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venerdì 17 ottobre 2014

Sul parcheggio dell'Ospedale: il metodo

Ritorniamo a parlare del progetto 'parcheggio dell'Ospedale' (chiamiamolo così per semplicità). Come detto, ci sono diverse cose che non ci convincono. Tra queste, una è il metodo seguito per progettare la riqualificazione dell'area. 

Così come per le problematiche legate alla viabilità, anche in questo caso il problema è comune ad entrambe le proposte esistenti, e non solo della più recente. Anzi, è un problema ancora più a monte, che si è apparentemente sempre scelto di ignorare.


Qui di seguito, un'immagine satellitare da Google Maps che mostra l'ampiezza dell'area che necessita di essere riqualificata:


Si tratta di un'area gigantesca, in proporzione al territorio urbanizzato di Angera e che non comprende solo il terreno adiacente all'Ospedale cittadino. Cosa comprende dunque l'area in questione? ecco qui:


Si tratta dell'area dove si vorrebbe costruire il parcheggio dell'Ospedale, dell'area ex-Solvay (impianto produttivo in disuso) e la relativa cava, che è stata ri-sistemata in parte negli anni '90/primi anni 2000 ma che ad oggi versa in pessime condizioni. Inoltre, ci sono anche delle abitazione private (alcune abitate, altre no).

A nostro avviso, qualunque progetto che coinvolga anche una sola di queste aree dovrebbe venire DOPO la definizione di una progettazione generale e coordinata 'a larga scala' che coinvolga tutta l'area, in modo da comprendere quali sono le esigenze e le proposte di tutti i soggetti coinvolti. Questo compito dovrebbe essere svolto dal PGT (Piano di gestione del territorio), che è però molto lacunoso al riguardo.

Seguire questo metodo è a nostro avviso necessario per avere uno sviluppo organico, coordinato ed efficiente dell'area (evitando magari inutili doppioni). L'Amministrazione deve anche avere un'idea precisa di cosa vorrebbe che si facesse nell'area. Per esempio, se venissero realizzati numerosi esercizi commerciali, ci sarebbe il concreto rischio di spostare il 'baricentro' del paese dal centro storico/piazza della Chiesa a quell'area, con tutte le conseguenze del caso per il centro storico (che già oggi non versa in buone condizioni).

Ricordiamoci anche che la strada di accesso dovrebbe essere realizzata sul territorio dell'ex impianto Solvay. Le opere dunque sono necessariamente strettamente legate tra loro, e la mancanza di una progettazione coordinata a monte corre il rischio di avere delle conseguenze disastrose.

Non dimentichiamoci poi delle esigenze dei cittadini che hanno una casa nell'area (e a cui il comune ha anche concesso di recente di costruire). Devono a nostro avviso essere necessariamente coinvolti in prima persona nella progettazione 'a larga scala' e nel processo decisionale.

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