Idee e notizie per Angera 2015 ed oltre. Insieme ad ABC - Angera Bene Comune

giovedì 30 ottobre 2014

e la scuola materna?

Era l’11 marzo del 2013, una bella giornata primaverile, e su invito dell’allora Consigliere Comunale di minoranza Dott. Molgora una troupe televisiva di Striscia la Notizia si occupava del caso del nostro asilo.

Il Dott. Molgora, intervistato dal giornalista, da buon padrone di casa spiegava agli ospiti l’accaduto e illustrava le problematiche del caso.

So tornasse oggi a distanza di un anno e mezzo la stessa troupe televisiva cosa troverebbe di cambiato?


Praticamente niente, la stessa situazione di allora: un po’ più di degrado nel cantiere, la società costruttrice irreperibile, l’accertamento tecnico preventivo da parte delle autorità giudiziarie ancora in corso.

L’unico cambiamento di rilievo è che l’allora consigliere di minoranza Dott. Molgora ha fatto strada: è diventato sindaco di Angera. Ora su questa vicenda tutto tace, una misteriosa nebbia avvolge il nuovo asilo: a volte sembra che il problema sia stato rimosso dai pensieri dei nuovi amministratori.

La patata bollente è stata ereditata, e per tutto il periodo di commissariamento sono state prese solo decisioni di ordinaria amministrazione.

Da quanto emerso durante l'ultima seduta della commissione urbanistica, il Sindaco ha avuto un incontro con i tecnici del tribunale che seguono l’ accertamento tecnico preventivo (ATP) ma da questo alla soluzione del problema, probabilmente, dovrà passare parecchio tempo.

Negli incontri pubblici non si parla di asilo, a precise domande sull’ argomento ci sentiamo rispondere:

“non posso rispondere perché c’è in corso un’ indagine della magistratura”.

Tutto molto vago. Da un ex consigliere che ha fatto della scuola materna un cavallo di battaglia, francamente, ci si aspettava qualcosa di più! E' pur vero che parte della responsabilità è da imputare ad una giustizia lenta, ma, magistratura a parte, la questione dell'Asilo rimane aperta, ed è a nostro avviso urgente individuare una strategia riguardante

(1) la messa in sicurezza della struttura in costruzione in via Arena e

(2) individuare eventualmente una soluzione alternativa per l'asilo, visto che la struttura attualmente utilizzata a nostro avviso invecchia rapidamente ed è sempre meno adatta ad accogliere bambini piccoli.

Ora è giunto il momento che la maggioranza faccia chiarezza sulla vicenda e faccia proposte e scelte al riguardo. Ecco alcune delle domande a cui vorremmo fosse data una risposta chiara:
  • È intenzione di questa amministrazione recuperare la struttura della scuola materna? O si pensa di destinarla ad altro uso/sorte? Oppure demolirla?
  • Prima di prendere delle decisioni è necessario aspettare il responso del giudice? Considerati i tempi lunghi della giustizia, un qualche evento incontrollabile potrebbe far aumentare il cedimento fino a raggiungere un livello tale che la struttura non possa più essere recuperata?
  • Sono stati previsti fondi per mettere in sicurezza la scuola materna, anche se così facendo poi non si potranno più fare altre opere previste nel piano triennale, perché, forse, non avremo più possibilità di spesa a bilancio?
  • Si ha intenzione di costruire da un’altra parte/ridefinire la sede della scuola materna?
  • Sono in corso accordi con il direttore dei lavori per pianificare le attività di recupero? Quale soluzione tra quelle prospettate si intende utilizzare per mettere in sicurezza la costruzione al fine di salvaguardare quanto già costruito ( “i muri non sono più a livello e si notano accumuli di acqua sul tetto”, secondo quanto dichiarato in sede di Commissione Urbanistica dal Sindaco)?

Ricordiamoci che la struttura è già costata alla cittadinanza più di 800.000 euro, ed altri 200.000 circa sono dovuti ai creditori dell'impresa costruttrice. E' intenzione del Sindaco e dalla sua maggioranza lasciare che questo capitale già investito vada buttato?

La democrazia è questo: chi ha i voti, decide. Ma deve decidere, prendendosi lodi o critiche per il proprio operato!

Di proclami la maggioranza in questi periodi ne ha fatti parecchi, manca solo quello sulla scuola materna. Aspettiamo notizie.

In attesa, auspichiamo che il cantiere della scuola materna, qualsiasi sia la sua finale destinazione, sia sempre mantenuto in ordine al suo interno, eliminando anche semplicemente le sterpaglie. La gru, che ha dato qualche segno di criticità, deve essere tenuta monitorata, cosi come si dovrebbero monitorare tutte quelle situazioni che  potrebbero mettere in serio pericolo l'integrità della struttura.

Con spirito costruttivo e propositivo,

Angera Democratica

venerdì 24 ottobre 2014

C’era una volta ………. le aree demaniali

Con l’avanzare dell’autunno e con l’abbassamento delle temperature, in casa, non essendoci ancora un clima che giustifichi l’accensione dell’impianto di riscaldamento, per “stemperare l’aria” si sente il bisogno di accendere la stufa a legna.
La vista del fuoco porta subito alla mente i racconti dei ns. genitori o, per i più giovani, dei nonni, in cui ci narravano come, nelle sere di inverno, quando la famiglia era tutta riunita vicino al camino, gli anziani raccontavano storie fantastiche ai più piccoli.
A questo punto la mente inizia a giocare con i ricordi. Un gioco che produce effetti strani, talmente strani da indurmi ad imitare gli anziani e provare così a raccontare una storia.
Come tutte le storie che si rispettino, per iniziarne la narrazione, bisogna partire con “C’era una volta …” e poi proseguire con “tanto tanto tempo fa….” . Nel nostro caso, il “tanto tanto tempo fa” ci conduce a circa 26 anni fa, quando, la Regione Lombardia, ha rilasciato una concessione della durata di 19 anni, per lo sfruttamento di un area demaniale posta sul lago Maggiore, nel comune di Angera.
Il Concessionario, ha quindi provveduto, a pieno diritto, ad utilizzare quell’area adibendola a cantiere nautico.
Diciannove anni appaiono tanti ma, quando ti trovi a viverli, ti accorgi che passano in un momento. Ecco quindi ,che ad un tratto, ci si accorge di essere giunti nel luglio 2007, data di scadenza della concessione demaniale.
A quel punto, l’area doveva essere sgomberata e riconsegnata come era allo stato originario ai legittimi proprietari, ovvero il Popolo Italiano, il quale, attraverso i propri gestori (Consorzio dei Laghi), doveva decidere il futuro di tale area.
Il Concessionario, nel frattempo, resosi conto che stava perdendo ciò che aveva costruito in 19 anni di lavoro, si ingegna e legittimamente presenta al Consorzio un proprio progetto, volto ad avvallare una sua nuova richiesta di concessione.
Il Consorzio, in un primo tempo, decide di valutare quanto prospettato dal Concessionario, salvo poi rendersi conto che, essendo l’area cosa pubblica, doveva essere assegnata con una gara aperta a tutti. Quindi, nel marzo del 2008, il Consorzio ha emesso un bando volto ad indire una gara pubblica per l’assegnazione dell’area in questione, invitando a partecipare anche il Concessionario.
A fronte di ciò, il Concessionario, sentendosi defraudato dei propri diritti, ha impugnato, per ben tre volte,  l’atto con cui il Consorzio aveva indetto la gara pubblica. Tutte e tre le volte, i vari tribunali TAR, TSAP (Tribunale Superiore Acque Pubbliche), Consiglio di Stato, con varie motivazioni, hanno respinto i ricorsi del Concessionario, intimandogli il pagamento delle spese legali e, di fatto, gli ha negato il rilascio della nuova concessione ordinandogli di riportare l’area demaniale in questione allo stato in cui l’aveva ricevuta nel 1988.
Forte della vittoria il Consorzio, nell’aprile del 2010, fa suonare le trombe presso il Comune di Angera e presso tutti i comuni consociati per annunciare l’emissione di un ordinanza con la quale programma la rimozione di tutti i beni mobili ormeggiati presso il cantiere nautico,    
L’annuncio provoca l’entusiasmo presso il Comune, il quale sollecita il Consorzio a dare atto allo sgombero completo del cantiere nautico. Nel frattempo il Consorzio chiarisce che per il momento si procederà solo con l’informare i proprietari dei natanti ormeggiati dell’imminente sgombero del cantiere nautico stesso.
La mancata attuazione dello sgombero, induce, nell’ottobre 2010, la Regione Lombardia (dipartimento Navigazione e intermodalità) a sollecitare, visto l’importanza commerciale e turistica dell’area in oggetto, Consorzio e Comune affinchè sia al più presto rilasciata una nuova concessione per l’utilizzo di tale area.
A questo punto, il Comune, si dice interessato all’utilizzo dell’area e  nel novembre 2010 informa il Consorzio e la Regione che al più presto sottoporrà agli stessi un progetto di massima utile ad evidenziare gli interventi  volti al recupero di quel tratto di lago.
Il Consorzio nel dicembre del 2010 comunica al Comune il rilascio di una concessione demaniale a suo favore, della durata di 30 anni, volta all’utilizzo di un area di circa 1460mq. Nel contempo sempre il Consorzio programma, sempre per il mese di dicembre 2010, un ulteriore sgombero del Cantiere in questione.
Anche questa volta le intenzioni non hanno pieno supporto dai fatti, infatti nello stesso mese di dicembre, il Comune sollecita il Consorzio in quanto l’ordinanza non è stata ancora eseguita.
Passano i mesi, tanti, e il Cantiere in buona parte è ancora li. Il Comune allora, nel mese di aprile 2012, richiede nuovamente al Consorzio a che punto siano le opere di rimozione.
Pare che, da parte del Consorzio, non vi siano state risposte ufficiali, quasi a voler dire ….. beh gli occhi per vedere li avete!
Passano ancora i mesi, questa volta solo, si fa per dire, 5 e nel mese di settembre il Consorzio richiede al Comune un parere in merito alla richiesta inoltrata, udite udite, dal vecchio concessionario, per la posa,nelle acque del lago antistanti l’area in oggetto, di  26 boe d’ormeggio.  
Toh! Appunto! Quasi ci scordavamo del vecchio Concessionario! In mezzo a tutto questo turbinio di comunicazioni fra enti, il vecchio Concessionario, che fine ha fatto? Come nulla fosse, lui ha continuato imperterrito a svolgere la propria attività, utilizzando l’area demaniale.
Ma lasciamo per un attimo il Concessionario al suo destino e torniamo alla narrazione delle vicissitudini temporali ….. Dunque eravamo arrivati…. Ah si! Alla richiesta di parere, inoltrata dal Consorzio al Comune, in merito alle 26 boe. Il Comune, nel giro di qualche settimana, quindi sempre nel mese di settembre 2012, da al Consorzio il suo parere: parere negativo, le boe non devono essere posate!
E allora? Ci si chiede cosa succederà adesso! Anche questa volta nulla! Tutto finisce li, il Concessionario continua la sua attività, fin tanto che, dopo ulteriori 18 mesi (aprile 2014), il Comune, tramite il sopraggiunto Commissario Prefettizio, inoltra al Consorzio un ennesima richiesta per sollecitare l’esecuzione dello sgombero.
Da allora più nulla, tutto tace, o almeno così pare!

La mia storia si conclude qui, senza una fine, sia essa lieta o drammatica. Posso solo aggiungere che a differenza delle altre storie, in questa, non vengono individuati i personaggi che rappresentano il buono e il cattivo. L’unica cosa che mi pare intravedere è il personaggio che rappresenta il “maltrattato”. Questi, sbeffeggiato e abbandonato a se stesso è impersonificato nei cittadini Angeresi e più in generale nel Popolo Italiano, i quali vengono posti di fronte ad un amara realtà! Quella della mancanza della certezza del diritto, visto che sono testimoni di come non vengono fatte rispettare le sentenze emesse da tribunali dello Stato Italiano.
In chiusura voglio precisare che quanto sopra non è per osteggiare chi che sia, specialmente se, l’applicazione della legge, comporta il rischio di perdita di posti di lavoro, ma bensì  per difendere la certezza del diritto, senza la quale, pensare di vivere in un paese civile, è una utopia.


Quanto sopra è stato scritto in base ai documenti in ns. possesso.  Qualora vi fosse qualcuno che voglia integrare quanto riportato o dire la sua siamo pronti a fare le correzioni del caso o lasciar spazio di replica

venerdì 17 ottobre 2014

Sul parcheggio dell'Ospedale: il metodo

Ritorniamo a parlare del progetto 'parcheggio dell'Ospedale' (chiamiamolo così per semplicità). Come detto, ci sono diverse cose che non ci convincono. Tra queste, una è il metodo seguito per progettare la riqualificazione dell'area. 

Così come per le problematiche legate alla viabilità, anche in questo caso il problema è comune ad entrambe le proposte esistenti, e non solo della più recente. Anzi, è un problema ancora più a monte, che si è apparentemente sempre scelto di ignorare.


Qui di seguito, un'immagine satellitare da Google Maps che mostra l'ampiezza dell'area che necessita di essere riqualificata:


Si tratta di un'area gigantesca, in proporzione al territorio urbanizzato di Angera e che non comprende solo il terreno adiacente all'Ospedale cittadino. Cosa comprende dunque l'area in questione? ecco qui:


Si tratta dell'area dove si vorrebbe costruire il parcheggio dell'Ospedale, dell'area ex-Solvay (impianto produttivo in disuso) e la relativa cava, che è stata ri-sistemata in parte negli anni '90/primi anni 2000 ma che ad oggi versa in pessime condizioni. Inoltre, ci sono anche delle abitazione private (alcune abitate, altre no).

A nostro avviso, qualunque progetto che coinvolga anche una sola di queste aree dovrebbe venire DOPO la definizione di una progettazione generale e coordinata 'a larga scala' che coinvolga tutta l'area, in modo da comprendere quali sono le esigenze e le proposte di tutti i soggetti coinvolti. Questo compito dovrebbe essere svolto dal PGT (Piano di gestione del territorio), che è però molto lacunoso al riguardo.

Seguire questo metodo è a nostro avviso necessario per avere uno sviluppo organico, coordinato ed efficiente dell'area (evitando magari inutili doppioni). L'Amministrazione deve anche avere un'idea precisa di cosa vorrebbe che si facesse nell'area. Per esempio, se venissero realizzati numerosi esercizi commerciali, ci sarebbe il concreto rischio di spostare il 'baricentro' del paese dal centro storico/piazza della Chiesa a quell'area, con tutte le conseguenze del caso per il centro storico (che già oggi non versa in buone condizioni).

Ricordiamoci anche che la strada di accesso dovrebbe essere realizzata sul territorio dell'ex impianto Solvay. Le opere dunque sono necessariamente strettamente legate tra loro, e la mancanza di una progettazione coordinata a monte corre il rischio di avere delle conseguenze disastrose.

Non dimentichiamoci poi delle esigenze dei cittadini che hanno una casa nell'area (e a cui il comune ha anche concesso di recente di costruire). Devono a nostro avviso essere necessariamente coinvolti in prima persona nella progettazione 'a larga scala' e nel processo decisionale.

martedì 14 ottobre 2014

Sulla proposta di parcheggio dell'Ospedale: viabilità.

Ci sono state nelle ultime settimane alcune presentazioni della nuova proposta per il parcheggio adiacente all'Ospedale (assemblea pubblica e commissione tecnico-urbanistica). Noi siamo molto favorevoli all'idea di riqualificazione di quell'area, che attualmente è parecchio degradata.

Il nuovo progetto è stato presentato a grandi linee, in particolare ancora non si capiscono nel dettaglio quali saranno i nuovi volumi edificabili. Il progetto presenta a nostro avviso diverse criticità.

Il primo aspetto problematico che vogliamo sottolineare riguarda la nuova strada, che dovrà essere costruita per servire le nuove abitazioni, i negozi ed il parcheggio stesso e dunque riguarda la viabilità generale dell'area.

Nell'immagine sottostante (approssimativa, ma per ora non esiste molto materiale su cui lavorare) sono schematizzati i tracciati delle 2 soluzioni proposte (la vecchia soluzione del 2011, e la nuova).


Quello che a nostro avviso è il problema maggiore, di ENTRAMBE le soluzioni, è lo sbocco della nuova strada all'intersezione con via Cadorna (evidenzata dal cerchio arancione nell'immagine qui sopra). Come tutti sappiamo, in quel punto la strada già oggi è stretta, scomoda e senza marciapiedi. Il nostro timore è che la nuova strada, che sboccherebbe sulla via Varesina, provocherebbe un aumento notevole dei veicoli circolanti in quel punto e dunque complicherebbe ulteriormente la viabilità e la circolazione stradale. Questo significa anche e soprattutto ulteriori problemi per le ambulanze, per i pedoni ed i ciclisti.

Quindi in sintesi: qualunque proposta di sistemazione dell'area adiacente all'Ospedale e che preveda di raccordare la via Madonnina con la via Varesina, dovrà a nostro avviso indicare chiaramente come risolvere il problema di viabilità all'incrocio tra la via Cadorna e la via Madonnina.

Ci teniamo a sottolineare nuovamente che siamo concordi con il Sindaco che l'area in questione necessiti di essere sistemata e riqualificata. Questo deve però essere fatto rispettando però i vincoli ambientali e tenendo conto delle esigenze della Città di Angera.

Nei prossimi giorni approfondiremo altri punti, compatibilmente con le informazioni ed i dati disponibili (al momento molto scarsi).


lunedì 13 ottobre 2014

Differenti modalità di gestione dell'Albo Pretorio

Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale di Angera svoltasi il 25 settembre u.s. il gruppo consiliare ABC – Angera Bene Comune richiedeva una migliore e più appropriata gestione delle comunicazioni soggette alla pubblicazione sull’Albo Pretorio, con particolare riferimento alle deliberazioni della Giunta Comunale: si evidenziava una gestione carente sotto parecchi punti di vista, che non consentiva, se non a prezzo di onerose ricerche, di ricostruire un elenco completo e coerente delle attività svolte. Il vicesindaco Marco Brovelli prometteva di porre rimedio all’anomalia e prendiamo atto della sua volontà in merito.
Mentre attendiamo con fiducia l’evolversi della vicenda, non possiamo non rilevare come due Comuni a noi prossimi, nello specifico Ispra e Sesto Calende, hanno organizzato il delicato compito di fornire alla cittadinanza una chiara ed esaustiva informazione circa le attività degli Organi comunali: Ispra nella sua newsletter del 3 ottobre dà conto delle deliberazioni della Giunta del 17 e 24 settembre, numerando i provvedimenti presi e l’oggetto degli stessi; lo stesso dicasi per le deliberazioni assunte dal Consiglio Comunale del 9 settembre: anche qui ci sono le delibere ordinate progressivamente e l’oggetto al quale si riferiscono.
Il Comune di Sesto Calende sulla parte del sito dedicata all’Albo Pretorio parimenti pubblica con decorrenza 3 ottobre e scadenza 18 ottobre le delibere di Giunta Adottate nella seduta del 29 settembre!!!
Il confronto è davvero impietoso e le giustificazioni che qualcuno ha cercato di addurre francamente ci appaiono adesso ancor più inadeguate e sconcertanti. Cosa dobbiamo fare per avere un’informativa degna di questo nome e soprattutto estesa capillarmente a tutta la popolazione angerese?
La pubblicazione degli atti solo nella modalità on line è prevista dalla legge, ma tra la mancanza di un ordine cronologico delle delibere pubblicate e una serie di ritardi davvero sconcertanti, si finisce con il mortificare il diritto di ognuno di avere a disposizione uno strumento chiaro, accessibile ed aggiornato di analisi e di controllo dell’operato dell’Amministrazione: quindi gli atti devono essere disponibili entro breve tempo e nella loro completezza, cioè rispettando il numero progressivo della delibera e della relativa pubblicazione.
Nel riconfermare che daremo tempo fino alla fine d’anno per risolvere queste anomalie ed incongruenze (e ci pare che un periodo di 100 giorni possa definirsi congruo), ribadiamo che adotteremo tutte le iniziative necessarie affinchè sia sanata, a partire dal prossimo anno, una situazione che viola così palesemente il diritto di informazione riconosciuto al cittadino.

 Angera, 8 ott. 14
Il Gruppo Consiliare ABC – Angera Bene Comune

martedì 7 ottobre 2014

L’E’ PEGIO EL TACUN DEL BUSO

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Il popolo veneto ha un termine molto simpatico per caratterizzare tutti quegli interventi fatti in economia o in fretta e male dove alla fine il rattoppo è peggio del buco che si doveva riparare: L’E’ PEGIO EL TACUN DEL BUSO.

Recentemente nel nostro comune di Angera si sono svolte attività di asfaltatura che hanno riguardato alcune strade, probabilmente le più malmesse.

L’iniziativa è stata ampiamente pubblicizzata dagli amministratori sui loro blog, pianificata con attenzione, comunicando in anticipo il periodo e le vie interessate ai lavori con tanto di scuse per eventuali possibili disagi. Quello che si chiama informazione politicamente corretta.

Tutto questo ha ingenerato in tutti noi cittadini un senso di contentezza riportando i nostri ricordi a qualche anno fa quando l’Italia era ricca e i comuni potevano disporre di fondi che gli permetteva quasi annualmente di comunicare ai propri cittadini in pompa magna il calendario dell’asfaltatura delle strade sottolineando che i lavori si sarebbero svolti in agosto in coincidenza con il periodo delle ferie per minimizzare i disagi dei cittadini. L’asfaltatura era un evento spettacolare dove partecipavano cittadini curiosi e gli intramontabili nonni che a bordo strada tenendo saldamente per mano il nipotino assistevano ai lavori spiegando ai loro piccoli cosa stava succedendo. Si vedevano in azione potenti mezzi, fresatrici gigantesche, autocarri stracolmi di bitume fumante dal caratteristico odore di idrocarburi, macchine stenditrici di asfalto fumanti che facevano sembrare l’inferno un centro benessere, operai in canottiera o torso nudo rigorosamente in pantaloncini corti con una abbronzatura da far invidia ai clienti dei migliori resort della sardegna. Colpiva anche il sudore che grondava dal viso di questi operai causato dal duro lavoro e dal calore di quei infernali vapori sprigionati dall’asfalto fumante. Il giorno dopo ad asfaltatura terminata per gli automobilisti era una goduria poter guidare su una strada perfettamente liscia che sembrava più un tavolo da biliardo infilzando a mo di filotto i tombini ora perfettamente allineati al piano stradale.

Questo però è quello che accadeva nei bei tempi passati, ora la realtà è che noi cittadini angeresi al termine dei lavori sulle nostre strade abbiamo trovato belle pezze di tutte le forme geometriche: rettangolari,quadrate, strisce bislunghe, quadratini che fanno sembrare le nostre strade opere d’arte realizzate da astrattisti. Onestamente i lavori sono stati eseguiti correttamente e apparentemente non si sono verificati anomalie che fanno rimpiangere le buche ma forse sarebbe stato più veritiero e realistico chiamare l’intervento rattoppo di strade o per essere più buoni utilizzare un termine da lavori pubblici “attività di manutenzione manto stradale” anche se la sostanza non cambia. Ma in tempi di crisi e nelle condizioni in cui versano gli enti locali el tacun molte volte è meglio del buso e in attesa di tempi migliori accontentiamoci di questi interventi che ci ricordano quando le nostre mamme in modo dignitoso e intelligente facevano quei micro rattoppi quasi invisibili all’occhio umano sui nostri preziosi in quanti unici abiti.