Idee e notizie per Angera 2015 ed oltre. Insieme ad ABC - Angera Bene Comune

domenica 30 novembre 2014

I Valori della Resistenza: Libertà e Democrazia

Qualche foto dell'incontro tenutosi a Sesto Calende, per ricordare ed attualizzare i valori della Resistenza e protestare contro la decisione della giunta comunale di cancellare il murales che ricordava il 25 aprile.

Impressionante la testimonianza del Prof. Franco Bellingeri, già Preside della Scuola Media di Sesto e dell'Istituto Comprensivo, che ha fatto un intervento lucidissimo e molto critico nei confronti dell'amministrazione comunale nonostante le gravi difficoltà causategli dalla malattia che lo ha colpito.


L'incontro si apre con un canto partigiano

Mauro Begozzi - Casa della Resistenza di Verbania

L'intervento del Prof. Bellingeri

Il neo-segretario del PD di Sesto Manuela Zambenedetti legge una poesia a conclusione dell'incontro.

Sesto Calende, 29/11/2014

sabato 29 novembre 2014

Manifestazione antifascista - ANPI

Facciamo nostro il messaggio dell'ANPI provinciale:

"ANPI Provinciale invita tutte le istituzioni a vigilare affinchè atti infamanti di questo stampo fascista (come quelli recenti del San Martino di Duno, ndr) non debbano più accadere."


 






Varese, 29/11/2014

martedì 25 novembre 2014

Manifestazione e corteo antifascista

Diamo volentieri la notizia che l'ANPI provinciale per sabato 29 novembre alle ore 10.00, organizza a Varese una manifestazione antifascista alla quale sono invitati tutti i cittadini.
Il corteo partirà dal palazzo Municipale di Varese

Consiglio comunale - Alcuni punti in evidenza

Questa sera (25/11) Consiglio Comunale.

I punti che vogliamo evidenziare:
  • Assestamento di bilancio. Alcune variazioni significative tra spese ed entrate (per la verità, non tutte chiarissime per ora);
  • Regolamento attività commerciali: la prima bozza ha parecchie criticità a nostro avviso, vedremo se la versione rivista in sede di commissione istituzionale ha introdotto delle modifiche significative;
  • Interrogazioni presentate da ABC per conoscere:
    1. lo stato di fatto della sede della Motonautica Angerese, e conoscere quali siano le volontà dell'amministrazione a riguardo (pdf);
    2. problematiche e le scelte fatte riguardo l'illuminazioni sponda lacuale, a seguito di quanto detto in sede di assemblea pubblica (pdf);
    3. monitoraggio delle problematiche della struttura del nuovo asilo, a seguito delle ingenti piogge delle scorse settimane ed esondazione del lago (pdf).

mercoledì 19 novembre 2014

Servizio idrico: autolettura del contatore.

Nell'attesa di ascoltare le spiegazioni dei nostri Amministratori sul disastro della strada per Capronno, sistemata a luglio e già inutilizzabile, ci permettiamo di sollevare un nuovo argomento di discussione.

Era una bella serata di giugno e come ogni prima del Consiglio Comunale  che si rispetti, la sala era gremita di cittadini, curiosi, simpatizzanti. Tutti ansiosi di fare la conoscenza con i nuovi amministratori.

Una delle prime dichiarazioni che faceva il nostro Sig. Sindaco è stata:

"Dobbiamo abolire questo senso  di oppressione che si avverte dalla macchina comunale e fare in modo che sia invece la macchina comunale ad andare in contro alle persone"

Il Sindaco proseguiva annunciando l’intenzione di eliminare la multa di € 45 nei confronti di quei cittadini che si dimenticano di comunicare l’auto-lettura del contatore dell’acqua.
Dopo questo annuncio e la successiva campagna di lettura straordinaria di controllo a tappeto  dei contatori effettuata da lavoratori disoccupati, pagati con voucher (iniziativa lodevole, peraltro, quella di usare i voucher per alleviare un pochino delle situazioni di disagio), è di questi giorni il ricevimento da parte di tutti noi cittadini del bollettino di pagamento dell’acqua relativo ai consumi del primo trimestre.
A parte la sorpresa che alle tariffe è stato applicato il moltiplicatore TETA previsto dalla autorità dell’energia gas e sistema idrico, con grande sorpresa si trova un bel bigliettino scritto a caratteri ben leggibili che recita:


Si è evidentemente continuato lungo la strada usata in passato. A nostro avviso invece sarebbe stato più proficuo e meno vessatorio che l'avviso:
  • Richiamasse i cittadini a un senso civico di appartenenza al Comune, ricordando loro (gentilmente!) di inviare la lettura del proprio contatore all’ufficio Tributi attraverso lo spazio sul bollettino;
  • Specificasse che la sanzione sarà applicata SOLO dopo la seconda mancata lettura;
  • Proponesse ai cittadini in difficoltà nella lettura (anziani, disabili, ecc) il servizio lettura gratuito, su loro espressa e motivata richiesta, da parte del personale del Comune stesso.
Ma per far questo sarebbe stato necessario modificare il Regolamento acquedotto, in particolare all'art. 19. Evidentemente, le priorità della maggioranza erano altre. Bene. Speriamo che alla prossima bolletta queste nostre proposte vengano recepite. Noi ci impegnamo a promuovere la modifica del Regolamento Acquedotto in questo senso attraverso i Consiglieri Comunali di ABC Angera Bene Comune.

Con spirito propositivo, 
Angera Democratica

Le opportunità della green economy

Segnaliamo l'articolo apparso su Varesenews:


martedì 18 novembre 2014

Colpa di... Alfredo?


La strada per Capronno è da alcuni giorni chiusa (ord. 127 del 13/11/2014, qui sopra) a causa di un profondo (anche 20cm e più in alcuni punti) cedimento della sede stradale in corrispondenza dei lavori fatti a giugno/luglio (2014!) per sistemare e completare la fogna.

Di chi è la responsabilità in questo caso? non certo delle passate amministrazioni crediamo, visto che questi lavori sono stati fatti di recente (Compimento ed integrazione ai lavori per la fogna a Capronno).

Evidentemente le forti piogge di questi ultimi giorni sono le responsabili ultime, ma molto probabilmente si tratta di un lavoro non fatto a regola d'arte. Chiediamo quindi
  • Quali sono le cause?
  • Chi pagherà la sistemazione? 
  • Chi non ha vigilato che il lavoro venisse completato a dovere? 
  • Come mai la popolazione fino ad oggi (h 9:30 del 18/11/2014) non è stata informata attraverso il sito istituzionale del comune di non passare da quella strada?
Qualche foto che rende l'idea (click per ingrandire)... lavori completati a LUGLIO 2014:





Apparentemente deve esserci stata una perdita d'acqua da sotto il manto stradale (tubi, quelli appena posati?), perchè il manto stesso sembra privo di fessure o crepe da cui l'acqua si possa essere infiltrata. Le crepe che ci vedono nelle foto sono il risultato del cedimento, almeno all'apparenza.

lunedì 17 novembre 2014

GREEN ECONOMY - OPPORTUNITA' IN TEMPO DI CRISI


Siamo lieti di comunicare che Venerdi 21 novembre, alle ore 21.00 presso la sala Consiliare del comune di Angera, si terrà un dibattito, aperto al pubblico, sul tema della green economy e sulle opportunità, in termini di lavoro e salvaguardia dell'ambiente, attuali e future ad essa collegate.

A tale evento, organizzato dai circoli PD di: Besozzo-Sangiano; Brebbia-Bregano-Malgesso; Cocquio Trevisago; Comerio-Barasso-Luvinate-Casciago; Gavirate-Bardello; Gemonio-Azzio-Orino; Ispra-Angera-Ranco; Monvalle-Leggiuno-Caravate; Travedona Monate e dai Giovani Democratici dei Laghi, parteciperanno in qualità di relatrici: On. Maria Chiara Gadda; Europarlamentare Renata Briano
Interverranno inoltre Agenda21Laghi; Amministratori e Associazioni locali.

Continuano le provocazioni di stampo nazi-fascista

Continuano imperterriti gli atti criminali di stampo nazi-fascista. Questa volta la barbarie si è abbattuta sui luoghi della memoria partigiana siti nel Parco Nazionale della Val Grande.
Tutto questo a pochi km e a pochi giorni dalla profanazione del sacrario Partigiano del San Martino e dalle scritte intimidatorie lasciate sui muri della sede del Circolo PD di Castellanza.
Nell'esternare a nome di Angera Democratica tutta, il profondo senso di rabbia voglio nuovamente porgere sia ai parenti dei partigiani caduti, sia all'ANPI, sia all'Italia democratica tutta la nostra solidarietà, auspicando che le forze dell'ordine moltiplichino gli sforzi fin qui fatti e riescano quindi a porre fine a tali gesti ignobili.

Di seguito il comunicato ufficiale di condanna emesso dal Parco Nazionale della Val Grande



Comunicato di condanna per quanto verificatosi all'Alpe Fornà
Il Parco Nazionale Val Grande fa suo il comunicato stampa che segue, condividendo la condanna per quanto accaduto all'alpe Fornà.
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La FIAP Lombarda e l’ANPPIA Federazione di Milano condannano con fermezza l’atto di teppismo neofascista avvenuto all’Alpe Fornà , in alta Valle Cannobina (Parco Valgrande), che fa seguito nel giro di pochi giorni alla profanazione del Sacrario partigiano di San Martino a Varese.
L’attacco al bivacco è un altro  grande sfregio alla memoria partigiana in quanto il sito era intitolato al partigiano Ubaldo Cavallasco detto “Cucciolo” e ai suoi compagni “Barbisa, Pignatta, Rino, Brambilla, Brambillino, Motta”.
Sono state distrutte anche le lapidi che ricordano il comandante Armando Calzavara “Arca” e i partigiani della Brigata Cesare Battisti di cui faceva parte Gianfranco Mauceri “Brambillino”, Andrea Bottigelli, Ubaldo Cavallasca, Antonio Motta, Giudo Orlandi, Bruno Raimondi, Italo Visco e Rino “il Veneto”.
Non è più tollerabile che gesti così marcatamente rozzi e di stampo neofascista e neonazista possano avvenire senza un minimo di controllo da parte delle forze dell’ordine in una zona dove grande è stato  il martirio dei nostri partigiani impegnati duramente nella lotta armata contro l’invasore nazista e il suo complice italiano, cioè il fascismo.

PN Val Grande News: le notizie in diretta dal Parco Nazionale Val Grande
Per iscrizioni e cancellazioni
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Per informazioni:
 info@parcovalgrande.it - Tel. 0324/87540

sabato 15 novembre 2014

Qualche chiarimento

Riteniamo opportuno chiarire qualche concetto che forse agli amici di A come Angera sfugge, e cioè
  1. Dire che il costo dell'intervento e di riqualificazione della riva è 400.000euro è dare un'informazione parziale. Infatti, benchè la cifra sia corretta, si omettono una parte di informazioni. Cioè che si tratta di un progetto di due anni, cofinanziato al 50% dal demanio. Per il comune, una spesa di 100.000eur/anno. Sempre un bel mucchio di soldi, sia chiaro, e che la coperta sia corta non lo mette in dubbio nessuno.
  2. Nessuno nemmeno mette in dubbio che il terrapieno sia franato a seguito delle condizioni meteo eccezionali. Quello che si vuole far notare è la superficialità con cui si era rimandato in toto il progetto di riqualificazione a data da definire, SAPENDO che la riva aveva delle problematiche di stabilità;
  3. A nostro avviso, amministratori avveduti avrebbero agito facendo un censimento delle problematiche legate alla stabilità della riva (magari esiste gia' tale censimento, redatto in concomitanza con la stesura dell'intervento), e sarebbero intervenuti puntualmente sistemando o quantomeno tamponando le situazioni più critiche. Questa a nostro avviso è la regola del buon padre di famiglia, quando non ci sono disponibilità finanziarie sufficienti a coprire tutte le opere che sarebbero da fare. Chiaramente, questo lavoro di analisi avrebbe richiesto un certo impegno, che forse il sindaco-assessore non era in grado di condurre per mancanza di tempo ed energie.
  4. Se per la frana di via per Ranco è vero che la nuova amministrazione aveva avuto ancora poco tempo per analizzare le problematiche, essendosi insediata da poco (anche se quello era un dei problemi più scottanti e dunque sarebbe stato il caso di analizzarlo in maniera urgente e dettagliata), questo alibi oggi non esiste più. D'altra parte non si possono certo risolvere in 6 mesi problemi legati ad anni di incuria del territorio, quindi bisogna stabilire delle priorità.
Per concludere, facciamo notare come non si voglia fare polemica strumentale in tutte le occasioni, ma piuttosto evidenziare come si potrebbe agire in maniera diversa e a nostro modo di vedere più profiqua per Angera. In questa occasione vogliamo evidenziare come, a nostro avviso, l'Amministrazione non mostri una adeguata capacità di analisi per stabilire le priorità e programmare gli interventi.

Crediamo questo sia il ruolo delle forze di minoranza, che siedano in Consiglio Comunale o meno.Tutto questo detto in uno spirito di critica costruttiva e mai volta a denigrare le persone in quanto tali.

venerdì 14 novembre 2014

Come vengono decise le priorità?

Purtroppo le recenti piogge ed esondazione del lago hanno causato la frana di un tratto del terrapieno di fronte alla pizzeria Damino, in viale Pietro Martire.

Cosa è appena (il 20/10/2014) stato deciso in giunta? Di DIFFERIRE dei lavori di RISANAMENTO E CONSOLIDAMENTO della sponda lacuale IN VIALE PIETRO MARTIRE (qui la delibera), di cui esiste un progetto esecutivo finanziato al 50% dall'Autorità di Bacino (demanio).

Da questa decisione si intuisce che la giunta riteneva non urgente procedere con i lavori, in quanto non c'erano pericoli immediati. Eh già...

Ancora una volta, come nel caso della via per Ranco, in cui si era seguito un simile percorso (affermato che non c'erano pericoli immediati - crollo - intervento d'urgenza) ci chiediamo come vengano definite le priorità e chiediamo se non sia il caso di approfondire maggiormente gli argomenti prima di rivedere scelte e decisioni fatte in passato, che magari avevano una loro ragione d'essere.


giovedì 13 novembre 2014

Intimidazioni al circolo PD di Castellanza

È notizia di qualche giorno fa che il circolo PD di Castellanza è stato oggetto di un attacco intimidatorio operato dai soliti "ignoti".
Sui muri sono state disegnate svastiche e appesi volantini sui quali si leggeva:

“Da oggi in poi dovrete vivere con la paura!!! Guardatevi alle spalle perché farete tutti una brutta fine!!! Avvisati!!!”.

Auspicando che la magistratura ponga fine al più presto a tali atti squadristici voglio esprimere a nome di Angera Democratica la nostra solidarietà agli iscritti del circolo PD di Castellanza.

giovedì 6 novembre 2014

I Timori indicati da Anonimo il 05/11 ore 23,42

Buongiorno Anonimo,
Se il nome posto a firma del commento non è opera di qualche burlone e quindi, il commento è opera del ns. Sindaco, scoprendo che anche lui è fra i lettori del ns. blog , voglio esprimere il mio compiacimento.
Detto questo, sebbene penso che Alessandro, con la sua risposta, sia stato già esauriente nello spiegare che “Anonimo” sta prendendo un abbaglio, mi permetto di aggiungere alcune ulteriori precisazioni tecniche.
Nel suo commento, lei Anonimo, appare preoccupato per diversi motivi quali: la sicurezza della popolazione; il rispetto delle Leggi vigenti in materia di inquinamento luminoso; evitare lo sperpero di denaro pubblico. Nel renderle merito per queste sue “preoccupazioni” voglio cogliere l’occasione per cercare di tranquillizzarla e vista l’ora in cui ha scritto il commento, farle dormire, per così dire, “sonni tranquilli”.
Di seguito, per punti distinti, provo ad indicare perché i suoi sono timori infondati.
Sicurezza
Dal punto di vista della sicurezza partiamo col dire che gli impianti elettrici devono essere realizzati a “regola d’arte” (Legge n. 186 del 01/03/1968). La stessa Legge, che introduce il concetto di “regola d’arte” , indica come un esempio di regola d’arte le Norme CEI. Per gli impianti in bassa tensione (fino a 1000V in corrente alternata e fino a 1500V in corrente continua) il Comitato Elettrotecnico Italiano ha emesso la Norma CEI64/8, armonizzata sia in sede Europea (HD 384 e HD 60364) sia in sede Internazionale (IEC 60364). Tale Norma fra l’altro si preoccupa di indicare le prescrizioni riguardanti il progetto, la messa in opera e la verifica degli impianti elettrici aventi lo scopo di assicurare sicurezza ed un funzionamento adatto all’uso previsto. Per quanto riguarda la sicurezza ed il funzionamento la Norma s.i. individua 7 macro tipi di protezione. Due dei 7 sono dedicati alla protezione delle persone e precisamente : “protezione contro i contatti diretti” e “protezione contro i contatti indiretti”.
Per quanto riguarda i contatti diretti le persone devono essere protette contro i pericoli che possono derivare dal contatto con parti attive dell’impianto. Tale protezione, ad esempio, si può ottenere frapponendo barriere isolanti.
Per quanto riguarda i contatti indiretti le persone devono essere protette contro i pericoli che possono derivare dal contatto, in caso di guasto che provochi la mancanza di isolamento (esempio: infiltrazioni d’acqua), con masse (apparecchiature e/o impianti elettrici). Tale protezione, ad esempio, si può ottenere installando nell’impianto interruttori “differenziali”, in grado di interrompere automaticamente il circuito, in un tempo determinato, in caso di un guasto in grado di provocare attraverso il corpo umano una corrente almeno uguale a quella ritenuta pericolosa per il corpo umano.
Gli altri 5 tipi di protezione riguardano principalmente le parti dell’impianto e solo indirettamente le persone. In questo mio approfondimento tralascerò quest’ultime in quanto mi è parso di capire che non sono la causa delle preoccupazioni.
Alla luce di quanto sopra indicato prendiamo ora in esame un impianto tipo di illuminazione esterna realizzato con corpi illuminanti di tipo radente e/o incassati nel terreno.
Le parti principali di tale impianto sono:
1)      Quadro elettrico di protezione e comando, utile al contenimento di tutte le apparecchiature di protezione controllo e comando delle varie linee e apparecchiature elettriche da esso derivate.
2)      Dorsali di distribuzione principali
3)      Derivazioni dalle dorsali principali per alimentazione dei corpi illuminanti
4)      Corpi illuminanti.
Per quanto riguarda il quadro elettrico, se costruito secondo la Normativa vigente, non vi sono particolari problemi. Oltremodo lo stesso, di solito, viene posto in un luogo non raggiungibile dal pubblico e viene “manovrato” da una persona abilitata (tecnico) e/o addestrata.
Le dorsali principali sono realizzate in cavo posto entro tubazioni interrate, intercalate da pozzetti di ispezione e/o rompi tratta. I cavi ammessi per questo tipo di posa e utilizzati nella stragrande maggioranza dei casi sono anche adatti per la posa direttamente interrata o ad immersione. E’ quindi evidente che anche loro, come d'altronde il quadro elettrico, non costituiscono, nelle condizioni di utilizzo ragionevolmente previste,  un pericolo per il pubblico.
Resta ora da analizzare le due parti di impianto che potrebbero destare qualche problema, ossia le derivazioni dalle dorsali e i corpi illuminati. In entrambi i casi, queste due parti di impianto, se realizzate e installate a regola d’arte (quindi in linea con il dettato legislativo), sono da ritenersi estremamente affidabili e sicure.
Un modo per eseguire le giunzioni interrate (derivazioni) a “regola d’arte” è mediante l’utilizzo di opportune “muffole” (contenitori completi di morsetti riempiti di resina termo-indurente).
Nel caso in cui, i corpi illuminanti si trovino ad essere installati in luoghi con pericoli di ristagni d’acqua (anche prolungati nel tempo) e quindi corrano il pericolo di essere sommersi, devono essere fabbricati per sopportare tale evento, quindi devono essere certificati dal costruttore degli stessi con un grado di protezione minimo pari ad IP68 (vedasi link inserito nella risposta di Alessandro).
Faccio inoltre notare che a protezione di un eventuale perdita di isolamento dell’impianto, a monte delle delle linee di distribuzione e quindi delle giunzioni e dei corpi illuminanti, sul quadro elettrico vengono installati gli interruttori differenziali, i quali superando la soglia di corrente a cui sono tarati, interrompono l’erogazione dell’energia elettrica.
Perché tutto quanto sopra descritto, rimanga inalterato nel tempo, come per tutti gli impianti, si deve procedere ad una manutenzione/verifica periodica utile a verificare l’integrità ed il buon funzionamento di tutti i componenti.
Un impianto realizzato come s.i. si può quindi definire a “regola d’arte” e indicare come sicuro sia secondo le norme CEI sia secondo la Legge Italiana.
Analizzato un impianto tipo vediamo ora quanto PROGETTATO per la ns. passeggiata a lago
Essenzialmente, avendo cura di installare corpi illuminati con grado di protezione IP68 (i corpi illuminanti previsti o ad essi assimilabili sono indicati IP67 ma possono essere acquistati con grado di protezione IP68), il progetto stilato risulta in linea con l’impianto tipo sopra descritto.
Inoltre, essendo tale progetto realizzato, timbrato e firmato da un tecnico iscritto nell’albo, (ricordo che il progettista è responsabile penalmente e civilmente del proprio operato), a meno di controprove, il progetto è da ritenersi conforme alla Normative e alla Legislazione vigente.
Inquinamento luminoso
Gli amministratori della ns. regione, il 27/03/2000 hanno emesso la Legge regionale n. 17 “Misure urgenti in tema di risparmio energetico ad uso di illuminazione esterna e di lotta all’inquinamento luminoso”, tale Legge il 21/12/2004 è stata modificata/integrata dalla Legge Regionale n. 38 “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale del 27 marzo 2000 n.17 (Misure urgenti in materia di risparmio energetico ad uso illuminazione esterna e di lotta all'inquinamento luminoso) ed ulteriori disposizioni”.
Come tali Leggi i legislatori regionali hanno inteso ottenere le seguenti finalità:
1)   la riduzione dell’inquinamento luminoso ed ottico sul territorio regionale attraverso il miglioramento delle caratteristiche costruttive e dell’efficienza degli apparecchi, l’impiego di lampade a ridotto consumo ed elevate prestazioni illuminotecniche e l’introduzione di accorgimenti antiabbagliamento;
2)  la razionalizzazione dei consumi energetici negli apparecchi di illuminazione, in particolare da esterno, l’ottimizzazione dei costi di esercizio e di manutenzione degli stessi;
3)    la riduzione dell’affaticamento visivo e il miglioramento della sicurezza per la circolazione stradale;
4)  la tutela delle attività di ricerca scientifica e divulgativa degli osservatori astronomici ed astrofisici, professionali e non, di rilevanza nazionale, regionale o provinciale e di altri osservatori individuati dalla Regione;
5)  la conservazione e la tutela degli equilibri ecologici sia all’interno che all’esterno delle aree naturali protette.”.
Per raggiungere le finalità di cui sopra fra gli altri, hanno indicato che i corpi illuminanti devono emettere verso l’alto un flusso luminoso prossimo allo 0. Questa disposizione, unitamente alle altre contenute nella LR 17/2000, hanno fatto si che tale legge risulti essere la più restrittiva fra le analoghe presenti sul territorio Nazionale.
In parziale deroga a quanto sopra esposto, la Legge stessa, all’articolo 9 comma b, indica che per ciascun impianto è ammesso disperdere verso l’alto un max di 2250 Lumen complessivi e 1500 max per corpo illuminante.
Secondo quanto sopra descritto appare chiaro che rispettando tali vincoli, è consentito utilizzare dei corpi illuminanti che emettano parte o tutto il loro flusso luminoso verso l’alto.
Il progetto stilato per la passeggiata a lago prevede l’installazione di 41 corpi illuminanti che complessivamente disperdono verso l’alto 917 Lumen. Anche in questo caso appare chiaro che, pur rispettando il dettato legislativo, ci si può permettere “disperdere” verso l’alto ancora circa 1580 Lumen. In termini pratici questo dato consente ad esempio di ottenere effetti luminosi sulla chioma di qualche albero a baso fusto installano alla base i corpi illuminanti da incasso.
Inoltre, con questo tipo di illuminazione, a differenza dell’illuminazione posta su palo, si evita di disperdere luce anche all’interno dei canneti presenti in prossimità della riva, conservando gli equilibri ecologici come indicato al punto 5 delle finalità della Legge Regionale.

Sperpero di denaro pubblico
Sperperare del denaro lo ritengo sempre sbagliato, a maggior ragione quando si sperpera del denaro che la comunità ci ha dato in gestione.
Fermo restando i principi di cui sopra, bisogna capire cosa si intende per sperperare o meglio quando si finisce nello sperperare e quando invece si spende di più a fronte però di un risultato migliore.

Di solito, personalmente, nei casi in cui mi trovo a gestire denaro per me stesso o per l’azienda in cui lavoro, prima di spendere, mi chiedo se realmente mi interessa quello che mi sto apprestando ad acquistare. Se la risposta è si, cerco di acquistare, nei limiti concessi dal mio portafoglio, ciò che reputo più conveniente in generale e non solo ciò che costa meno. Se invece mi accorgo che il mio è per così dire “un falso bisogno” opto per il risparmio assoluto, ovvero non acquisto l’oggetto o non eseguo il lavoro.

mercoledì 5 novembre 2014

Nuovo asilo: la risposta del Sindaco

Segnaliamo la risposta del Sindaco alle nostre domande riguardanti la struttura di via Arena (nuovo Asilo).


dalla Prealpina del 05/11/2014.

Un breve commento: nell'articolo alcune delle domande che avevamo posto hanno finalmente avuto risposta (in particolare, si dice chiaramente che la struttura verrà terminata). Rimaniamo in attesa di sapere le modalità dell'intervento e di capire se verrà mantenuta la destinazione originaria (a scuola materna), come sembra di intuire dal titolo. Ma questo immaginiamo emergerà solo a conclusione del lavoro dal gruppo tecnico che l'Amministrazione intende costituire.

Il Gusto, ….. possibilmente buono, per arredare con la luce la passeggiata a lago

Qualche tempo fa, il Sindaco ha presentato alla cittadinanza una serie di idee su come realizzare nella nostra città alcune opere pubbliche. Fra le altre, il Sindaco ha prospettato l’idea di modificare radicalmente il progetto esistente per ARREDARE con la luce la passeggiata a lago, con un nuovo progetto atto ad ILLUMINARE la passeggiata di cui sopra.

Per arredare o illuminare la passeggiata, il progetto attuale prevede 41 corpi illuminanti alti 43 cm da terra, mentre l’idea alternativa prospettata prevederebbe (prevedeva?) un numero notevolmente inferiore di corpi illuminanti posti su palo con altezza di circa 3 m.

Al di la delle motivazioni che hanno portato il nostro Primo Cittadino a formulare tale proposta, vorrei far notare come, a mio avviso, le due soluzioni non portano assolutamente allo stesso risultato. 
Infatti, illuminando dall’alto, così come proposto dal Sindaco, si ottiene (rispettando parametri di buona tecnica) un illuminazione uniforme sull’area, privandola cosi di tutte le peculiarità paesaggistiche ed architettoniche. Questo modo di illuminare viene di solito utilizzato quando si vogliono illuminare aree soggette a vincoli illuminotecnici di natura legislativa e/o normativa, oppure quando si hanno di fronte problematiche di controllo e  sicurezza.
Qualora non si abbiano queste necessità, è possibile utilizzare la luce come oggetto d’arredo notturno con cui ottenere effetti e giochi di grande fascino e interesse ambientale. Ciò vale soprattutto nei casi d’illuminazione di giardini, parchi e spazi verdi pubblici o privati. Per illuminare percorsi pedonali possono essere utilizzati apparecchi con sorgente puntiforme radenti al suolo, mentre, avendo cura di rispettare le normative in merito all’inquinamento luminoso, per illuminare scenograficamente particolari architettonici e/o elementi vegetali, si possono utilizzare apparecchi da incasso. In entrambi i casi, il termine illuminare risulta riduttivo, in quanto si può tranquillamente utilizzare il termine “arredare con la luce”.

Sul mercato esistono corpi illuminanti, di tipo radente e/o da incasso che consentono il proprio utilizzo in completa sicurezza anche in quelle aree soggette ad allagamenti prolungati nel tempo. Il progetto esistente prevede l'utilizzo di tali apparecchi, in grado di funzionare correttamente anche se sommersi, al contrario di quanto affermato in sede di assemblea pubblica.

Tornando alla passeggiata a lago, senza entrare nel merito specifico del progetto esistente, secondo quanto appena esposto, ritengo che sia da prediligere un'illuminazione radente, magari integrandola con corpi illuminanti da incasso nel terreno posti sotto qualche elemento architettonico e/o vegetale.
 
Per fortuna, l'idea di variare il progetto di illuminazione sembra sia stata accantonata, anche in conseguenza delle numerose critiche emerse durante l'assemblea pubblica.

Di seguito, alcune immagini per illustrare quanto una illuminazione radente ed appropriata sia in grado di valorizzare il paesaggio naturale ed urbano, anche in prossimità di corpi d'acqua, creando un'atmosfera raccolta e godibile.













martedì 4 novembre 2014

HALLOWEEN E GLI SPETTRI DI UNA TERRIBILE FIAMMA CHE COVA SOTTO LA BRACE

..... Dopo l'otto settembre 1943, circa 150 uomini, al comando del Ten. Col. Carlo Croce, diedero vita alla formazione partigiana/militare denominata "Esercito Italiano, Gruppo Cinque Giornate, Vallalta di San Martino Varese". Tale formazione pose come propria base il monte San Martino, una montagna delle Prealpi Varesine, situata nei pressi di Arcumeggia.
Il 14 e 15 Novembre del 1943, ingenti forze nazi-fasciste, fra cui reparti delle SS, appoggiate dall'aviazione e dall'artiglieria, attaccarono la postazione del San Martino. Dopo 2 giorni di cruenta battaglia, visto l'impari dispiegamento di forze, i superstiti della formazione partigiana decisero di riparare in Svizzera, rientrando successivamente in Italia a continuare la guerra di Liberazione. Quei due giorni di battaglia costarono il sacrificio di 42 Partigiani. Fra i 42 caduti si devono contare anche coloro che, caduti prigionieri, furono fucilati dopo aver subito indicibili sevizie.

Quanto sopra è solo il racconto sintetico di una delle prime battaglie partigiane in cui è emerso il comportamento eroico messo in atto per difendere ideali di libertà e democrazia,

In questi giorni, circa 71 anni dopo il sacrificio estremo di quei patrioti,  purtroppo  abbiamo avuto notizie di manifestazioni, avvenute proprio nei luoghi dedicati alla memoria di quei 42 partigiani, inneggianti, come si evince dalle foto qui allegate, la terrificante e disastrosa ideologia nazi-fascista!!!

Quanto sopra e le immagini qui allegate servano a tutti noi per ricordarci che sono proprio questi momenti di crisi che inducono le ideologie più becere a prendere vigore.






sulla Prealpina: chiediamo notizie riguardo alla Scuola Materna



dalla Prealpina del 04/11/2014.