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giovedì 6 novembre 2014

I Timori indicati da Anonimo il 05/11 ore 23,42

Buongiorno Anonimo,
Se il nome posto a firma del commento non è opera di qualche burlone e quindi, il commento è opera del ns. Sindaco, scoprendo che anche lui è fra i lettori del ns. blog , voglio esprimere il mio compiacimento.
Detto questo, sebbene penso che Alessandro, con la sua risposta, sia stato già esauriente nello spiegare che “Anonimo” sta prendendo un abbaglio, mi permetto di aggiungere alcune ulteriori precisazioni tecniche.
Nel suo commento, lei Anonimo, appare preoccupato per diversi motivi quali: la sicurezza della popolazione; il rispetto delle Leggi vigenti in materia di inquinamento luminoso; evitare lo sperpero di denaro pubblico. Nel renderle merito per queste sue “preoccupazioni” voglio cogliere l’occasione per cercare di tranquillizzarla e vista l’ora in cui ha scritto il commento, farle dormire, per così dire, “sonni tranquilli”.
Di seguito, per punti distinti, provo ad indicare perché i suoi sono timori infondati.
Sicurezza
Dal punto di vista della sicurezza partiamo col dire che gli impianti elettrici devono essere realizzati a “regola d’arte” (Legge n. 186 del 01/03/1968). La stessa Legge, che introduce il concetto di “regola d’arte” , indica come un esempio di regola d’arte le Norme CEI. Per gli impianti in bassa tensione (fino a 1000V in corrente alternata e fino a 1500V in corrente continua) il Comitato Elettrotecnico Italiano ha emesso la Norma CEI64/8, armonizzata sia in sede Europea (HD 384 e HD 60364) sia in sede Internazionale (IEC 60364). Tale Norma fra l’altro si preoccupa di indicare le prescrizioni riguardanti il progetto, la messa in opera e la verifica degli impianti elettrici aventi lo scopo di assicurare sicurezza ed un funzionamento adatto all’uso previsto. Per quanto riguarda la sicurezza ed il funzionamento la Norma s.i. individua 7 macro tipi di protezione. Due dei 7 sono dedicati alla protezione delle persone e precisamente : “protezione contro i contatti diretti” e “protezione contro i contatti indiretti”.
Per quanto riguarda i contatti diretti le persone devono essere protette contro i pericoli che possono derivare dal contatto con parti attive dell’impianto. Tale protezione, ad esempio, si può ottenere frapponendo barriere isolanti.
Per quanto riguarda i contatti indiretti le persone devono essere protette contro i pericoli che possono derivare dal contatto, in caso di guasto che provochi la mancanza di isolamento (esempio: infiltrazioni d’acqua), con masse (apparecchiature e/o impianti elettrici). Tale protezione, ad esempio, si può ottenere installando nell’impianto interruttori “differenziali”, in grado di interrompere automaticamente il circuito, in un tempo determinato, in caso di un guasto in grado di provocare attraverso il corpo umano una corrente almeno uguale a quella ritenuta pericolosa per il corpo umano.
Gli altri 5 tipi di protezione riguardano principalmente le parti dell’impianto e solo indirettamente le persone. In questo mio approfondimento tralascerò quest’ultime in quanto mi è parso di capire che non sono la causa delle preoccupazioni.
Alla luce di quanto sopra indicato prendiamo ora in esame un impianto tipo di illuminazione esterna realizzato con corpi illuminanti di tipo radente e/o incassati nel terreno.
Le parti principali di tale impianto sono:
1)      Quadro elettrico di protezione e comando, utile al contenimento di tutte le apparecchiature di protezione controllo e comando delle varie linee e apparecchiature elettriche da esso derivate.
2)      Dorsali di distribuzione principali
3)      Derivazioni dalle dorsali principali per alimentazione dei corpi illuminanti
4)      Corpi illuminanti.
Per quanto riguarda il quadro elettrico, se costruito secondo la Normativa vigente, non vi sono particolari problemi. Oltremodo lo stesso, di solito, viene posto in un luogo non raggiungibile dal pubblico e viene “manovrato” da una persona abilitata (tecnico) e/o addestrata.
Le dorsali principali sono realizzate in cavo posto entro tubazioni interrate, intercalate da pozzetti di ispezione e/o rompi tratta. I cavi ammessi per questo tipo di posa e utilizzati nella stragrande maggioranza dei casi sono anche adatti per la posa direttamente interrata o ad immersione. E’ quindi evidente che anche loro, come d'altronde il quadro elettrico, non costituiscono, nelle condizioni di utilizzo ragionevolmente previste,  un pericolo per il pubblico.
Resta ora da analizzare le due parti di impianto che potrebbero destare qualche problema, ossia le derivazioni dalle dorsali e i corpi illuminati. In entrambi i casi, queste due parti di impianto, se realizzate e installate a regola d’arte (quindi in linea con il dettato legislativo), sono da ritenersi estremamente affidabili e sicure.
Un modo per eseguire le giunzioni interrate (derivazioni) a “regola d’arte” è mediante l’utilizzo di opportune “muffole” (contenitori completi di morsetti riempiti di resina termo-indurente).
Nel caso in cui, i corpi illuminanti si trovino ad essere installati in luoghi con pericoli di ristagni d’acqua (anche prolungati nel tempo) e quindi corrano il pericolo di essere sommersi, devono essere fabbricati per sopportare tale evento, quindi devono essere certificati dal costruttore degli stessi con un grado di protezione minimo pari ad IP68 (vedasi link inserito nella risposta di Alessandro).
Faccio inoltre notare che a protezione di un eventuale perdita di isolamento dell’impianto, a monte delle delle linee di distribuzione e quindi delle giunzioni e dei corpi illuminanti, sul quadro elettrico vengono installati gli interruttori differenziali, i quali superando la soglia di corrente a cui sono tarati, interrompono l’erogazione dell’energia elettrica.
Perché tutto quanto sopra descritto, rimanga inalterato nel tempo, come per tutti gli impianti, si deve procedere ad una manutenzione/verifica periodica utile a verificare l’integrità ed il buon funzionamento di tutti i componenti.
Un impianto realizzato come s.i. si può quindi definire a “regola d’arte” e indicare come sicuro sia secondo le norme CEI sia secondo la Legge Italiana.
Analizzato un impianto tipo vediamo ora quanto PROGETTATO per la ns. passeggiata a lago
Essenzialmente, avendo cura di installare corpi illuminati con grado di protezione IP68 (i corpi illuminanti previsti o ad essi assimilabili sono indicati IP67 ma possono essere acquistati con grado di protezione IP68), il progetto stilato risulta in linea con l’impianto tipo sopra descritto.
Inoltre, essendo tale progetto realizzato, timbrato e firmato da un tecnico iscritto nell’albo, (ricordo che il progettista è responsabile penalmente e civilmente del proprio operato), a meno di controprove, il progetto è da ritenersi conforme alla Normative e alla Legislazione vigente.
Inquinamento luminoso
Gli amministratori della ns. regione, il 27/03/2000 hanno emesso la Legge regionale n. 17 “Misure urgenti in tema di risparmio energetico ad uso di illuminazione esterna e di lotta all’inquinamento luminoso”, tale Legge il 21/12/2004 è stata modificata/integrata dalla Legge Regionale n. 38 “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale del 27 marzo 2000 n.17 (Misure urgenti in materia di risparmio energetico ad uso illuminazione esterna e di lotta all'inquinamento luminoso) ed ulteriori disposizioni”.
Come tali Leggi i legislatori regionali hanno inteso ottenere le seguenti finalità:
1)   la riduzione dell’inquinamento luminoso ed ottico sul territorio regionale attraverso il miglioramento delle caratteristiche costruttive e dell’efficienza degli apparecchi, l’impiego di lampade a ridotto consumo ed elevate prestazioni illuminotecniche e l’introduzione di accorgimenti antiabbagliamento;
2)  la razionalizzazione dei consumi energetici negli apparecchi di illuminazione, in particolare da esterno, l’ottimizzazione dei costi di esercizio e di manutenzione degli stessi;
3)    la riduzione dell’affaticamento visivo e il miglioramento della sicurezza per la circolazione stradale;
4)  la tutela delle attività di ricerca scientifica e divulgativa degli osservatori astronomici ed astrofisici, professionali e non, di rilevanza nazionale, regionale o provinciale e di altri osservatori individuati dalla Regione;
5)  la conservazione e la tutela degli equilibri ecologici sia all’interno che all’esterno delle aree naturali protette.”.
Per raggiungere le finalità di cui sopra fra gli altri, hanno indicato che i corpi illuminanti devono emettere verso l’alto un flusso luminoso prossimo allo 0. Questa disposizione, unitamente alle altre contenute nella LR 17/2000, hanno fatto si che tale legge risulti essere la più restrittiva fra le analoghe presenti sul territorio Nazionale.
In parziale deroga a quanto sopra esposto, la Legge stessa, all’articolo 9 comma b, indica che per ciascun impianto è ammesso disperdere verso l’alto un max di 2250 Lumen complessivi e 1500 max per corpo illuminante.
Secondo quanto sopra descritto appare chiaro che rispettando tali vincoli, è consentito utilizzare dei corpi illuminanti che emettano parte o tutto il loro flusso luminoso verso l’alto.
Il progetto stilato per la passeggiata a lago prevede l’installazione di 41 corpi illuminanti che complessivamente disperdono verso l’alto 917 Lumen. Anche in questo caso appare chiaro che, pur rispettando il dettato legislativo, ci si può permettere “disperdere” verso l’alto ancora circa 1580 Lumen. In termini pratici questo dato consente ad esempio di ottenere effetti luminosi sulla chioma di qualche albero a baso fusto installano alla base i corpi illuminanti da incasso.
Inoltre, con questo tipo di illuminazione, a differenza dell’illuminazione posta su palo, si evita di disperdere luce anche all’interno dei canneti presenti in prossimità della riva, conservando gli equilibri ecologici come indicato al punto 5 delle finalità della Legge Regionale.

Sperpero di denaro pubblico
Sperperare del denaro lo ritengo sempre sbagliato, a maggior ragione quando si sperpera del denaro che la comunità ci ha dato in gestione.
Fermo restando i principi di cui sopra, bisogna capire cosa si intende per sperperare o meglio quando si finisce nello sperperare e quando invece si spende di più a fronte però di un risultato migliore.

Di solito, personalmente, nei casi in cui mi trovo a gestire denaro per me stesso o per l’azienda in cui lavoro, prima di spendere, mi chiedo se realmente mi interessa quello che mi sto apprestando ad acquistare. Se la risposta è si, cerco di acquistare, nei limiti concessi dal mio portafoglio, ciò che reputo più conveniente in generale e non solo ciò che costa meno. Se invece mi accorgo che il mio è per così dire “un falso bisogno” opto per il risparmio assoluto, ovvero non acquisto l’oggetto o non eseguo il lavoro.

7 commenti:

  1. Grazie Giorgio, molto chiaro!
    Effettivamente è interessante notare come sia la soluzione a lampade 'basse' quella meno 'invasiva' e quindi maggiormente coerente con la legge sull'inquinamento luminoso perchè ha un minor impatto sugli habitat naturali (i canneti e dunque tutte le specie che vi nidificano).

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  2. Giorgio sarà anche stato molto chiaro...... ma per chi ha avuto il buon tempo di leggere tutto.

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  3. Caro annoiato nessuno è obbligato a farlo. Quindi chi lo ritiene puo tranquillamente dedicare il suo buon tempo ad altro.
    Cordialmente
    Broggi Giorgio

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    1. Classico, è un classico che sentirsi offeso fa perdere di vista quello che tra le righe qualcuno ( a torto o a ragione) vuole farti notare. Il mio poteva essere un umile consiglio. Prova a a fare una ricerca su quante persone hanno iniziato a leggere il commento e sono arrivate in fondo capendoci qualche cosa.

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    2. Buongiorno Annoiato,
      premetto che io non mi son sentito in nessun modo offeso.
      Sono pienamente consapevole che il post è davvero lungo e può annoiare le persone, specialmente se divulgato con un mezzo, il web, che per sua natura è veloce ed è la patria dei "Twitter", un mezzo quindo, dove i fruitori si aspettano di trovarvi contenuti dinamici e veloci da consultare.
      Nel mio post ho solo cercato di spiegare, che le obbiezioni sollevate da un lettore (Anonimo del 05/11 ore 23,42) erano infondate. Per farlo ho cercato di spiegare nel modo più chiaro possibile, anche ai non addetti ai lavori, il perchè.
      Visto il risultato devo ammettere che la dote di sintesi non mi appartiene.
      Se, provando a leggere il post, qualche d'uno si è annoiato, chiedo scusa rammaricandomi di non aver centrato il mio obbiettivo.
      Se invece, qualche d'uno, avendo avuto la pazienza di leggere tutto, è riuscito a schiarirsi un pochino le idee, mi permetta di dire che ne sono felice, avendo in tal modo colpito nel segno.
      Cordialmente
      Broggi Giorgio

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  4. "la tutela delle attività di ricerca scientifica e divulgativa degli osservatori astronomici ed astrofisici, professionali e non, di rilevanza nazionale, regionale o provinciale e di altri osservatori individuati dalla Regione"
    MI VIENE DA RIDERE SE DOBBIAMO RAGIONARE SULLA SALVAGUARDIA DEGLI OSSERVATORI ASTRONOMICI. STIAMO PARLANDO DI ILLUMINARE CON QUALCHE DECINA DI LAMPADE UN MARCIAPIEDI DI UN CENTINAIO DI METRI, POCO DI PIÙ POCO DI MENO DI QUALSIASI VIALETTO DI QUALSIASI PAESE. QUANDO POI BASTA GUARDARE A SUD E VEDERE LA LUMINCESCENZA DELL'AEROPORTO CHE SI SPANDE PER CHILOMETRI E CHILOMETRI. QUELLA SÌ CHE DARÀ FASTIDIO ALL'OSSERVATORIO DI CAMPO DEI FIORI MICA IL NOSTRO MARCIAPIEDI. SIAMO SERI RAGAZZI

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    1. Buongiorno "Anonimo",
      devo dire che quando si parla di Leggi, io cerco sempre di essere serio e sostengo che le Leggi belle o brutte che siano, vanno rispettate.
      Detto questo, sono d'accordo con Lei che vi sono un sacco di controsensi e di storture. Ad esempio basta attraversare il lago, pochi km, per trovare un altra storia. Di controsensi, come quello precedende, ne potrei citare a decine, però fin tanto che la L. R. 17/2000 e successive varianti, è in vigore la Legge è quella e a quella dobbiamo attenerci.
      Cordialmente
      Broggi Giorgio

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