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martedì 7 ottobre 2014

L’E’ PEGIO EL TACUN DEL BUSO

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Il popolo veneto ha un termine molto simpatico per caratterizzare tutti quegli interventi fatti in economia o in fretta e male dove alla fine il rattoppo è peggio del buco che si doveva riparare: L’E’ PEGIO EL TACUN DEL BUSO.

Recentemente nel nostro comune di Angera si sono svolte attività di asfaltatura che hanno riguardato alcune strade, probabilmente le più malmesse.

L’iniziativa è stata ampiamente pubblicizzata dagli amministratori sui loro blog, pianificata con attenzione, comunicando in anticipo il periodo e le vie interessate ai lavori con tanto di scuse per eventuali possibili disagi. Quello che si chiama informazione politicamente corretta.

Tutto questo ha ingenerato in tutti noi cittadini un senso di contentezza riportando i nostri ricordi a qualche anno fa quando l’Italia era ricca e i comuni potevano disporre di fondi che gli permetteva quasi annualmente di comunicare ai propri cittadini in pompa magna il calendario dell’asfaltatura delle strade sottolineando che i lavori si sarebbero svolti in agosto in coincidenza con il periodo delle ferie per minimizzare i disagi dei cittadini. L’asfaltatura era un evento spettacolare dove partecipavano cittadini curiosi e gli intramontabili nonni che a bordo strada tenendo saldamente per mano il nipotino assistevano ai lavori spiegando ai loro piccoli cosa stava succedendo. Si vedevano in azione potenti mezzi, fresatrici gigantesche, autocarri stracolmi di bitume fumante dal caratteristico odore di idrocarburi, macchine stenditrici di asfalto fumanti che facevano sembrare l’inferno un centro benessere, operai in canottiera o torso nudo rigorosamente in pantaloncini corti con una abbronzatura da far invidia ai clienti dei migliori resort della sardegna. Colpiva anche il sudore che grondava dal viso di questi operai causato dal duro lavoro e dal calore di quei infernali vapori sprigionati dall’asfalto fumante. Il giorno dopo ad asfaltatura terminata per gli automobilisti era una goduria poter guidare su una strada perfettamente liscia che sembrava più un tavolo da biliardo infilzando a mo di filotto i tombini ora perfettamente allineati al piano stradale.

Questo però è quello che accadeva nei bei tempi passati, ora la realtà è che noi cittadini angeresi al termine dei lavori sulle nostre strade abbiamo trovato belle pezze di tutte le forme geometriche: rettangolari,quadrate, strisce bislunghe, quadratini che fanno sembrare le nostre strade opere d’arte realizzate da astrattisti. Onestamente i lavori sono stati eseguiti correttamente e apparentemente non si sono verificati anomalie che fanno rimpiangere le buche ma forse sarebbe stato più veritiero e realistico chiamare l’intervento rattoppo di strade o per essere più buoni utilizzare un termine da lavori pubblici “attività di manutenzione manto stradale” anche se la sostanza non cambia. Ma in tempi di crisi e nelle condizioni in cui versano gli enti locali el tacun molte volte è meglio del buso e in attesa di tempi migliori accontentiamoci di questi interventi che ci ricordano quando le nostre mamme in modo dignitoso e intelligente facevano quei micro rattoppi quasi invisibili all’occhio umano sui nostri preziosi in quanti unici abiti.

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