Idee e notizie per Angera 2015 ed oltre. Insieme ad ABC - Angera Bene Comune

mercoledì 29 aprile 2015

STASERA A ISPRA CON NANDO DALLA CHIESA!

Vi ricordiamo l'importante serata di questa sera a ispra in Sala Serra (Via Milite Ignoto, 31) alle 20.45 su "Legalità e Giustizia" con Nando Dalla Chiesa e Massimo Brugnone!
Siete tutti invitati a partecipare!

Articolo de "La Prealpina" di oggi

INIZIO CAMPAGNA ELETTORALE PD VARESE - SERRACHIANI E BONACCINI



Carissime e carissimi

 vi comunichiamo che il giorno 2 MAGGIO prenderà ufficialmente avvio la campagna elettorale promossa anche dal PD di Varese in vista delle elezioni amministrative 2015. In quella giornata si terranno due importanti eventi nelle due principali città che andranno al voto quest'anno.

DEBORA SERRACHIANI A SARONNO
Il Vice-Segretario nazionale sarà presente a Saronno il 2 maggio alle ORE 14.00 per una conferenza stampa presso VILLA GIANNETTI, VIA ROMA 20. Interverrà il candidato Sindaco del PD Francesco Licata. 

STEFANO BONACCINI A SAMARATE
Il Presidente della Regione Emilia-Romagna sarà presente a Samarate il 2 maggio alle ORE 17.30 presso il CAFFE'-TEATRO DI VERGHERA, VIA INDIPENDENZA 10. Interverrà il candidato Sindaco del PD Davide Sironi. 

In entrambi gli eventi saranno presenti il Segretario Regionale del PD Alessandro Alfieri e il Segretario Provinciale del PD Samuele Astuti. In allegato, la locandina.
Cogliamo l'occasione per porre cordiali saluti,
Roberto Adamoli
Resp. Iniziative Politiche PD Varese
Aureliano Gherbini
Resp. Comunicazione PD Varese

martedì 28 aprile 2015

UNA DECISIONE IMPORTANTE PER IL COMMERCIO DI ANGERA

Credo che la decisione di costituire un comitato di Commercianti per Angera sia stata una scelta condivisibile ed importante.
Infatti, l'obiettivo proncipale per far ripartire Angera - addormentata da troppi anni, anche per poco enfasi che hanno avuto le amministrazioni passate in questo ambito- è proprio quello di fare sistema e rete tra i commercianti, in una logica di insieme e di bene comune. 
Portando profitto, benessere e bellezza per la Città.
Angera ha molto potenziale in questo ambito!
L'associazione "I love Sesto Calende" funziona al meglio e, forse, dal nome che si è deciso di dare alla nuova associziazione di Angera, si vuole proprio andare in questa direzione!


Complimenti a chi si è dato da fare per questa scelta...i propositi sono positivi!

Simone



lunedì 27 aprile 2015

Richiesta di verifica - Cantiere di Via Cadorna

Abbiamo chiesto al Sindaco e all'Ufficio Tecnico - Lavori Pubblici di verificare con urgenza la regolarità ed il rispetto delle norme di sicurezza nel cantiere della bocciofila  in particolare riguardo a
1. Dispositivi di Protezione Individuale
2. Cartello di Cantiere (assente, all'apparenza, ma obbligatorio).

Qui trovate il file completo della segnalazione: link



MERCOLEDI' 29 APRILE A ISPRA: INCONTRO CON NANDO DALLA CHIESA

 Nando Dalla Chiesa

 
Massimo Brugnone 


ISPRA

Mercoledì 29 Aprile si terrà il quarto dei cinque incontri tematici organizzato dal circolo del Partito Democratico di Angera-Ispra-Ranco, Angera Democratica e dai Giovani Democratici dei Laghi, dal titolo: "Legalità e Giustizia: binomio indispensabile per lo sviluppo sociale ed economico”. 

L'incontro è aperto a tutti e si terrà in Sala Serra a Ispra (Via Milite Ignoto, 31) alle 20.45. I relatori saranno: Nando Dalla Chiesa ( Presidente Onorario di “Libera-associazione contro le mafie” e docente di Sociologia all’Università Statale di Milano), Massimo Brugnone (Segreteria provinciale Giovani Democratici Varese e Responsabile Forum Legalità PD Lombardia).
 
Introduce e modera l'incontro Simone Franceschetto (Segretario PD Angera-Ispra-Ranco).
 
Qui di seguito l’altra serata rimanente:
SANITA' E WELFARE (Alessandro Alfieri, Carlo Borghetti, Renato Soma): Giovedì 14 Maggio, alle 20.45 c/o Sala Consiliare ad Angera

domenica 26 aprile 2015

25 aprile 2015 - ANPI sezione di Angera

Di seguito il discorso tenutosi presso la sala consiliare di Angera da Renato Salina,  segretario della sezione cittadina dell'ANPI.

Condividendo pienamente quanto esposto da Renato colgo l'occasione per rinnovargli i miei complimenti sia per quanto enunciato sia per il suo impegno in qualità di segretario della sezione locale dell'ANPI.

Voglio anche ringraziare l'amministrazione comunale per la disponibilità e l'impegno profuso nell'organizzazione sia degli eventi legati alla giornata del 25 aprile sia per essersi impegnata ad inoltrare agli enti preposti la richiesta di intitolare ad Antonio Dalla Costa una via e a Mario Greppi il lungolago.



25 Aprile 2015

"Buongiorno a tutti i presenti,

ringrazio tutti coloro che hanno voluto partecipare a questa celebrazione del 25 

Aprile nel 70° della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo, ringrazio i 

cittadini, gli alunni e gli insegnanti delle scuole medie, le autorità istituzionali, il 

sindaco e l’amministrazione comunale, 

ma in particolare i rappresentanti della famiglia Dalla Costa, che hanno voluto essere 

presenti oggi  per ricordare la figura de loro caro Antonio Dalla Costa, padre, umile 

lavoratore, ucciso dai fascisti il 13 Settembre del 1944, in località Cascina Tripoli a 

Capronno nel Comune di Angera da un reparto della Guardia Nazionale 

Repubblichina. 

Ci eravamo lasciati lo scorso 25 Aprile 2014 informando i cittadini sul tragico fatto in 

cui rimase ucciso Antonio Dalla Costa, avvenimento sconosciuto ai più, caduto 

nell’oblio della storia dimenticato e ritrovato attraverso la consultazione di documenti 

depositati nell’archivio storico del nostro comune, dal sottoscritto in rappresentanza 

dell’Anpi e dalla professionale collaborazione della Dott.ssa Sonia Gliera (che 

ringrazio) responsabile allora della riorganizzazione dell’archivio comunale.    

Cosa accadde quel 13 Settembre del 1944 lo riassumo, per chi non è a conoscenza dei 

fatti, tramite poche righe della

figlia Elda che raccolse i ricordi in un diario nel 1995: 

Così scrisse:

“I fascisti entrarono in casa armati di mitra, ci misero contro il muro e portarono via il 

fratello maggiore di 17 anni, sentimmo sparare, gridare aiuto, ma nessuno poteva 

muoversi né uscire di casa. 

Eravamo impietriti dalla paura.

La mamma cercava il papà che non c’era già più.

Il mattino verso le 5 un militare chiedeva una coperta perché una sentinella aveva 

freddo. 

La mamma chiese: dov’è mio marito? L’avete ucciso vigliacchi, cosa faccio adesso?

Nessuno rispose. Al mattino con la luce attraverso le persiane abbiamo visto la 

coperta che copriva nostro padre ormai morto.

La mamma disperata pensava che forse il papà ferito avesse bisogno di noi. 

Era impossibile uscire perché eravamo chiusi in casa.

Rimase dietro la casa tre giorni sotto la pioggia fino a quando vennero le autorità e ci 

autorizzarono a spostarlo.”

Nel frattempo il figlio maggiore Guido venne portato a Varese dove venne picchiato 

pesantemente per estorcergli qualche nome o notizia relativa alla presenza di ribelli 

nella zona.

Questi i fatti tragici che hanno avuto come protagonista la figura di Antonio Dalla 

Costa,

Il perché si arrivò a questo epilogo tragico lo riassumo brevemente: 

la cascina Tripoli per la sua posizione sul territorio era sicuramente punto di 

passaggio di elementi appartenenti alla Resistenza,

Antonio Dalla Costa sicuramente era a conoscenza di quello che accadeva intorno a 

lui senza farne parola con alcuno, continuava tutti i giorni a lavorare la terra ed 

allevare il bestiame per la famiglia e per il padrone, senza però ostacolare i 

movimenti dei partigiani che si avvicendavano di passaggio nella sua cascina, 

lasciandoli dormire all’occorrenza presso il fienile, senza farne parola con nessuno, 

questo a dimostrazione che la Resistenza è stata fatta non solo da coloro che 

combattevano con le armi il nazifascismo ma anche e soprattutto da coloro che la 

appoggiavano tutti i giorni con azioni normali quotidiane fornendo appoggio logistico 

e materiale ai combattenti partigiani, nel silenzio quotidiano, pagando di persona a 

volte con la vita, come capitò ad Antonio Dalla Costa, confermando che la Resistenza 

è stata soprattutto lotta di popolo per la Liberazione del nostro paese dal 

Nazifascismo e che i tanti sacrifici subiti dalla popolazione, le torture le fucilazioni le 

impiccagioni, le deportazioni e gli anni di carcere subiti dagli Antifascisti non vadano 

mai dimenticati nell’esaurirsi dei protagonisti di quei giorni, che purtroppo, per una 

legge anagrafica non modificabile ci stanno lasciando. 

Ecco perché “la ricerca storica deve continuamente svilupparsi” ma “senza 

pericolose equiparazioni” fra i due campi in conflitto. Perché, ricorda il Presidente 

della Repubblica Mattarella rivolto al futuro del Paese, “la Resistenza, 

prima che fatto politico, fu soprattutto rivolta morale. 

Questo sentimento, tramandato da padre in figlio, costituisce un patrimonio che 

deve permanere nella memoria collettiva del Paese”

A questo proposito un accenno polemico al governo della Regione Lombardia che a 

una interrogazione presentata per conoscere cosa intendeva fare la Giunta Regionale 

per il 70° anniversario della Resistenza ha risposto prontamente: praticamente nulla, 

adducendo che i fondi per il finanziamento del “ Sostegno alle attività di studio e 

memoria sui fondamenti e lo sviluppo dell’assetto democratico della Repubblica”, 

notare che il termine Resistenza e Liberazione proprio non esiste nelle articolate leggi 

regionali, ma comunque, i fondi non ci sono e di conseguenza neanche i mezzi per 

fare iniziative in questa occasione. 

Una deduzione logica mi conferma purtroppo che chi governa la Lombardia, oggi, 

preferisce i cortei e le manifestazioni col saluto romano, piuttosto che il ricordo delle 

pagine migliori della nostra storia, se no, forse qualche idea su possibili iniziative, a 

questi amministratori, sarebbe venuta, mentre per fortuna in Italia ne stanno nascendo 

tante, anche senza costi o con costi irrilevanti proprio come la nostra.

Purtroppo devo aggiungere che per quanto riguarda il Governo, anche qui si sono 

verificati fatti che hanno dell’incredibile, nel 70° della Liberazione, come la consegna 

di medaglie di “riconoscimento del sacrificio offerto alla Patria” a personaggi che 

hanno militato nelle squadracce fasciste, contro la Resistenza, come il caso del 

Repubblichino Paride Mori fondatore delle squadre Mussolini, al quale è stata 

conferita una medaglia per il “sacrificio offerto alla Patria”, consegnatagli dal 

Sottosegretario Del Rio a nome e firma del Presidente della Repubblica.

La Segreteria Nazionale dell’ANPI, ritiene che rispetto al caso della medaglia al 

repubblichino Paride Mori – oltre che ad altre, concesse nel corso degli ultimi anni – 

ci si trovi di fronte ad una applicazione della legge 92/2004 (quella che ha indetto 

la Giornata del Ricordo) in netto contrasto con i valori, princìpi e norme della 

Costituzione. 

In ogni caso, nessun riconoscimento – né per questa legge né per altre – può essere 

attribuito a chi militò per la Repubblica Sociale Italiana, in nome di una presunta 

pacificazione. Non c’è nulla da “pacificare”; c’è solo da rispettare la storia e la 

Costituzione, nata dalla Resistenza per la difesa di princìpi e valori assolutamente 

imprescindibili.

Ricordiamo, dunque, il valore delle scelte di allora, il desiderio di libertà e di 

democrazia, ricordiamo la Resistenza – insomma – in qualunque forma sia stata 

attuata, dagli scioperi del ’43-’44, agli eroici militari di Cefalonia, agli IMI, ai 

giovani che rischiando la morte divennero partigiani, ai molti volontari nel Corpo 

italiano di Liberazione, alle due divisioni (Cremona e Friuli) che combatterono 

all’interno dell’Armata degli Alleati; e ricordiamo gli operai, i contadini, gli studenti, 

gli intellettuali, che si unirono insieme nella lotta e nella Resistenza non armata; e poi 

le donne, protagoniste fondamentali di questa vicenda straordinaria, troppo a lungo 

relegate in un ruolo di comprimarie, laddove erano state protagoniste essenziali.

E’ questa pagina di storia che ricordiamo, il 25 aprile, contro ogni revisionismo, 

contro ogni negazionismo e contro le speculazioni ignobili che hanno cercato – 

invano – di sporcarla.

Questo è il 25 aprile e questo è il 70°della Liberazione.

Anche per questo noi come ANPI abbiamo voluto riscattare la memoria di questo 

umile lavoratore della terra, marito e padre di otto figli, che è stato dimenticato per 

quasi 70 anni da tutti, a parte i suoi famigliari, unico caduto per mano fascista sul ns 

territorio comunale, e anche se non riconosciuto ufficialmente come partigiano ne 

come patriota, meritava sicuramente di essere ricordato con qualcosa di simbolico, 

che si potesse tramandare alle future generazioni e per questo, ci è sembrato doveroso 

intraprendere questa iniziativa che ci ha portato, con la massima disponibilità e 

collaborazione della Amministrazione Comunale ad ascrivere accanto ai nomi dei ns. 

Martiri, caduti nella Resistenza per la Lotta di Liberazione, sulla lapide che li ricorda 

                                         Arturo Merzagora     Achille Piazzi      Mario Greppi 

anche il nome di  Antonio Dalla Costa come riconoscimento del sacrificio estremo e 

risarcimento morale ai famigliari, che oggi nel 70 ° anniversario della Liberazione 

hanno visto, come da noi promesso, riconsegnato alla memoria e di conseguenza alla 

storia della comunità il loro famigliare. 

Ora e sempre Resistenza."

                                                                                        Renato Salina


sabato 25 aprile 2015

25 aprile 1945 - 25 aprile 2015 : 70 anni di libertà e democrazia

Sono passati 70 anni dal 25 aprile del 1945, un giorno che ricorda, come una sorta di segnalibro, una delle pagine più belle della storia d’Italia: “LA RESISTENZA”.
La Resistenza di un popolo contro la dittatura Nazzi-Fascista, la Resistenza volta a risollevare i valori di libertà e uguaglianza fra e per il popolo.
Questo movimento, in quanto interclassista, fin da subito ha portato una ventata di innovazione nello scenario politico e sociale del ns. paese. Infatti per la Resistenza e con la Resistenza si sono trovati a combattere fianco a fianco in modo VOLONTARIO, persone appartenenti a ideali politici e a ceti sociali diversi. Quelle persone, pur mantenendo le loro diversità, hanno saputo individuare in ciò che li univa un collante fortissimo.
Questa unione di intenti e di ideali, unita a patriottismo e coraggio, è sfociata nella Resistenza. La quale ci ha regalato questi 70 anni di LIBERTA’ e DEMOCRAZIA.
Voglio, ancora una volta, ricordare a tutti ed in particolare a coloro che come me hanno avuto la fortuna di nascere e crescere in un paese libero e democratico, che questi valori non sono scontati, non vivono di vita propria, ma si alimentano tramite le azioni che noi tutti compiamo e devono essere rinvigoriti di volta in volta anche tramite il ricordo storico contrastando ogni forma di revisionismo storico volto a sovvertire l’ordine e la realtà dei fatti.

A tutti i partigiani mi sento di dire:
GRAZIE PER QUESTI 70 ANNI!!!!!!!

Proprio per ricordare e per così dire rinfrescarsi la memoria di seguito riporto un discorso fatto da Sandro Pertini:



“Lungo è il cammino percorso dai patrioti italiani per riconquistare la
libertà e questo cammino non ha soluzioni di continuità, perché la
Resistenza, a mio avviso, non è un fatto storico a sé stante, ma è
stata la continuazione della lotta antifascista. I patrioti che, sotto
la dittatura, si sono battuti forti solo della loro fede e della loro
volontà, partecipano alla lotta armata della Resistenza.
Qui vi sono uomini che hanno lottato per la libertà dagli anni ‘20 al
25 aprile 1945. Nel solco tracciato con il sacrificio della loro vita
da Giacomo Matteotti, da don Minzoni, da Giovanni Amendola, dai
fratelli Rosselli, da Piero Gobetti e da Antonio Gramsci, sorge e si
sviluppa la Resistenza.
Il fuoco che divamperà nella fiammata del 25 aprile 1945 era stato per
lunghi anni alimentato sotto la cenere nelle carceri, nelle isole di
deportazione, in esilio.
Alla nostra mente e con un fremito di commozione e di orgoglio si
presentano i nomi di patrioti già membri di questo ramo del Parlamento
uccisi sotto il fascismo: Giuseppe Di Vagno, Giacomo Matteotti, Pilati,
Giovanni Amendola; morti in carcere Francesco Lo Sardo e Antonio
Gramsci, mio indimenticabile compagno di prigionia; spentisi in esilio
Filippo Turati, Claudio Treves, Eugenio Chiesa, Giuseppe Donati,
Picelli caduto in terra di Spagna, Bruno Buozzi crudelmente ucciso alla
Storta.

I loro nomi sono scritti sulle pietre miliari di questo lungo e
tormentato cammino, pietre miliari che sorgeranno più numerose durante
la Resistenza, recando mille e mille nomi di patrioti e di partigiani
caduti nella guerra di Liberazione o stroncati dalle torture e da una
morte orrenda nei campi di sterminio nazisti.
Recano i nomi, queste pietre miliari, di reparti delle forze armate,
ufficiali e soldati che vollero restare fedeli soltanto al giuramento
di fedeltà alla patria invasa dai tedeschi, oppressa dai fascisti: le
divisioni «Ariete» e «Piave» che si batterono qui nel Lazio per
contrastare l’avanzata delle unità corazzate tedesche; i granatieri del
battaglione «Sassari» che valorosamente insieme con il popolo minuto di
Roma affrontarono i tedeschi a porta San Paolo; la divisione «Acqui»
che fieramente sostenne una lotta senza speranza a Cefalonia e a Corfù;
i superstiti delle divisioni «Murge», «Macerata» e «Zara» che danno
vita alla brigata partigiana «Mameli»; i reparti militari che con i
partigiani di Boves fecero della Bisalta una roccaforte inespugnabile.
Giustamente, dunque, quando si ricorda la Resistenza si parla di
Secondo Risorgimento. Ma tra il Primo e il Secondo Risorgimento vi è
una differenza sostanziale. Nel Primo Risorgimento protagoniste sono
minoranze della piccola e media borghesia, anche se figli del popolo
partecipano alle ardite imprese di Garibaldi e di Pisacane. Nel Secondo
Risorgimento protagonista è il popolo. Cioè guerra popolare fu la
guerra di Liberazione. Vi partecipano in massa operai e contadini, gli
appartenenti a quella classe lavoratrice che sotto il fascismo aveva
visto i figli suoi migliori fieramente affrontare le condanne del
tribunale speciale al grido della loro fede.
Non dimentichiamo, onorevoli colleghi, che su 5.619 processi svoltisi
davanti al tribunale speciale 4.644 furono celebrati contro operai e
contadini.
E la classe operaia partecipa agli scioperi sotto il fascismo e poi
durante l’occupazione nazista, scioperi politici, non per
rivendicazioni salariali, ma per combattere la dittatura e lo straniero
e centinaia di questi scioperanti saranno, poi, inviati nei campi di
sterminio in Germania, ove molti di essi troveranno una morte atroce.
Saranno i contadini del Piemonte, di Romagna e dell’Emilia a battersi e
ad assistere le formazioni partigiane. Senza questa assistenza offerta
generosamente dai contadini, la guerra di Liberazione sarebbe stata
molto più dura. La più nobile espressione di questa lotta e di questa
generosità della classe contadina è la famiglia Cervi. E saranno sempre
figli del popolo a dar vita alle gloriose formazioni partigiane.
Onorevoli colleghi, senza questa tenace lotta della classe lavoratrice
- lotta che inizia dagli anni ‘20 e termina il 25 aprile 1945 - non
sarebbe stata possibile la Resistenza, senza la Resistenza la nostra
patria sarebbe stata maggiormente umiliata dai vincitori e non avremmo
avuto la Carta costituzionale e la Repubblica
.
Protagonista è la classe lavoratrice che con la sua generosa
partecipazione dà un contenuto popolare alla guerra di Liberazione.
Ed essa diviene, così, non per concessione altrui, ma per sua virtù
soggetto della storia del nostro paese. Questo posto se l’è duramente
conquistato e non intende esserne spodestata.
Ma, onorevoli colleghi, noi non vogliamo abbandonarci ad un vano
reducismo. No. Siamo qui per porre in risalto come il popolo italiano
sappia battersi quando è consapevole di battersi per una causa sua e
giusta; non inferiore a nessun altro popolo.
Siamo qui per riaffermare la vitalità attuale e perenne degli ideali
che animarono la nostra lotta. Questi ideali sono la libertà e la
giustizia sociale
, che - a mio avviso - costituiscono un binomio
inscindibile, l’un termine presuppone l’altro: non può esservi vera
libertà senza giustizia sociale e non si avrà mai vera giustizia
sociale senza libertà
.
E sta precisamente al Parlamento adoperarsi senza tregua perché
soddisfatta sia la sete di giustizia sociale della classe lavoratrice.
La libertà solo così riposerà su una base solida, la sua base naturale,
e diverrà una conquista duratura ed essa sarà sentita, in tutto il suo
alto valore, e considerata un bene prezioso inalienabile dal popolo
lavoratore italiano.
I compagni caduti in questa lunga lotta ci hanno lasciato non solo
l’esempio della loro fedeltà a questi ideali, ma anche l’insegnamento
d’un nobile ed assoluto disinteresse. Generosamente hanno sacrificato
la loro giovinezza senza badare alla propria persona.
Questo insegnamento deve guidare sempre le nostre azioni e la nostra
attività di uomini politici: operare con umiltà e con rettitudine non
per noi, bensì nell’interesse esclusivo del nostro popolo.
Onorevoli colleghi, questi in buona sostanza i valori politici, sociali
e morali dell’antifascismo e della Resistenza, valori che costituiscono
la «coscienza antifascista» del popolo italiano.
Questa «coscienza» si è formata e temprata nella lotta contro il
fascismo e nella Resistenza, è una nostra conquista, ed essa vive
nell’animo degli italiani, anche se talvolta sembra affievolirsi. Ma
essa è simile a certi fiumi il cui corso improvvisamente scompare per
poi ricomparire più ampio e più impetuoso. Così è «la coscienza
antifascista» che sa risorgere nelle ore difficili in tutta la sua
primitiva forza.
Con questa coscienza dovranno sempre fare i conti quanti pensassero di
attentare alle libertà democratiche nel nostro paese.
Non permetteremo mai che il popolo italiano sia ricacciato indietro,
anche perché non vogliamo chele nuove generazioni debbano conoscere la
nostra amara esperienza. Per le nuove generazioni, per il loro domani,
che è il domani della patria, noi anziani ci stiamo battendo da più di
cinquant’anni.
Ci siamo battuti e ci battiamo perché i giovani diventino e restino
sempre uomini liberi, pronti a difendere la libertà e quindi la loro
dignità.
Nei giovani noi abbiamo fiducia.
Certo, vi sono giovani che oggi «contestano» senza sapere in realtà che
cosa vogliono
, cioè che cosa intendono sostituire a quello che
contestano. Contestano per contestare e nessuna fede politica illumina
e guida la loro «contestazione». Oggi sono degli sbandati, domani
saranno dei falliti.
Ma costoro costituiscono una frangia della gioventù, che invece si
orienta verso mete precise e che dà alla sua protesta un contenuto
politico e sociale. Non a caso codesta gioventù si sente vicina agli
anziani antifascisti ed ex partigiani, dimostrando in tal modo di aver
acquisito gli ideali che animarono l’antifascismo e la Resistenza.
E da questi ideali essi traggono la ragione prima della loro
«contestazione» per una democrazia non formale, ma sostanziale; per il
riscatto da ogni servitù e per la pace nel mondo.
Ecco perché noi anziani guardiamo fiduciosi ai giovani e quindi al domani del popolo italiano.
Ad essi vogliamo consegnare intatto il patrimonio politico e morale
della Resistenza
, perché lo custodiscano e non vada disperso; alle loro
valide mani affidiamo la bandiera della libertà e della giustizia
perché la portino sempre più avanti e sempre più in alto. Viva la
Resistenza!"





venerdì 24 aprile 2015

C'E' CHI DICE NO, IO DICO ITALICUM!

Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni sulla nuova legge elettorale ITALICUM in via di finale approvazione, dal Parlamentare PD di Gallarate On. Angelo Senaldi:


La discussione, a tratti accesa, sulla riforma della legge elettorale mi ha spinto nei giorni scorsi a pubblicare sul mio blog (www.angelosenaldi.it), con segnalazioni sui social network (fb: Angelo Senaldi pagina pubblica; twitter: @angelo_senaldi), una mia riflessione sul tema. Mi permetto di sottoporla all’attenzione di chi avrà la pazienza di leggerla anche attraverso questo canale. L’analisi ha un’impostazione schietta, secca. Potrà non risultare simpatica a tutti ma vuole comunque mantenersi su binari diversi da quelli delle polemiche, anche velenose, nate tra alcune componenti Pd. E’ quasi una carrellata sui contenuti più discussi dell’Italicum.

Cordiali saluti

Angelo Senaldi



C'è chi dice no, io dico Italicum
C’è chi dice no all’Italicum perché, antidemocratico, favorirebbe il Premier e ne potenzierebbe in modo eccessivo i poteri e la posizione.  Ma l’Italicum mantiene inalterato il potere del Presidente della Repubblica di dare l’incarico al Premier e di nominare i Ministri, oltre a confermare quello del Parlamento di votare la fiducia al Premier.
C’è chi dice no all’Italicum perché mortificherebbe la rappresentatività e con essa la possibilità che le scelte degli elettori abbiano una rappresentanza nelle più importanti sedi istituzionali.  Ma  l’Italicum fissa la soglia per entrare in Parlamento al 3%, dunque estromette solo le forze molto piccole e consente di mantenere ampia rappresentatività.
C’è chi dice no all’Italicum perché il premio a un partito e non a una coalizione penalizzerebbe la pluralità, dunque appiattirebbe la rappresentanza e la possibilità di contare, per le voci non perfettamente allineate, nel dibattito in Parlamento.  Ma  il Partito Democratico (e mi auguro che anche altri partiti vivano l’impegnativa e arricchente esperienza del Pd) presenta una notevole diversità di posizioni che genera dibattito, confronto, anche contrasti ma, al fondo, pienezza di proposta politica. Resta un principio: si porta avanti, insieme, la proposta che risulta, nel confronto democratico, maggioritaria.
C’è chi dice no all’Italicum perché non è opportuno che un partito, e non una coalizione, riceva il premio di maggioranza.  Ma  le coalizioni si sono storicamente dimostrate deboli, soggette a ricatti e menomate nella loro capacità di Governo, nella loro stessa esistenza. Governi traballanti, sempre, dall’immediato dopoguerra a oggi, ecco qualcosa che deve assolutamente cambiare.
C’è chi dice no all’Italicum perché non ammette che i partiti blocchino le liste con candidati nominati.  Ma  l’Italicum contempla sia le preferenze espresse dagli elettori che candidature scelte dal partito, il quale deve conservare un margine di decisione, peraltro previsto anche dal Mattarellum. Diversamente il partito diventa volatile, nonpartito in stile 5 Stelle.
C’è chi dice no all’Italicum perché la combinazione con la riforma costituzionale, in particolare per quanto concerne il Senato, rompe gli equilibri tra i due rami del Parlamento a favore della Camera.  Ma  il superamento del bicameralismo perfetto, troppo spesso ostacolo a un’azione efficace e al passo con la realtà, è esigenza largamente condivisa. 
Rispetto chi dice no e continuo a credere nel confronto, soprattutto nel Pd.  Ma  io dico Italicum, riforma vera e necessaria.

giovedì 23 aprile 2015

Facciamo i conti


Ricapitoliamo:
  1. 38000 euro per il controllo di una città sostanzialmente tranquilla (ma i furti nelle ville ci sono e anche di carpe!);
  2. 35000 euro per un ufficio del turismo sostanzialmente inutile;
  3. 30000 euro per il tetto del bocciodromo... quanto è indispensabile per la comunità?
  4. 6000 euro per i nuovi esercizi commerciali in centro... chi li chiederà?
  5. 3000 euro per un giornalino con la pubblicità da fuori paese

TOTALE: 112.000euro!! wow! Saran soldi spesi bene?


Serata Europa ed Euro






A questo link la presentazione completa.

Grazie a tutti i relatori ed i partecipanti!

SABATO 25 APRILE: DA ANGERA A MILANO

Come circolo del PD Locale e Angera Democratica appoggiamo fortemente la Ricorrenza del 70esimo anno del 25 Aprile.
Qui di seguito le ricorrenze che ci sentiamo di pubblicizzare:

MATTINA:AD ANGERA


  • Ore 0945:  Ritrovo in piazza Parrocchiale
  • Ore 10.00: Santa Messa in ricordo dei Caduti per la Libertà
  • Ore 11.00: Corteo da p.za Parrocchiale al monumento ai Caduti in piazzale della Vittoria
  • Ore 11.15: Scopertura della Lapide ai Caduti in Piazza Garibaldi
  • Ore 11.30: Sala Consiliare di via Cavour: saluto delle Autorità e testimonianze del sacrificio dei caduti per la Liberazione. Interverranno un rappresentate ufficiale dell'A.N.P.I. e gli studenti della Scuola Secondaria di 1° di Angera
La manifestazione sarà accompagnata dal Corpo Musicale Angerese "S. Cecilia"


PRANZO: CROTTO DEL BORGORINO (CASSANO MAGNAGO)


 
- l'iniziativa che si terrà presso il CROTTO DEL BORGORINO - VIA SANT'ANNA 12, CASSANO MAGNAGO. Il programma prevede il pranzo alle ore 12.30, alle ore 14.00 la commemorazione tenuta dal Prof. Ghiringhelli (Università Cattolica di Milano) e infine balli e musiche popolari con 'Quelli dell'husteria'. In allegato la locandina con i numeri telefonici per la prenotazione (gradita).

POMERIGGIO: A MILANO 


giovedì 16 aprile 2015

SERATA SU EUROPA ED EURO: MERCOLEDI' 22 APRILE AD ANGERA, ORE 20.45


ANGERA:


Mercoledì 22 Aprile si terrà il terzo dei cinque incontri tematici organizzato dal circolo del Partito Democratico di Angera-Ispra-Ranco, Angera Democratica e dai Giovani Democratici dei Laghi, dal titolo: "Europa ed Euro: schiavitù od opportunità di crescita e di sviluppo?".

L'incontro è aperto a tutti e si terrà in Sala Consiliare ad Angera (Piazza Garibaldi, 14) alle 20.45. I relatori saranno: Roberto Adamoli ( membro della Segreteria Provinciale PD ed esperto di temi Europei), Carlo Benetti (membro del Movimento Federalista Europeo).
Introduce e modera l'incontro Simone Franceschetto (Segretario PD Angera-Ispra-Ranco).

Dicono i relatori: "Il futuro dell'Euro e dell'Unione Europea è oggi al centro del dibattito pubblico in Italia e in Europa. Ma lo è soprattutto in virtù di una dannosa offensiva anti-Euro e anti-Europa che trova spesso sulla difensiva coloro che credono con forza nella prospettiva europea.
E' quindi di fondamentale importanza ribadire - rinnovandole alla luce dello scenario nel quale ci troviamo oggi - le ragioni dell'integrazione, che sono probabilmente ancora più forti, sul piano politico ed economico, di quanto non fossero alcuni anni fa."


Qui di seguito le altre serate rimanenti:

LEGALITA' E GIUSTIZIA (Nando Dalla Chiesa, Massimo Brugnone): Mercoledì 29 Aprile, 
 alle 20.45 c/o Sala Serra a Ispra
SANITA' E WELFARE (Alessandro Alfieri, Carlo Borghetti, Renato Soma): Giovedì 14 
Maggio, alle 20.45 c/o Sala Consiliare ad Angera