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lunedì 16 febbraio 2015

10 febbraio – Giornata per ricordare un dramma non solo Italiano

Nel 2004, il parlamento Italiano, dispone che il 10 febbraio di ogni anno, venga dedicato a “giornata del ricordo” per i morti nelle foibe e per il dramma degli esuli istriani e dalmati.
Questo orrore, operato dai partigiani slavi prima e dalle truppe di Tito poi, ha inizio dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e prosegue a fasi alterne fino alla primavera del 1947.
Nei 50 mesi intercorsi fra l’autunno del 43 e la primavera del ’47 sono stati uccise diverse migliaia di persone, in parte fascisti ma in parte anche persone innocenti, colpevoli solo di non condividere la visione socio/politica di Tito.
E’ a tutte queste ultime persone ed alle loro famiglie, che da innocenti hanno subito l’infoibamento, che va il mio profondo rispetto e sincero addolorato ricordo.
Ricordare questi fatti è sicuramente giusto, ma il ricordo deve essere completo e senza pregiudiziali ideologiche. Condannare l’orrore subito da persone innocenti, non deve dare adito ad un revisionismo storico. Non bisogna dimenticare gli orrori che l’occupazione fascista (a cui partecipò purtroppo anche l’esercito Italiano) ha inferto alle popolazioni di Jugoslavia, Albania e Grecia. Non dobbiamo dimenticare i campi di concentramento, come quello di Arbe che l’esercito italiano, al comando del generale Roatta, ha istituito e gestito imprigionando intere famiglie slovacche e causando la morte di migliaia di innocenti.
L’invasione della Slovenia e delle altre terre slave con la successiva atroce gestione dell’occupazione operata da parte delle autorità Italiane, unitamente ad un nazionalismo esasperato messo in piedi da Tito hanno contribuito a creare il clima d’odio contro gli Italiani che ha portato all’orrore delle foibe.

Stima delle  vittime slovene in 29 mesi di terrore fascista, nei 4.550 Km quadrati di territorio:
Ostaggi civili fucilati
1.500
Fucilati sul posto
2.500
Deceduti per sevizie
84
Torturati e arsi vivi
103
Uomini, donne e bambini morti nei campi di concentramento
7.000
Totale
11.187


A titolo informativo, quale approfondimento inerente quanto sopra indicato, consiglio:
-        Visione filmato presente al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=z0EkUlgHAe4
-        Lettura stralcio, a seguito riportato, della circolare 3C emanata dal Gen. Roatta


-        R I S E R V A T O
-        COMANDO SUPERIORE FF.AA. “SLOVENIA E DALMAZIA”
( 2^  ARMATA )

C  I  R  C  O  L  A  R  E    N.  3   C
-        Distribuzione estesa sino ai comandanti di battaglione e reparto o ente corrispondente
-        1° dicembre 1942-XXI°

I  N  D  I  C  E

OMISSIS

-        PUNTO VI°  :   ALLE OFFESE DELL'AVVERSARIO SI DEVE REAGIRE PRONTAMENTE E NELLA FORMA PIU' DECISA E MASSICCIA POSSIBILE
-  Il trattamento da fare ai partigiani non deve essere sintetizzato dalla formula: "dente per dente" ma bensì da quella "testa per dente".

-        CAPITOLO II°
-        MISURE PRECAUZIONALI NEI CONFRONTI DELLA POPOLAZIONE
-        15 - Quando necessario agli effetti del mantenimento dell'O.P. e delle operazioni, i Comandi di G.U. possono provvedere:
-        a)  - ad internare, a titolo protettivo, precauzionale o repressivo, famiglie, categorie di individui della città o campagna, e, se occorre, intere popolazioni di villaggi e zone rurali;
-        b)  - a “fermare” ostaggi tratti ordinariamente dalla parte sospetta della popolazione, e, - se giudicato opportuno - anche dal suo complesso, compresi i ceti più elevati;
-        c)  - a considerare corresponsabili dei sabotaggi, in genere, gli abitanti di case prossime al luogo in cui essi vengono compiuti.
-        16 -  Gli ostaggi di cui in b) possono essere chiamati a rispondere, colla loro víta, di aggressioni proditorie a militari e funzionari italiani, nella località da cui sono tratti, nel caso che non vengono identificati - entro ragionevole lasso di tempo, volta a volta fissato - i colpevoli.
-        -  Gli abitanti di cui in c), qualora non siano identificati - come detto sopra - i sabotatori, possono essere internati a titolo repressivo; in questo caso il loro bestiame viene confiscato e le loro case vengono distrutte.
   
P  A  R  T  E     Q  U  I  N  T  A
-         
-        TRATTAMENTO DA USARE ALLE POPOLAZIONI ED AI PARTIGIANI NEL CORSO DELLE OPERAZIONI.
-        251 - Il trattamento da usare alle popolazioni nelle circostanze comuni. è regolato dalle disposizioni di cui alla Parte II della presente circolare.
-        252 - Nel corso delle operazioni si applicano in più, le regole seguenti:
-        - gli individui trovati nella zona dove si è svolto o si svolge il combattimento, e non abitanti nella stessa (fatto che lascia presumere che siano al seguito dei partigiani),vengono arrestati, sottoposti ad indagini, e trattati a seconda del risultato di esse;
-        - lo stesso trattamento viene usato verso gli individui sospetti di favoreggiamento ai partigiani, siano essi abitanti, o meno, della zona di cui trattasi.
-        253 - In casi particolari (grandi operazioni - ecc.) i comandi di C.d'A. possono integrare - se necessario - le norme ordinarie, a quelle di cui sopra, con altro, che vengono, per lo più, notificate a mezzo di "ordinanze".
-        EDIFICI E VILLAGGI
-        254 - All'infuori del caso previsto dal n.16, nel corso delle operazioni vengono distrutti gli edifici dai quali partono offese alla nostre truppe, e quelli in cui si rinvengono deposití di armi, munizioni ed esplosivi.
-        - Alla distruzione di interi villaggi si procede solo nel caso che l'intera popolazione o la massima parte di essa, abbia combattuto materialmente contro le nostre truppe, dall'interno dei villaggi stessi, e durante le operazioni in quel dato momento in atto.
-        255 - ln casi particolari (grandi operazioni - ecc.) i comandi di C.d'A. possono integrare - se necessario - le norme di cui sopra con altre, che vengono, per lo più, notificate a mezzo di "ordínanze".
-        256 - I campi (logor), baracche ed apprestamenti dei partigiani vengono sempre distrutti, tranne nel caso che possano servire alle nostre truppe.
-        257 - (E' inteso che si parla qui (N.254-256) di distruzione metodiche ed intenzionali,. e non di danneggiamento e distruzione causati dall'impiego operativo dei mezzi di offesa terrestri ed aerei, per il quale non esiste altra norma che la necessità bellica contingente).
-         
-        B E N I.
-        258 - Nel corso delle operazioni viene praticata la confisca (non per iniziativa individuale, ma per disposizione dei comandi responsabili) dei viveri, foraggi e bestiame esistenti negli edifici e villaggi distrutti per le ragioni di cui sopra.
-        259 - Nelle abitazioni e villaggi trovati sgomberi, e nelle campagne immediatamente adiacenti, vengono confiscati i viveri, foraggi ed il bestiame (per disposizione, s'intende dei comandi responsabili), nel caso gli abitanti risultino definitivamente partiti, o, molto lontani, o quando - a parte tali circostanze - si debba ritenere che detti viveri, ecc. possano appartenere alle formazioni partigiane, o cadere, se da noi abbandonati - nelle loro mani.
-        260 - Quanto confiscato viene versato alla Sussistenza, meno ciò che sia indispensabile alla vita immediata dei reparti operanti nella zona.
-        261 - Il saccheggio delle abitazioni, comprese quelle da distruggere, deve essere impedito con misure preventive e, se occorre, con repressioni draconiane.
-        P A R T I G I A N I.
-        263 - Il trattamento da usare verso i partigiani cattturatí colle armi alla mano, ai partigiani feriti, ai partigiani che si arrendono e verso gli individui catturati od incontrati in condizioni e circostanze tali da far ritenere per certo che si tratti di partigiani in momentaneo atteggiamento pacifico, è regolato da ordini a parte, di valore permanente, o da disposizioni speciali, di valore contingente, per lo più notificate a mezzo di “ordinanze”.
-         
-        A  V  V  E  R  T  E  N  Z  A
-        264 - Nel trattamento da usare verso le popolazioni, gli edifici,  villaggi e beni, e verso i partigiani, è assolutamente necessario di attenersi alle norme permanenti o contingenti in vigore.
-        - Inasprimenti alle medesime, praticati senza un'assoluta necessità (atti di ostilità armata - tentativi di fuga), sarebbero indegni delle nostre tradizioni di umanità e di giustizia, e costituirebbero altresì - nei riflessi delle popolazioni - un'arma a "doppio taglio".
-         
-        IL GENERALE COMANDANTE DESIGNATO D'ARMATA
                    F.to (Mario Roatta)  


-        Fonte: Fondo Gasparotto b. 10, fasc. 38, presso archivio Fondazione ISEC (Istituto per la Storia dell'Età Contemporanea), Sesto S.Giovanni (Mi).

8 commenti:

  1. Almeno fare le somme giuste no? Nella tabellina i conti non tornano

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    1. Giusto Matematico, fa 11187 e non 13087. Chiedo scusa per l'errore!
      Cordialmente
      Giorgio Broggi

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  2. Gentile Rosa del Bosforo conosce il campo di concentramento di Gonars?
    http://it.ask.com/youtube?q=Campo+di+concentramento+di+gonars&v=UuqdGM-0-CM&qsrc=472

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  3. LA ROSA DEL BOSFORO18 febbraio 2015 11:19

    Ho letto di questo campo, bruttissima pagina della nostra Storia, e dunque? Non devo per questo ricordare e piangere le FOIBE?

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    1. LA ROSA DEL BOSFORO18 febbraio 2015 11:20

      Qualche anno fa nella biblioteca della Caserma dove facevo il militare ho potuto leggere i resoconti della WWII tra l'altro anche dei fatti in Istria, Fiume, Dalmazia e anche dei campi di prigionia ivi costruiti. Peccato che quei libri non sono editi al pubblico. Ma vorrei anche ricordare che in quella Guerra l'Umanità ha raggiunto i più grandi livelli di abiezione, campi di sterminio tedeschi, campi di concentramento in Russia dove sembra siano morti il triplo delle persone che in quelli tedeschi, i nostri, fortunatamente pochi, ma anche i Giapponesi ne hanno avuto a pacchi, e anche i salvatori Americani hanno avuto i loro campi per i loro concittadini che avevano la colpa di avere gli occhi a mandorla. E sa cosa le dico? Che è un peccato che i nostri figli conoscono meglio Giulio Cesare e Annibale piuttosto che Matteotti e Mussolini, che conoscono meglio le guerre Napoleoniche piuttosto che la WWII perché i programmi non arrivano mai a quel punto, forse nemmeno maestri e professori saprebbero dare risposte su questo. Peccato Insomma i nostri figli o nipoti non sanno se non a grandi linee come si è formata l'Europa e l'Italia nel secolo appena passato. Io sono dell'idea che qualsiasi violenza sia da combattere dovunque arrivi, ma che tutto debba essere ricordato per non ricaderci. Lei sa che il mese scorso è caduto il centenario dell'Eccidio degli Armeni in Turchia, Siria e Iraq? Un'altra cosa cancellata dalla memoria, purtroppo.

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    2. Non dico di non ricordare i martiri delle foibe, ci mancarebbe.
      Sono piuttosto dell'avviso che le notizie non vadano strumentalizzate come purtroppo accade in occasione della giornata del ricordo.
      Se per ricordare le foibe si accettano anche i nazifascisti proprio non ci siamo.

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  4. Colgo l'occasione per sottolineare ancora una volta che siamo aperti al contributo di tutti, in particolare su questi argomenti. Noi abbiamo poco tempo e sicuramente limitate conoscenze in materia. Quindi, se chi ha conoscenze al riguardo vuole proporre suoi testi o segnalare del materiale, ricordare delle ricorrenze, noi pubblicheremo tutto volentieri (a patto che non ci siano delle evidenti falsificazioni o faziosità, ovvio!).
    Grazie!

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  5. Potete fornire il vostro contributo anche sul mio blog di cambiangera.it...oppure sarebbe cosa buona che il blog di Angera Democratica ed il mio si fondessero in uno unico...con una comunione d'intenti per la città di Angera!
    Il paladino

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