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mercoledì 12 febbraio 2014

LE RADICI DEL PARTITO DEMOCRATICO: IL PARTITO DEL NUOVO SECOLO, APERTO, INTERCLASSISTA, RIFORMISTA E A 360 GRADI




Buongiorno a tutti.

volevo condividere insieme ai lettori di questo blog, il mio intervento che ho fatto nel Maggio 2013 in seguito alla presentazione di BUONGIORNO VARESE ( www.buongiornovarese.it) , come primo passo verso il rinnovo del direttivo e della segretaria provinciale, poi avvenuta nell'Ottobre 2013.
Ho voluto iniziare con i fondamentali del PD che sono nati nel 2007 con il grande discordo di Walter Veltroni al Lingotto di Torino nel Giugno 2007.

Per vedere il video di Veltroni sul senso e le fondamenta del Partito Democratico nel 2007, secondo me sono ancora attuali:

  

IL PD NEL 2013 IN PROVINCIA DI VARESE: UN PARTITO VINCENTE ED INNOVATIVO
Il percorso del Partito Democratico è nato strutturalmente nel Giugno 2007 al Lingotto di Torino, con il grande discorso di Walter Veltroni. Vorrei ricordare la frase che più di tutte mi ha fatto avvicinare a questo progetto:
“Il PD è una sfida ai conservatorismi, di destra e di sinistra, che paralizzano il nostro Paese”. Il senso della nascita del PD era di contribuire alla nascita di un’Italia nuova, di liberare le sue risorse migliori, non imprigionate a vecchie logiche di appartenenza passate, perchè molti giovani come me si sono avvicinati alla politica proprio con il PD...sono Partito Democratico e non torno indietro (da una celebre frase dell’ultimo Congresso 2007 della sfortunata Margherita). Un partito a 360 gradi ed interclassista che parli al lavoratore dipendente, al pensionato, al libero professionista e all’imprenditore con lo stesso interesse e focus.
Il PD doveva e deve ancora fungere da sintesi tra le diverse anime al suo interno ma quello che vorrei ora è che non si ragionasse più per correnti (veltroniani, renziani, bersaniani, dalemiani ecc...) ma che si abbia cuore il PD tutt’uno perchè si vince insieme e solo se riusciamo ad “aprire le porte” a chi sta ancora fuori, il progetto può prendere forma definitivamente.
Non dimentichiamoci che il PD è un partito ancora giovane, si è costruita insieme una strada comune, ma questa strada è stata per troppe volte interrotta da situazioni negative. Bisogna essere attrattivi per i tanti giovani e persone che sono interessati alla Politica ma non sono invogliati a partecipare. E allora, anche se i punti negativi da migliorare sono molti (ed è per questo che siamo qui), vorrei elencare una serie di lati positivi che il PD possiede:
• Siamo l’unico partito in Italia realmente “contendibile” (ad azionariato diffuso si direbbe in gergo economico). Non esiste un padre padrone che cala le direttive dall’alto ma conosciamo gli strumenti democratici di condivisione.
• Lo strumento delle Primarie è ormai utilizzato in quasi tutti gli ambiti delle elezioni degli organi interni (quasi tutti ☺ ).
• Tante Giunte d’Italia e della Lombardia sono formate da moltissimi amministratori del PD e di centrosinistra: riusciamo molto spesso ad esprimere candidati giovani e competenti che riescono ad avere un rapporto chiaro e diretto con il territorio (in Provincia gli esempi di maggioranza a Malnate, Gallarate, Besozzo, Saronno, Vergiate, Brebbia ecc...) ne sono la prova.
Di seguito le opportunità che secondo me il PD deve seguire per diventare realmente vincente, anche in Provincia di Varese:
• C’è molta anti‐politica in giro nel Paese; il PD non deve seguire il populismo ma la partita si giocherà sempre di più tra anti‐politica e politica e il PD deve sposare in pieno l’ultima.
• La selezione degli organi direttivi del PD deve avvenire per competenze, conoscenze e capacità e non meramente per vicinanza ad una “corrente” più vicina ad un’altra. In tal senso è richiesta un’analisi dei curricula delle persone che vogliono mettersi in gioco; in questo senso, la scelta dei membri della prossima direzione provinciale (Settembre 2013) dovrebbe seguire il più possibile questa logica.
• Collegato al punto precedente, la parola meritocrazia dovrà seguire sempre ogni scelta di nomina direttiva.
• Ne PD, anche in provincia di Varese, si parla troppo spesso solo di metodo (sul come) e mai sui contenuti (sul cosa); ogni momento era buono per trovare un punto di critica sul metodo (vedi primarie Italia Bene Comune) e questi fatti hanno sviato l’attenzione sui temi e proposte di contenuto che servono per l’italia.
• In Provincia di Varese il tema dell’Industria Manifatturiera è di rilevante importanza; abbiamo casi come lo Husqvarna in emergenza sociale. Bisogna selezionare persone e giovani che abbiano competenza di toccare i temi dell’impresa, dell’economia reale, della tassazione e della competitività.
• Il PD deve diventare il partito del lavoro e dell’economia reale. L’Italia ha come core business il suo tessuto industriale, ma per rimanere competitivo ha bisogno di stimoli imminenti (detassazione dei redditi e una seria politica industriale sui nuovi settori emergenti ‐ green economy, luxury e Servizi).
• La scelta sui settori primari deve rimanere pubblica; mi riferisco alla Scuola dell’obbligo, Sanità e beni primari come l’acqua.
• Nella Scuola, i bambini devono avere tutti il diritto di partire dallo stesso punto di partenza; è per questo che le scuole pubbliche devono essere accoglienti e le risorse economiche devono essere indirizzate sul pubblico. Il sistema meritocratico deve consentire ad un figlio di un operaio di avere lo stesso accesso alla qualità dell’istruzione di un figlio di un dentista.
• Il PD, anche in Provincia, deve essere il partito per la nascita degli Stati Uniti d’Europa; solo se ci sarà a regime una vera integrazione politica tra gli Stati, riusciremo a competere verso le economie emergenti come i Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica). Il tema della Glocalizzazione per l’Italia è di fondamentale importanza per la sua competizione a livello globale.
• La Cultura Europea deve iniziare già dalle scuole elementari, con l’istituzione di una materia specifica dove i nostri bambini possono diventare veri cittadini europei.
• Bisogna ritornare a parlare del tema del Federalismo fiscale: le regioni devono essere responsabilizzate e la maggior parte delle entrate fiscali devono rimanere alla capoluoghi di Regione (Milano, Bologna, Palermo) che poi serviranno per la gestione regionale. Centralmente a Roma saranno demandati la gestione dei servizi comuni.
• Se vogliamo che i giovani diano un contributo al PD bisogna pensare a nuove forme di partecipazione. Chi è trentenne molto spesso si trova nella fase critica e più intensa della carriera professionale; per questo il tempo da dedicare alla politica è spesso limitato. Se non si vuole però fare a meno del lorocontributo fondamentale, di cui il PD ha bisogno, bisogna trovare nuovi modi più innovativi di partecipazione;
• Non possiamo più permetterci di avere persone che vivono e sono mantenute di sola politica per tutta la vita; per questo il PD provinciale deve proporre delle forme stringenti di ricambio generazionale

Grazie per l’attenzione

Simone Franceschetto
Angera, 29.05.2013

11 commenti:

  1. Se Prodi, Veltroni e la Rosi bindi sono il rinnovamento non mi sembra che il partito sia messo bene, ci voleva una foto con i nuovi, Renzi, Civati eccetera.
    Un appunto: deviato significa avere preso una strada diversa, dunque SDEVIATO cosa significa?: Non avere preso una strada diversa! perciò avere preso la solita strada. Era meglio SVIATO

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  2. Grazie per averci fatto notare l'errore - corretto!

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  3. Forse anche Letta farà parte in un breve futuro del "passato" del PD che meno di dieci mesi fa ha rottamato Prodi, Rosi Bindi e Veltroni non mi sono invero molto simpatici. il rottamatore Renzi ne sta combinando delle belle, ma se diventerà lui il nuovo premier io immagino che non avrà bisogno di una nuova legge elettorale e un riordino dei due rami del parlamento, ma anzi vorrà pure lui garantire ai suoi addentellati uno stipendio da parlamentare, ma con solo 400 deputati e zero senatori come potrà fare?
    Quella legge la faranno saltare o dimenticare nelle paludi di Montecitorio.
    Felice di sbagliarmi, ma ricordo le parole di Renzi, che pure mi sta simpatico: "Non farò il premier senza consenso popolare", per ora sembrerebbe che questo bel proponimento venga rottamato in nome di un sano pragmatismo (arrivismo? forse no.....forse)

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  4. Alessandro Brovelli13 febbraio 2014 14:09

    Parlo esclusivamente a nome personale: anch'io sono molto stupito dell'accelerazione che abbiamo visto negli ultimi giorni. Certo è che Renzi ha di solito in mente una strategia, quando si muove, quindi staremo a vedere. Non credo che il governo Letta stia tirando a campare per sua scelta, invece di fare riforme incisive. Il fatto è che è difficile governare efficacemente vista la maggioranza che si ritrova. Vista la situazione, avrei di gran lunga preferito che si facesse rapidamente una legge elettorale decente e si tornasse a votare.

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    1. Renzi ha in mente una strategia quando si muove? Staremo a vedere? Stiamo forse assistendo alla nascita di un nuovo "uomo partito"?
      Ha deciso tutto lui da solo? Mi sembra pesantina la cosa. O mi sbaglio!

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  5. Proprio ad uno dei TG del mezzogiorno la notizia dell'ennesimo suicidio di un imprenditore che lascia oltre alla famiglia anche una azienda mica piccola, ma messa male per debiti eccetera. Ma cavolo (avrei voluto usare una parola più pesante ma mi astengo dall'usarla, come mi astengo su altro blog per correttezza) è mai possibile che negli ultimi due o tre anni queste tragedie sono aumentate a dismisura, anche ad Angera un fatto del genere è successo per un operaio non per un imprenditore. Dunque nè il governo Monti, messo lì dall'imperatore Napolitano, nè il governo Letta, messo lì dalla stessa volontà citata, hanno saputo dare una speranza e una boccata di ossigeno. La burocrazia non è cambiata in alcunchè di diverso dalla solita merda, le tasse lascio a lei definirle, la speranza per i giovani si è impantanata in un niente pernicioso e anche la speranza per gli anziani è sotto le suole. Io non credo a una nuova legge elettorale in tempi veloci se Renzi scalzerà Letta, troppo rischio di prendere una tostata da Grillo o Berlusconi, sarò felicissimo di ricredermi ma penso ai detenuti di un qualsiasi carcere, lei cosa direbbe se dessero a questi la possibilità di decidere loro del futuro? Così è chiedere ai püarlamentari di dimezzarsi il loro numero, abbassare il loro stipendio e togliere prebende e vantaggi vari. Non ne sono sicuro, nessuno vuole perdere soldi e poltrone. Infatti in questi giorni di nuove elezioni almeno il PD non ne parla, continuano invece a chiederle la Lega e altri Movimenti. Felice di ricredermi e farò ammenda scrivendo le mie scuse e cospargendomi il capo di cenere se andremo a votare entro meno di un anno.

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  6. E allora è proprio vero, quella fotografia in apertura di questo capitolo non ha più alcun senso, la Rosi Bindi ormai defilata, Veltroni? chi lo vede più? Prodi dopo il plebiscito per alzata di mano alla direzione PD si è visto impiombato dai famosi 101, e ora Letta, rottamato da colui che fino a pochissimi giorni prima lo rassicurava di rispetto. Ora mi aspetto che l'imperatore dia un ulteriore incarico in bianco, in spregio al parlamento e al popolo, a colui che dopo avere convinto quasi tutti ora mi convince sempre meno. So bene che i politici sono dei mentitori ma come adesso? Io vorrei che il governo lo decidessimo noi Italiani non un Napolitano, spalleggiato da qualche DeBenedetti o da qualche cancelliere straniero. Perchè sembra che il parlamento dovrà accettare questa farsa?
    Mi sembra che siamo arrivati alla controfigura di Berlusconi, dove il risultato vale più di qualsiasi altra cosa, pragmatico, SI, BENE! NO SIGNORI, NO!
    MALE! Bisogna mantenere quello che si dice altrimenti ti metti nel novero di tutti i politici mentitori che dicono una cosa, ne pensano un'altra e magari ne fanno una terza. Sono deluso e la speranza dell'Italia di avere una nuova classe politica va a puttane. Niente nuova legge elettorale e niente nuovo parlamento, a meno che Renzi che ci dice che vuole governare fino al 2018 non voglia rimangiarsi ancora una volta quello che dice e voglia allora rischiare con votazioni nuove. Magari, ne vedremmo delle belle.

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  7. Alessandro Brovelli15 febbraio 2014 11:42

    Non sono certo che andare a votare adesso, prima di avere una nuova legge elettorale, sarebbe servito a molto. Anzi, ci saremmo dovuti sorbire alcuni mesi di campagna elettorale elettorale, per avere un parlamento sostanzialmente uguale all'attuale. Quindi penso che Napolitano abbia fatto bene a non sciogliere le camere.
    Di tutta questa vicenda, quello che veramente mi lascia perplesso è il cambiamento di Renzi, che fino a pochi giorni fa diceva di non volere il posto di Letta. E poi ho dei grossi dubbi sul fatto che possa fare grandi riforme, anche perchè temo che l'opposizione piu' forte verrà dall'interno del PD.

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  8. Io non volevo certo dire di andare a votare con la stessa legge elettorale, per di più ben martellata dalla Corte Costituzionale, ma con la nuova legge che Renzi sembrava, con l'accordo del Silvio, far approvare velocissimamente.
    Un buon rimpasto del governo con qualche nuovo ministro, magari meglio gradito a qualche capataz, avrebbe permesso di andare alle urne con il tempo opportuno. Sinceramente se tre partiti, hanno quasi gli stessi voti (le differenze non erano così devastanti) e questi tre partiti hanno una così grande disparità di parlamentari a me sembra ingiusto. Infatti la legge elettorale che avrebbe dovuto essere approvata il premio lo dava in modo abbastanza diverso. Ora vedremo se il futuro Premier vorrà discuterne e farla approvare oppure vorrà governare fino al 2018 con parlamentari eletti con una legge "ingiusta".
    Se si vorrà non discutere della crisi di governo in Parlamento ognuno si faccia le proprie riflessioni. Io le mie le ho fatte e sono negative nei confronti di un partito che come pubblicità usa una foto di una bella ragazza che dice "Sono democratica, perciò decido io" Ma dove? Siete democratici e decidono Napolitano e Renzi, a me sembra ci sia una grande differenza.
    Mi sembra che stiamo entrando in una OLIGARCHIA PRESIDENZIALE che mi fa una paura immensa, mi ricorda un signore di Predappio, con i dovuti distinguo, certo, ma.......................

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  9. Alessandro Brovelli15 febbraio 2014 15:02

    A me il giudizio su Napolitano 're' o 'imperatore' è sempre sembrato piuttosto debole, non fosse altro perchè (1) a 90 anni o quasi, non vedo quale ambizione personale possa avere e (2) è stato votato da centro-destra e centro-sinistra, e insieme questi partiti rappresentano senza dubbio la maggioranza degli elettori, quindi è pienamente legittimato ad operare. Se le sue scelte siano e siano state al limite del costituzionale è difficile deciderlo, certo è che la nostra classe politica nel suo complesso ha dimostrato una tale incapacità che ritengo alcune sue scelte quasi obbligate.
    Anch'io comunque avrei di gran lunga preferito un passaggio quanto meno in parlamento per votare la sfiducia al governo Letta e fare chiarezza. In generale, come ho già scritto, nutro forti riserve sulla manovra in corso di Renzi.

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  10. Alessandro Brovelli15 febbraio 2014 15:08

    Riguardo alle considerazioni sulla foto con Letta, Bindi, Veltroni e Franceschini, va inquadrata nel contesto dell'argomento del post e dell'intervento, cioè la 'storia' del PD e il discorso del 2007 di Veltroni. Piaccia o meno, i signori sopra sono stati parte della classe dirigente del partito e protagonisti della politica italiana, anche se al momento sono un po' in ombra e superati (ma con questo non aspico un loro ritorno).

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