stato impossibile rimettere in piedi questo Paese. Noi stiamo dimostrando che non lo era. Un affettuoso abbraccio e il miglior augurio di buone vacanze, allora.

Ci rivedremo al rientro a Roma, pronti da subito per una legge di stabilità che proseguirà nel taglio delle tasse e per mettere la parola fine alla lunga stagione delle riforme costituzionali in attesa del referendum confermativo del 2016. Non sarà facile, perché niente è facile in Italia. Ma sarà entusiasmante. Riposatevi, allora. Vi aspetto in gran forma. Buone vacanze.

Matteo Renzi

martedì 4 agosto 2015

RIFORMA DELLA PA APPROVATA GRAZIE AL PD!






Approvata in via definitiva la Riforma della Pubblica Amministrazione: 

rivoluzione ‪#‎digitale‬ dei servizi, ‪#‎semplificazione‬, certezza sulle regole da seguire per 

avviare un'attività, eliminazione delle duplicazioni, innovazioni per rendere più efficiente 

l'organizzazione del lavoro, e molto altro.